Comprendere e modificare il proprio termostato finanziario

Cos’è un termostato finanziario?

Immagina una stanza con un termometro e una precisa temperatura, se una finestra viene aperta e fuori fa freddo, la temperatura interna della stanza si abbassa e i caloriferi si accendono per riportare la temperatura alla situazione iniziale.

Viceversa se fuori fa caldo, aprendo la finestra la temperatura si alza e l’aria condizionata si attiva per riportare la temperatura alla situazione gradita.

Allo stesso modo funziona il tuo conto corrente, se sei abituato a vedere un certo capitale medio e le tue entrate mensili sono costanti, nel momento in cui cambia qualcosa e subentrano delle spese extra, il denaro a tua disposizione cambia, questo attiva un segnale nel cervello che crea una specie di allarmismo e si è portati ad agire, proprio come i caloriferi, ed eliminare tutte le spese superflue, per riportare la situazione in equilibrio.

Il successo finanziario di una persona dipende fortemente dal suo termostato finanziario. Se sei abituato a pensare e vedere un determinato importo, il cambiamento ti spaventa e la prima cosa che sei portato a fare è ricercare la situazione di equilibrio.

Ma come puoi pensare di raggiungere la “ricchezza” o la “libertà finanziaria”, se ti spaventi al primo sali e scendi del tuo conto corrente?

Per prima cosa devi sapere che all’inizio è assolutamente normale, secondo la teoria dei tre cervelli, il nostro cervello è diviso in tre parti e una di queste, il cervello rettile, ha il compito di controllare gli istinti primari e le funzioni vitali.

Il cervello rettile portava gli uomini primitivi a cacciare per nutrirsi o a combattere per difendersi, noi lo definiamo anche istinto di sopravvivenza.

Allo stesso modo l’allarmismo controllato dal cervello rettile si è trasmutato sul denaro, al giorno d’oggi non avere denaro significa non poter vivere e non poter fare parte di una società, soltanto riequilibrando il nostro termostato la situazione torna normale.

Perchè bisogna intervenire sul proprio termostato finanziario?

Il termostato come avrai capito, ti porta sempre a cercare l’equilibrio, il segreto è quindi quello di spendere maggiormente in modo da dover controbilanciare le uscite con delle entrate maggiori. In questo modo, andando a lavorare per aumentare le proprie entrate si raggiunge uno status nuovo dal quale difficilmente ci si vorrà allontanare, ripetendo questo lavoro mensilmente si andrà ad alzare il livello medio di entrate e conseguentemente anche il proprio livello finanziario medio.

La teoria del termostato viene mostrata anche nel libro “I segreti della mente milionaria” di Harv Eker. Secondo lo scrittore il termostato non è altro che una rappresentazione del nostro modello economico.

Modificando il proprio termostato finanziario ovvero riequilibrando la temperatura media a cui siamo abituati, è possibile cambiare il proprio modello economico e soprattutto il livello del proprio successo finanziario.

Non si tratta di conoscenze o competenze, quelle sono tutti attrezzi per avere successo, ma è fondamentale avere una scatola degli attrezzi robusta, ovvero un modello economico forte. Solo in questo modo è possibile influenzare i propri pensieri e di conseguenza le azioni e non da meno i risultati ottenuti.

Consigli per cambiare il termostato finanziario

Facciamo un’ipotesi, se il tuo termostato finanziario è settato su 2000 euro, vuol dire che il tuo obiettivo è avere entrate mensili che ti permettano di avere stabilmente 2000 euro sul tuo conto corrente. Se così fosse, come puoi sognare di comprarti una macchina di lusso, come puoi immaginare di andare in pensione qualche anno prima oppure di comprarti una casa al mare?

Quello che pensi, quello che decidi, diventa il tuo obiettivo, ovvero il tuo modello economico.

Ovviamente non puoi passare da 2000 a 50000 euro come importo dell’equilibrio, il passaggio è graduale, ma devi iniziare a lavorarci e seguendo i nostri consigli riuscirai a reimpostare il tuo termostato finanziario.

Per prima cosa, come detto precedentemente, spendendo più del solito sarai portato a guadagnare di più per riequilibrare. Non ti fermare, se puoi guadagnare di più, in qualsiasi modo, non smettere. Vai oltre il tuo limite. In questo modo inizierai e ricalibrare il tuo equilibrio. Ottimo spunto ed aiuto può essere dato dalla teoria dei barattoli, che guarda caso è sempre nel libro di Harv Eker.

Il secondo consiglio per aumentare il proprio livello finanziario, una delle migliori abitudini per iniziare a investire , è quello di avere un giro di conoscenze avanzato, persone diverse da quelle con cui siamo cresciuti, persone più ricche non solo economicamente, che possano essere per noi un acceleratore e che ci portino a modificare il nostro mindset, a ragionare più in grande e a puntare ad altezze maggiori.

Il tuo obiettivo è quello di pensare come loro, ragionare come loro, dare ai soldi e alla ricchezza il valore che danno loro.

Terzo consiglio, anche se per noi è sempre la base di qualsiasi investimento, investi nella formazione. Prima ti ho detto che il modello economico rappresenta la scatola degli attrezzi, in realtà lo dice Harv Eker, seguendo i primi due consigli andrai a costruire una robusta e grande scatola degli attrezzi.
Ma cosa ci metterai dentro? Hai le competenze? Le conoscenze?

L’ultimo consiglio per iniziare a ricalibrare il tuo termostato è iniziare a ragionare con persone “più ricche”(non parlo di denaro) è entrare nella community di Invest Hero.

 

teoria dei barattoli harv eker

La teoria dei barattoli: come gestire il denaro in entrata e aumentare il capitale

Uno dei segreti dei migliori imprenditori che anche tu dovresti replicare se sei alla ricerca della libertà finanziaria è l’attenzione posta nella gestione del denaro. Sia che tu sia un freelance, un dipendente o un investitore, avere un modello da seguire per gestire il denaro entrante è fondamentale per controllare e “improntare” la propria crescita.

Molto spesso si cerca di replicare i modelli più conosciuti di grandi imprenditori milionari, questo comportamento è in parte sbagliato, quello che bisogna copiare è il mindset, la propensione all’organizzazione e alla diversificazione delle entrate. Tuttavia, come vedremo dopo, un dipendente che guadagna 1500 euro non può gestire il denaro come fa un imprenditore che ha un flusso di cassa di 50000 euro mensili.

Il modello di gestione dei risparmi più conosciuto è probabilmente il Sistema dei barattoli di T. Harv Eker.

Harv Eker è un imprenditore canadese conosciuto soprattutto come scrittore e speaker motivazionale, le teorie discusse all’interno dei suoi libri si concentrano sui modelli di comportamento che procurano ricchezza. Egli elenca ed argomenta le cattive abitudini delle persone mostrando quali sono i giusti atteggiamenti per accumulare ricchezza.

Tutta la teoria di Harv Eker si basa su un modello finanziario che solo le persone disposte a fare sacrifici per avere successo riescono a rispettare.

All’interno del suo bestseller I segreti della mente milionaria, T. Harv Eker insegna come gestire il denaro per raggiungere la libertà finanziaria. Secondo l’autore, se una persona non è in grado di gestire piccoli importi, ad esempio 1000 euro, non sarà nemmeno in grado di gestire cifre più importanti e probabilmente non arriverà nemmeno mai a porsi il problema di gestirle.

Il sistema dei 6 barattoli di T.Harv Eker

Il principio alla base della tecnica dei 6 barattoli è molto semplice, bisogna suddividere il denaro in entrata in sei barattoli secondo percentuali ben definite. Ovviamente è necessario avere un’entrata costante di denaro.

Quello che però devi capire, se ancora non hai mai provato questo sistema, è che si tratta soltanto di un modello per allenare la mente a gestire il denaro in maniera consapevole, tale suddivisione dei soldi ti permette di sostenere spese impreviste oltre alle ordinarie spese di vita quotidiana.

Se all’inizio potrebbe sembrarti semplice replicare questo modello di gestione di denaro, ricorda che l’obiettivo è far crescere il tuo cashflow e, se ci riuscirai, ti accorgerai di come te stesso modificherai le percentuali dei sei barattoli.

Impara ad applicare la teoria dei barattoli e imparerai a gestire le finanze trasformando l’accantonamento di risparmi in qualcosa di normale, in questo modo i soldi assumono maggior significato.

Nota bene che i sei barattoli sono una metafora che può indicare sei conti bancari differenti, ma dopo capirai meglio.

Barattolo 1 – Spese Necessarie (55%)

In questo barattolo ricadono tutte le spese fondamentali che bisogna sostenere per vivere. Affitto o mutuo, spesa, bollette, rata della macchina, benzina, pedaggi autostradali, parrucchiere, estetista, sigarette, insomma, tutto ciò che fondamentalmente richiede gran parte del vostro denaro e non rientra nelle altre spese.

Le cene con gli amici?

Le cene se non strettamente necessarie vanno inserite nel barattolo dello svago.

Barattolo 2 – Risparmi (10%)

Il barattolo dei risparmi o delle spese a lungo termine è pensato da Harv Eker per creare un vero e proprio piano di risparmio da cui attingere solo per spese impreviste (multe, spese mediche, riparazione macchina) oppure per spese previste ma a lungo termine (vacanza, scuola)

Per creare questo piano di risparmio può realmente essere utile avere un secondo conto corrente che non deve mai essere toccato, se non ovviamente nei casi sopra citati. Se dimentichi il pi1n di quel conto è meglio!

Barattolo 3 – Investimenti (10%)

Molti considerano questo barattolo la gallina dalle uova d’oro.

Diciamo che la community di Invest Hero (entra se ancora non lo hai fatto) si basa su questo barattolo.

All’interno di questo conto c’è il denaro da utilizzare per investimenti che genereranno cashflow e andranno ad aumentare le tue entrate. Non sempre sarà possibile investire il denaro di questo conto, soprattutto all’inizio quando magari accantonerai piccole cifre o anche più avanti se non si presenteranno operazioni interessanti.

I soldi all’interno di questo barattolo non devono mai essere toccati, soltanto gli utili derivanti dagli investimenti possono essere ridistribuiti negli altri cinque conti.

Barattolo 4 – Svago (10%)

Quante volte ci hai sentito dire che il relax è fondamentale per ogni investitore o imprenditore?

Riposare la mente, staccare dall’ordinarietà e dal lavoro è fondamentale.

All’interno di questo conto ricadono tutte le spese per i giochi e il divertimento: aperitivi, cene con amici, giornata alle terme, feste, esperienze sportive e molto altro.

Barattolo 5 – Formazione (10%)

Potremmo dire, senza ombra di dubbio, che questo è il secondo barattolo su cui si basa la nostra community. In un certo senso, come avrai letto in altri nostri articoli, la formazione è il miglior investimento che si possa fare. Per questo, a prescindere da quanto stai guadagnando, possiamo considerare i soldi spesi per la formazione come soldi investiti.

Se non l’hai mai fatto, puoi visitare la nostra sezione dedicata alla formazione in ambito investimenti e imprenditoria.

Se le tue entrate sono ridotte, dovrai accantonare denaro per acquistare corsi importanti o eventi, tuttavia nel frattempo puoi fare selezione delle informazioni, leggere le notizie, capire quali fonti sono più attendibili e quali meno.

Ricorda poi che sul web ci sono tantissime informazioni gratuite, come ad esempio il nostro blog, il nostro canale youtube  e i nostri podcast.

Barattolo 6 – Generosità (5%)

Come anche Robert Kiyosaki dice nel libro “padre ricco, padre povero“, uno dei primi libri che probabilmente ognuno di noi ha letto, bisogna sempre fare beneficenza.

A prescindere da quali siano le tue entrate, lasciare una mancia al cameriere, aiutare chi ha più bisogno, è un gesto che in primis ti fa stare bene e ti fa sentire migliore, in secondo luogo crea un circolo continuo di denaro.

Quello che oggi dai ti tornerà indietro moltiplicato per dieci volte.

Le difficoltà del sistema dei barattoli

Fondamentalmente, di fronte a questo sistema di gestione dei soldi possono porsi due situazione problematiche: chi guadagna poco e chi guadagna “troppo”.

Guadagno poco: non riesco a gestire il denaro in questo modo

Può capitare che per sostenere le spese necessarie, ovvero quelle primarie, tu abbia bisogno di più del 55% delle tue entrate, il problema in questo caso potrebbe non essere il guadagno ma le spese da sostenere.

Devi cercare di ridurre le spese.

Hai una rata della macchina troppo alta? Era così necessario cambiare macchina? Non potevi prenderne una di seconda mano oppure un modello meno costoso?

Pensa a tutte le spese che puoi eliminare, se il 55% delle entrate non è sufficiente, non puoi andare dal parrucchiere ogni mese, elimina i vizi, cerca di spostarti a piedi piuttosto che in macchina.

Hai mai pensato di prendere una casa più piccola? Ovviamente se sei in affitto puoi ridurre le tue spese mensili sensibilmente.

L’altra soluzione a questo problema è quella di aumentare i guadagni.

Fai dei sacrifici, investi in formazione dopodiché inizia con piccoli investimenti professionali per arrotondare, oppure monetizza le tue competenze, cerca un secondo lavoro per aumentare le entrate.

Riduci lo svago. Ricorda che le cene con gli amici, che devi ovviamente ridurre se non eliminare, fanno parte dello svago e non delle necessità.

Situazione positiva: guadagni più di quanto ti serve

Può capitare che nel momento in cui inizi a replicare questo modello di gestione del denaro tu abbia già delle entrate discrete oppure, come ci auguriamo, sfruttando questo o un altro sistema, sei riuscito nel tempo ad aumentare il tuo cashflow.

In questo caso ti accorgerai che il 55% potrebbe essere una percentuale troppo alta per coprire le tue necessità, magari è sufficiente il 30%. Questo vuol dire che puoi suddividere la differenza all’interno degli altri barattoli. Potrai permetterti di spendere più denaro per il divertimento ma soprattutto, andando ad aumentare il capitale investito, creerai una specie di loop all’interno del quale a beneficiarne sarà soprattutto il tuo portafoglio. Più denaro puoi investire, più denaro puoi accumulare e così via.

Se stai pensando che aumentando le tue entrate vorresti aumentare il tuo tenore di vita, ricordati che la “funzione” è direttamente proporzionale. Aumentando il guadagno, aumenterà il capitale accantonato per lo svago, di conseguenza il tuo tenore di vita cambierà, inoltre, se come abbiamo detto prima le tue necessità richiedono meno denaro, avrai una differenza da poter distribuire negli altri barattoli tra cui anche quello del divertimento.

Ovviamente, cerca di ponderare la suddivisione di questa differenza. Ricordati di investire nel barattolo degli investimenti (scusa il gioco di parole) e in quello della formazione, solo in questo modo lavorerai per il tuo futuro, solo in questo modo potrai far crescere il capitale a tua disposizione, solo in questo modo avrai più denaro da suddividere nei tuoi barattoli.

La gestione del denaro è il punto da cui partire

Come hai letto e potuto intuire, attraverso un sistema molto semplice è possibile gestire il denaro con una visione più ampia rivolta al futuro.

Se conoscevi già il sistema di Harv Eker, se ne hai testati altri o se hai domande da porci, puoi entrare nella community di Invest Hero su Facebook. Non c’è bisogno di dirti che questo è il primo passo da fare all’interno del tuo barattolo della formazione ma anche degli investimenti!

 

Effetto Marshmallow: la determinazione è la chiave del successo

Riusciresti a guardare un marshmallow per 15 minuti e non mangiarlo?

Era il 1972 e presso l’Università di Stanford fu condotto l’esperimento marshmallow, divenuto famoso come uno degli esperimenti meglio riusciti sull’analisi del comportamento umano.

Il vero successo di questo esperimento fu dato dai dati osservati sui “pazienti” dopo molti anni che sembrano essere correlati con i risultati dell’esperimento.

L’esperimento Marshmallow

Lo psicologo e professore austriaco Walter Mischel selezionò 600 bambini in età prescolare (4-6 anni) della scuola materna di Stanford.

Tutti i bambini furono messi in una sala vuota e ognuno di loro aveva davanti a se una scrivania e un piatto con all’interno un marshmallow (una caramella zuccherata molto consumata in America).

Ai bambini fu detto che potevano mangiare la leccornia tuttavia, qualora fossero riusciti a resistere e non mangiarla per 15 minuti, avrebbero ricevuto come premio un secondo marshmallow.

Durante l’esperimento fu possibile osservare comportamenti molto differenti: qualcuno si copriva gli occhi, altri si giravano, altri ancora dal nervoso prendevano a calci la scrivania o il muro. Tuttavia in molti non seppero resistere e gustarono la caramella. Sul campione esaminato, soltanto un terzo riuscì a superare il test e ricevette il secondo marshmallow.

Lo scopo dell’esperimento era capire la capacità dell’essere umano di resistere alla gratificazione immediata a fronte di una maggiore in un secondo momento.

I follow up dell’esperimento

L’esperimento però non è terminato con l’osservazione dei comportamenti dei bambini e l’analisi delle loro capacità di autocontrollo. L’obiettivo di Mischel non era quello di constatare la capacità dell’uomo di rinunciare ad una gratitudine immediata per un premio maggiore in un secondo momento, egli infatti voleva valutare negli anni le conseguenze di quell’esperimento. Più nello specifico voleva vedere come i primi dati erano correlati con la vita dei soggetti campione.

Il continuo monitoraggio nel tempo e l’osservazione dei comportamenti dei bambini in età adulta ha reso questo esperimento uno dei più importanti nella psicologia comportamentale.

C’era un filo conduttore tra i bambini che avevano saputo resistere e superare l’esame? La loro personalità, i loro comportamenti, i loro orientamenti, erano simili?

Fu osservato, circa sedici anni dopo, che i bambini che avevano superato il test del marshmallow avevano mediamente risultati scolastici migliori degli altri coetanei, inoltre erano descritti come adolescenti maturi e responsabili, in grado di organizzarsi, gestire lo stress e pianificare la propria vita.

Nel 1990 gli studiosi si accorsero che questi ragazzi avevano ottenuto punteggi superiori alla media al SAT, il test di ammissione all’università.

Risultati migliori, un maggior senso di responsabilità e la capacità di organizzazione potevano essere correlati con l’autocontrollo dimostrato da quei bambini davanti alla caramella?

Non soddisfatti, gli studiosi effettuarono altri follow up dell’esperimento. I soggetti esaminati, all’età di 25-30, oltre ad aver ottenuto risultati accademici migliori, avevano sviluppato una maggiore dote di resilienza e capacità di adattamento. Sebbene ancora giovani, avevano raggiunto obiettivi importanti nella propria vita.

Infine, l’ultimo riscontro di questo esperimento, effettuato nel 2009, ha posto i bambini ormai quarantenni davanti ad un ultimo esperimento. Tale test richiedeva di premere dei tasti al comparire di determinati soggetti sullo schermo del computer. Senza entrare nei dettagli fu rilevato che i bambini che non avevano dimostrato capacità di autocontrollo e riflessione avevano commesso il maggior numero di errori in un test che richiedeva concentrazione e analisi.

L’effetto marshmallow

Innanzitutto, trattandosi di un esperimento, ogni dato raccolto deve essere preso con il giusto riguardo, tuttavia questo esperimento è stato da sempre argomento di interessanti discussioni.

Cosa unisce l’esperimento marshmallow e gli investimenti?

Oggi viviamo in una società “on demand” che vede le proprie richieste soddisfatte in pochi click. Vuoi una pizza o il sushi? Ci pensano i servizi di food delivery. Vuoi vedere un film o rivedere una puntata di una serie? C’è Netflix, Amazon Prime e tanti altri servizi di video on demand.

Ogni desiderio, ogni aspettativa può essere soddisfatta immediatamente e questo ci piace, crea dipendenza. Carichiamo una foto e controlliamo ogni minuto i like e i commenti. Apriamo in continuazione i social per controllare le notifiche. Siamo in costante ricerca di una gratitudine immediata.

Questo esperimento e il suo risultato aiutano a comprendere quanto sia importante mantenere la concentrazione, individuare l’obiettivo e procedere step by step per raggiungerlo, imparando a dire no alle distrazioni. Per un investitore o un imprenditore ancora di più.

Nel mondo degli investimenti, come abbiamo detto in alcuni podcast, esistono anche investimenti profit first, il matched betting ne è un esempio, tuttavia questi non possono sicuramente essere il core business di un imprenditore.

Una statistica dice che il tempo medio di incubazione delle startup che hanno rivoluzionato il mondo è più o meno di sei anni, vuol dire che per sei anni hanno lavorato, analizzato i dati, apportato modifiche finalizzate a raggiungere l’obiettivo prefissato. Come puoi pretendere di trovare una startup in cui investire che ti generi un utile in 2-3 anni?

La massa, la maggioranza preferisce la gratitudine immediata. Per questo le varie truffe, gli schemi ponzi e altri sistemi automatizzati hanno successo, perchè promettono il guadagno nell’immediato.

Se vuoi diventare un imprenditore devi imparare a non farti fregare dalla gratificazione immediata. Mantieni la concentrazione, fai sacrifici ma punta al tuo obiettivo.

Vuoi raggiungere un obiettivo più grande o preferisci un minore successo oggi? Se la risposta è la prima, allora entra nella community di Invest Hero per incontrare tanti altri imprenditori e investitori che come te hanno una visione lungimirante del business.

 

dire no rifiutare

Devi imparare a dire NO!

Oggi devi imparare a dire NO!

La lezione è finita, va bene? Ovviamente sto scherzando, non sulla prima frase però, per questo oggi ti spiego perchè è fondamentale che tu impari al più presto a dire di no.

Che tu sia imprenditore o investitore, voglio parlarti di una peculiarità del tuo mindset che dovresti sviluppare se ancora non l’hai fatto: il focus.

Cos’è il focus?

Il significato di focus è fuoco, punto di concentrazione, centro di focalizzazione, in realtà è un concetto più ampio, con focus si intende la capacità di focalizzarsi su un obiettivo, sono gli sforzi e le azioni compiute finalizzate al raggiungimento di un traguardo.

Metaforicamente il focus potrebbe essere la vita di ogni giorno, ognuno di noi dovrebbe agire e comportarsi pensando a un obiettivo: la felicità, la ricchezza, il fare bene agli altri, ognuno ha il suo.

In campo imprenditoriale il focus però ha un’importanza maggiore, riuscire a destinare le proprie forze e le proprie azioni per il raggiungimento di un risultato è la chiave del successo.

Starai pensando “Eh si questo lo sapevo anch’io”, giusto, però quello che forse non hai compreso è come mettere in atto questo comportamento e cosa stai sbagliando.

Le distrazioni lungo la strada

Le distrazioni sono il peggior nemico di ogni imprenditore, saperle riconoscere ed evitarle è quello che devi imparare a fare, in realtà non è così difficile, vediamo perchè.

Ipotizza di andare al casinò per giocare alla roulette che si trova in fondo alla sala, per arrivarci ti fermi prima alle slot machine perchè ti sembra giusto tentare un pò la fortuna, dopodiché ti concedi qualche mano di black jack perchè ti sembra un ottimo modo per aumentare il tuo capitale, purtroppo ti va male, forse non è il tuo giorno fortunato ma per fortuna c’è il poker, arriva la tua mano buona e vai all in e… perdi tutto o quasi. Arrivi alla roulette e non hai più denaro per giocare.

Prendi con le pinze questa metafora ma è quello che succede nella vita di ogni giorno: ti capiterà molte volte di conoscere persone che ti parlano delle loro attività, che ti propongono nuovi affari, nuovi progetti, nuove opportunità…. Impara a dire no. Punta alla tua roulette.

Se sei agli inizi e ti stai avvicinando al mondo imprenditoriale o degli investimenti, è normale che tu sia attratto dai vari settori, che tu voglia sperimentare, è più che comprensibile, se invece sei nell’ambiente da qualche anno, allora stai sbagliando. Vuoi sapere quale è il rischio?

Se inizi ad occuparti di più progetti, a ognuno di questi devi dedicare del tempo. Ti capiterà di strutturare le tue giornate suddividendole in slot per i vari lavori come normale che sia, ti accorgerai però che per passare da un’azienda a un’altra hai bisogno di tempo, tempo per riacquistare la concentrazione, per essere mentalmente focalizzato su quello che stai facendo.

Questa situazione si ripete ogni volta che passi “da una cosa a un’altra”, e più sono gli impegni, maggiore sarà il tempo di cui avrai bisogno per raggiungere il focus.

Avviene pertanto quello che chiamo compounding inverso, come saprai l’interesse composto genera interessi sugli interessi, allo stesso modo l’energia di cui avrai bisogno per passare da un argomento a un altro è maggiore nell’arco della giornata, a seconda di quanti “change” hai già fatto. Questo interesse composto però è inverso, perchè non giova alle tue tasche.

Magari stai pensando che la mentalità da imprenditore è quella del “ho mille cose da fare” oppure ” oggi ho due riunioni, tre call, e un appuntamento”, può essere ma solo se riguardano lo stesso business. Avere tante cose e farle bene è una cosa molto rara, impossibile se sei agli inizi.

Metti nero su bianco

Quando ho iniziato la mia carriera nel mondo degli investimenti sono partito dal trading: ho dedicato ore, giorni, mesi e anni solo al trading specializzandomi sempre di più in quel settore. Leggevo libri, facevo corsi, partecipavo a meetup incentrati sul trading, questo mi ha portato ad arricchire il mio bagaglio di conoscenze e diventare esperto di quello strumento,  ad un certo punto ero talmente focalizzato sul mercato euro/dollaro (e anche DAX) che operavo su frame molto ridotti, con scadenze operative di pochi minuti.

Dopo un pò di anni nel trading, ho scoperto il digital marketing, ho frequentato alcuni corsi che mi hanno permesso di scoprire il dropshipping, gli ecommerce e le affiliazioni.

Ad un certo punto però, mi sono reso conto che avevo numerose attività/opportunità aperte ma effettivamente solo un paio di queste generavano profitto (principio di Pareto 80/20).

Ho preso un foglio e ho iniziato a scrivere tutte le attività che svolgevo e il cashflow che generavano. Ricorda che il profitto ha un valore differente a seconda del piacere che si ha nel svolgere il lavoro che lo genera.

Ho iniziato ad eliminare le attività superflue, quelle che ancora non generavano profitto o che richiedevano troppe energie, ritrovandomi focalizzato al 100% soltanto su un paio di queste.

Devi imparare a prediligere la qualità anziché la quantità.

La curiosità di un imprenditore

Partecipando a meetup o a corsi in aula, mi è capitato e ti sarà capitato di conoscere persone nuove con attività che magari non conoscevi, le loro paroline ti rimangono come una vocina nella testa che ti invita a provare, a vedere come va. Oppure capita di sentire discutere un gruppo di persone e avvicinarsi per capire di cosa stiano parlando.

Se sei un imprenditore allora sei curioso per natura, ti piace curiosare nel giardino del vicino e i social network “aiutano” molto nello scoprire nuove opportunità. Sbirciare gli altri è importante, ti permette di essere informato sul mercato ma ricorda di rimanere sulla tua strada.

Un imprenditore di successo è concentrato solamente sulle attività che generano cashflow, il paragone con gli altri è l’ostacolo che devi eliminare se vuoi avere successo.

Il potere di imparare a dire no

Perché devi imparare a dire no? 

Come avrai capito devi mantenere il focus sul tuo obiettivo e averne uno specifico ti permette di definire alla perfezione la strategia per raggiungerlo.

Impara a dire no a tutto ciò che ti fa perdere tempo senza portarti profitto, a tutto ciò che diminuisce il tuo focus. Evitare di cambiare vuol dire evitare perdite di tempo, in questo modo avrai più tempo da dedicare al tuo business oppure per rilassarti.

Tempo per il relax?

Si hai letto bene, il relax è fondamentale per un imprenditore, è proprio nei momenti di rilassamento che arrivano le idee migliori, se sei sempre impegnato a lavorare e non ti riposi mai, la tua testa non ha attimi per “uscire dagli schemi”, è costretta al lavoro forzato.

Stay Hungry, Stay in Focus

Per concludere avrai capito che per avere successo devi imparare a concentrarti su un’attività alla volta e dire no alle tentazioni/distrazioni lungo il cammino. In che modo?

1. Definisci il tuo obiettivo. Uno solo, soprattutto all’inizio. Un obiettivo chiaro e misurabile.
2. Utilizza un foglio per classificare tutte le attività che ti fanno fare un passo in più verso il traguardo, e accantona quelle che ti allontanano dall’obiettivo
3. Abituati a dire no. Prova da solo, poi con amici e parenti anche su cose semplici.
4. Tira le somme e capisci quanto tempo hai risparmiato evitando determinate attività, dedica tempo a te stesso e al riposo (se ti vengono nuove idee, segnale, non iniziare subito mi raccomando)

Infine, la cosa più importante da fare, entra nella community di Invest Hero su Facebook, per ricevere altri consigli e conoscere persone come te.

 

scalare attività fisica

Scalare un’attività fisica: una procedura standard per aumentare il fatturato

Se sei un imprenditore con un’attività avviata, se ancora non hai aperto il tuo primo locale ma già pensi a come farlo decollare oppure se ti stai chiedendo come alcuni brand abbiano avuto successo in mercati spesso molto competitivi, sei nel posto giusto per capire come scalare un’attività fisica e far crescere la tua azienda.

Nel precedente articolo ti abbiamo fatto vedere quali sono i punti fondamentali per aprire un’attività fisica, le figure che non possono mancare e le peculiarità a cui devi fare attenzione. Ma una volta aperta e avviata un’attività, una volta superato il break even point, cosa si può fare?

Riprendiamo l’esempio della pizzeria. Ipotizziamo che tu abbia eseguito tutto alla perfezione, il business plan è stato redatto professionalmente, hai curato il marketing e la promozione in maniera corretta, ti sei diversificato nel mercato offrendo un’esperienza nel tuo locale che piace molto ai tuoi clienti, insomma, gli affari vanno bene, cosa puoi fare per farli andare ancora meglio?

Trattandosi di un’attività fisica ristretta nelle mura del tuo locale è abbastanza chiaro che non puoi espanderti, non puoi aggiungere tavoli e non puoi nemmeno aumentare il numero di coperti serviti, in una pizzeria classica più di 2/3 giri di clientela per turno non è possibile fare, sempre ipotizzando che i primi clienti arrivino alle 19 a cena.

Puoi aumentare il tuo fatturato con il delivery dei tuoi prodotti ma a quel punto cosa ti differenzierebbe dai tuoi competitor che si affidano ai diversi servizi di food delivery?

Dove andrebbe a finire l’esperienza unica che i tuoi clienti apprezzano e per la quale scelgono te piuttosto che un’altra pizzeria?

Una procedura standard per scalare la tua attività

La soluzione è standardizzare la procedura che genera il risultato. Ok, forse sei un pò confuso ora, provo a farti un esempio.

Immagina di filmare con una telecamera quello che succede nel tuo locale dal momento in cui un cliente entra al momento in cui esce soddisfatto. In questo video puoi osservare ogni elemento: come viene accolto e portato al tavolo, come viene servito, come viene preparata la sua pietanza in cucina, come e quanta attenzione gli viene data dai camerieri e dal gestore, se paga al tavolo o in cassa, se gli viene offerto qualcosa. Insomma, qualsiasi particolare che descriva l’esperienza del tuo cliente nel tuo locale.

Ora immagina che questo video sia replicabile centinaia, migliaia di volte su qualsiasi cliente, da qualsiasi cameriere, in qualsiasi locale. In poche parole stai duplicando la tua esperienza ovunque tu voglia.

Stai creando una procedura standard ovvero un “elenco di regole“, detto così suona male, da seguire per eseguire il lavoro perfettamente.

Solo standardizzando l’esperienza potrai replicarla.

 

I vantaggi di una procedura standard

Delega

Se nella fase iniziale oltre che della parte di progettazione ti occupi giustamente anche della parte operativa, nel momento in cui vuoi scalare la tua attività è necessario che ti dedichi ai numeri, ai nuovi business plan, soltanto avendo una procedura standardizzata puoi delegare il tuo lavoro a qualcun altro.

Sostituzione

La standardizzazione ti tutela da cambiamenti nel tuo locale: malattia, gravidanza, immagina che per un qualsiasi motivo sei costretto a sostituire uno o più dipendenti. Avere una procedura standard permette a “quelli nuovi” di imparare nel minor tempo possibile, risparmierai tempo e quindi denaro.

Immagina che tutto sia scritto in un libro o ripreso in un video se preferisci, è sufficiente studiare per capire cosa fare, non serve un lungo periodo di affiancamento e se una persona non ricorda qualcosa, non c’è bisogno di chiedere a qualcun altro, è sufficiente consultare il manuale.

Anche se non hai intenzione di scalare la tua azienda perchè sei già soddisfatto, avere delle procedure standard ti protegge e tutela il tuo business. Se non hai procedure non hai un’azienda perchè se i tuoi dipendenti se ne andassero da un giorno all’altro, l’azienda non esisterebbe più.

Espansione

Questo è forse il punto più importante e il motivo per cui stai leggendo questo articolo, non puoi scalare e nemmeno avere un’azienda che funziona senza avere le procedure.

L’errore che molti imprenditori commettono è di aprire un secondo punto vendita e affidarsi ad un buon pizzaiolo o un buon responsabile che si fa carico di tutte le responsabilità. Ma come puoi essere sicuro che questo nuovo punto vendita che porta il tuo nome, proponga ai suoi clienti la stessa esperienza unica del tuo locale? Solo attraverso una procedura standardizzata.

Il valore di un’azienda non è altro che l’insieme delle procedure che la fanno funzionare. Se la tua azienda fattura poco vuol dire che c’è un problema in uno degli anelli dell’ingranaggio.

aumentare il fatturato

Scalare un’attività fisica e aumentare il fatturato

Aprire una catena di franchising

Tutto il discorso sulla standardizzazione è fondamentale per un’espansione in ottica di franchising. La procedura è un libro che sposti da un locale a un altro, stai vendendo a qualcuno le tue conoscenze e competenze per replicarle in un nuovo punto vendita.

Aprire una catena di franchising vuol dire generare nuovi punti di cashflow ma il tuo guadagno deriva dalla vendita del tuo brand, del tuo know-how, dall’affitto del nuovo locale, dalla brand authority che acquisisci soltanto se i clienti si ricorderanno dell’esperienza in qualsiasi tuo punto vendita.

Avviare una carriera da franchisor prevede che la tua attenzione sia focalizzata sui numeri, sulle KPI, sul marketing e la comunicazione del brand.

No franchising, si nuovi punti vendita.

Ipotizziamo che tu non voglia che il tuo brand sia rappresentato da terze persone e preferisci scalare in prima persona la tua azienda aprendo nuovi punti vendita con i tuoi soci utilizzando il tuo capitale e quello degli investitori.

Sebbene inizialmente dovrai comunque occuparti di KPI e business plan, dovrai riuscire a replicare l’esperienza unica anche nei nuovi punti vendita che saranno riconosciuti come locali di tua proprietà, sebbene tu non possa fisicamente essere presente in tutti i locali.

Meglio franchising o nuovi punti vendita per scalare?

Dipende! Sentirai spesso questa risposta.

Sicuramente il franchising ti permette di scalare maggiormente e dovresti valutarlo se il tuo obiettivo principale è solamente aumentare il fatturato e il guadagno della tua azienda.

Al tempo stesso, l’apertura di nuovi punti vendita di tua proprietà ti consente un maggior controllo dell’immagine del brand, una maggiore cura sull’utente al quale offrire una migliore esperienza, valutalo se per te sono aspetti importanti e preferisci che nei tuoi locali ci sia la componente umana piuttosto che un lavoro eseguito roboticamente in larga scala.

Probabilmente la soluzione migliore potrebbe essere una via di mezzo, un franchising limitato su cui puoi mantenere il controllo di qualità assieme ai tuoi soci, in modo che il tuo nome sia sinonimo di qualità ed esperienza ovunque venga replicato.

Se hai ancora domande sull’avvio di un’attività fisica oppure se lo hai già fatto e vuoi raccontarci la tua, entra nella community di Invest Hero dedicata al mondo degli investimenti e dell’imprenditoria.

 

avviare un attività

Avviare un’attività fisica: come aprire un’attività, le figure professionali necessarie e gli step da seguire

Se ti è piaciuto l’articolo su come investire in attività online è giunto il momento di salire su un gradino più alto e di fare un level up nel mondo degli investimenti parlando di investimenti offline, nello specifico come avviare un’attività.

Ti starai chiedendo come mai abbiamo scelto di parlare prima di investimenti online piuttosto che di investimenti in attività reali. Semplice, il web ha offerto opportunità incredibili fin dalla sua nascita e continua ad offrirne, investire online a prescindere dall’asset permette di aumentare rapidamente il proprio capitale, le attività online sono più scalabili, il perfetto boost iniziale. Tuttavia investire in attività fisiche consente di generare cashflow, ovvero un’entrata ricorrente.

Le tre fasi di un investitore

Ogni investitore durante il proprio percorso attraversa tre fasi:

  • fase di capitalizzazione: in questa fase è necessario creare il capitale, tramite attività, accantonando lo stipendio da dipendente, attraverso il crowdfunding
  • consolidamento della capitalizzazione: si entra nel mondo degli investimenti e si cerca di ottenere più capitale attraverso investimenti speculativi
  • diversificazione accurata: si crea un portafoglio diversificato per incrementare il proprio stato patrimoniale, attività differenti per generare entrare ricorrenti

Nel passaggio dalla fase intermedia alla fase finale l’investitore si trasforma in imprenditore, aggiungendo un’abilità in più nel suo repertorio. Sebbene queste due figure, investitore ed imprenditore, siano contestualmente vicine, è importante capire i ragionamenti e le operazioni che deve svolgere un investitore prima di avviare un’attività, o partecipare ad essa.

Si tratta di un passaggio delicato che richiede la giusta preparazione, investire in aziende fisiche permette di scalare in un certo modo il proprio patrimonio e fare numeri sicuramente non raggiungibili con il trading o altre attività online.

Analisi iniziale per avviare un’attività

Qualsiasi impresa che si voglia avviare porta con sé un rischio aziendale, si tratta della possibilità di fallimento prematuro, alcune aziende non riescono nemmeno a partire tuttavia considerando il guadagno a lungo termine che un’attività può generare, si parla appunto di rischio imprenditoriale.

L’avvio di un’attività richiede prima una fase fondamentale, probabilmente la più importante ovvero l’analisi di mercato.

Questa comprende l’analisi dell’efficienza del business, l’analisi della zona geografica, l’individuazione dei competitor, un’analisi dei competitor che prevede una stima media del loro fatturato (scarica le visure camerali dell’ultimo anno), la comprensione del livello di saturazione del mercato di riferimento.

È un business con innovazione? Ci sono della mancanze che si possono colmare? C’è un leader di mercato? È un business ricorrente?

Una volta fatti questi opportuni ragionamenti bisogna fare attenzione a non commettere l’errore di sottovalutare i costi di avviamento, determinare il break-even point correttamente permette di conoscere a priori la spesa del proprio investimento, quanto potenzialmente si è disposti a perdere. È consigliabile avere un budget superiore alla previsione per far fronte ad eventuali imprevisti ed evitare di partire sottocapitalizzato.

Il consiglio è di calcolare quale importo sia necessario per avviare l’attività e non tirare fuori ulteriori soldi, salvo imprevisti, nei primi due anni di attività. Una volta calcolato questo importo è possibile determinare il periodo di tempo necessario per raggiungere il break even, dopodiché l’attività genererà un cashflow.

Sei disposto in proiezione del rendimento calcolato a tenere fermo il tuo capitale? Se la risposta è si allora puoi iniziare.

Un ulteriore consiglio che possiamo darti è quello di scegliere attività vecchie che fino ad ora non hanno utilizzato internet, questo perchè partiresti con un’arma in più rispetto ai tuoi competitor per quanto riguarda la promozione della tua attività, inoltre avresti meno competizione (immagina di aprire un negozio di accessori per animali tranquillamente acquistabili online a prezzi minori).

Le figure necessarie per avviare un’attività

Se vuoi avviare un’attività è scontato che tu abbia delle competenze in ambito investimenti, il tuo compito sarà quello di lavorare con i numeri, creare un business plan, capire gli utili, prevedere i costi, fare delle stime.

Dopo un investitore, la seconda figura fondamentale per avviare un’attività fisica in cui investire è una persona con competenze tecniche.

Ipotizziamo tu voglia aprire una pizzeria, sai fare la pizza? Sai fare una pizza veramente buona?

Il prodotto è il chiodo che tiene appeso il quadro, è la colonna portante, l’elemento fondamentale di un business per questo è necessario trovare una persona che:

  • abbia competenze tecniche che permettano di offrire un prodotto di qualità
  • abbia abilità imprenditoriali, vuole creare qualcosa di grande e non avviare un singolo business

Infine, fatti i calcoli, testato il prodotto di ottima qualità, serve il motore per avviare il tutto ovvero una figura che abbia competenze di marketing, necessarie per l’attività promozionale.Ti consiglio di trovare un socio che investa capitale e si metta in gioco con competenze di marketing piuttosto che affidarti ad agenzie esterne, meramente interessate al guadagno.

Il budget necessario per la promozione online e offline deve essere inserito nei costi di avviamento. Entrambe le tipologie di sponsorizzazione devono essere tracciate per comprenderne l’utilità: se per la pubblicità online questo discorso è più semplice, per quanto riguarda la promozione attraverso volantini ti consigliamo di inserire un coupon sconto che ti permetta di calcolare l’utilità e il ritorno economico derivante da quella promozione.

I segreti per un business che funziona

Una volta partito tutto, il lavoro principale sta nel fidelizzare il cliente in modo che ritorni, come fare questo?

Se negli anni 60-70 fu il prodotto migliore a vincere sul mercato, negli anni successivi era il servizio migliore ad accaparrarsi la clientela, oggi per conquistare un cliente e fidelizzarlo è necessario offrire un’esperienza unica, che ti differenzi dai tuoi competitors.

Devi far sentire il cliente “coccolato”, come se fosse a casa sua.

In Italia tutto questo è ancora possibile perchè siamo indietro rispetto ad altri paesi. Prova a pensarci, quante volte ti capita che il proprietario venga a salutarti e/o addirittura a stringerti la mano? Quante volte durante l’attesa (esempio pizzeria) ti viene offerta una degustazione? In quanti locali ti è capitato che ti offrissero l’amaro a fine serata? Qualcuno lo fa, ma sicuramente molto pochi.

In questo modo trasformi il cliente in promoter della tua attività, il passaparola diventa uno strumento potentissimo. Immagina di andare da un parrucchiere che sul tavolino della zona di attesa al posto dei classici giornali ti faccia trovare un tablet, oppure che mentre aspetti ti offra una birra o una coca cola. Non lo racconteresti ai tuoi amici? Non ci vorresti ritornare?

Infine cerca di legarti al tuo cliente, piuttosto che la recensione su TripAdvisor sicuramente importante, prova a chiedergli i suoi dati in modo che sporadicamente tu possa inviargli via email delle promozioni speciali a lui riservate, in occasioni come il suo compleanno o festività. Oppure lasciagli un biglietto da visita con uno sconto speciale, magari una bottiglia in omaggio, che può utilizzare lui o un suo amico.

Possono sembrare piccoli gesti ma sono tutti angoli di attacco diversi per fidelizzare e aumentare la clientela della tua attività.

Differenziarsi per posizionarsi.

A parità di prodotto e servizio con altre attività, le persone sceglieranno te perchè si ricordano dell’esperienza che hai offerto loro, dello sconto che hai inviato via email, dell’amaro che gli hai regalato.

In conclusione

Per riassumere questa introduzione su come avviare un’attività il punto fondamentale è disporre di tre figure:

  • investitore: mette il capitale, prepara il business plan, lavora con i numeri
  • tecnico: si occupa del prodotto e del servizio
  • esperto di marketing: responsabile della lead generation, della promozione dell’attività

Nota bene che non necessariamente queste competenze corrispondono a tre figure, una competenza tecnica può essere condivisa da più persone, nel caso di una pizzeria puoi avere più pizzaioli esperti.

Inoltre una figura può possedere più competenze, se l’esperto di marketing dispone anche di capitale da investire può essere tuo socio ed investitore e aiutarti nella preparazione del business plan.

Se oltre al capitale da investire possiedi anche competenze di marketing, puoi occuparti direttamente della promozione dell’attività, questo ti permette di avere un maggiore controllo sull’investimento e come sai questo è uno degli elementi fondamentali per proteggere il capitale investito.

Infine, ti manca uno step fondamentale se ancora non lo hai fatto, entrare nella community di Invest Hero per avere ulteriori consigli e guide.

 

affrontare una perdita di soldi

Affrontare una perdita: tipologie e consigli per non perdere altri soldi

Perdere soldi non dovrebbe farti male!

Quante volte ti è capitato di dover affrontare una perdita? Perdere qualcosa o qualcuno è una cosa normale appartenente alla vita di ogni giorno, può essere una perdita economica, può essere la perdita di una persona, la perdita di un oggetto o la perdita del lavoro. Che tu sia investitore, imprenditore o semplice individuo, dovresti essere capace di affrontare una perdita nel modo migliore, per trarne un beneficio e un insegnamento.

Essendo questo un blog dedicato al mondo degli investimenti e dell’imprenditoria ci concentreremo principalmente sul significato di perdita monetaria e vedremo le motivazioni che si nascondono dietro una perdita, la giusta interpretazione da dare e come affrontare una perdita ed evitare di peggiorare la situazione.

Come affrontare una perdita: la giusta interpretazione

Innanzitutto devi sapere che la perdita è qualcosa che per natura fa male e non solo al portafoglio. Nella mente umana la perdita ha un peso maggiore della vincita, di conseguenza perdere 1.000 euro pesa di più a livello emotivo di una vincita dello stesso importo.

Il peso di una perdita inoltre ha un peso differente da persona a persona e varia ovviamente in proporzione al patrimonio a disposizione: una perdita di 1.000 euro su un capitale di 10.000 dovrebbe pesare quanto una perdita di 100.000 su un capitale di un milione, sebbene stiamo parlando di importi molto differenti.

Il miglior modo per affrontare una perdita è concepirla come un evento formativo al quale bisogna abituarsi. Metaforicamente bisogna “fare il callo alle perdite” un pò come il podista durante gli allenamenti. Dopo una prima fase di dolore (comprensibile) è necessario fare un’analisi e capire il miglior modo per superare questo momento.

Ogni perdita ci insegna qualcosa soltanto se abbiamo la consapevolezza di doverla analizzare, a nessuno piace perdere soldi ma se vuoi diventare un buon investitore devi imparare che la perdita è uno step fondamentale lungo la tua corsa, uno step che incontrerai più volte e un’operazione sbagliata non ti rende una persona peggiore.

Il tuo cervello ti porta a vedere la perdita come un fallimento e il retaggio culturale del nostro paese ci impone che questa è una cosa negativa. Perdere soldi vuol dire fallire, fallire vuol dire non essere una persona all’altezza, questo ci porta alla depressione. Ti sembra normale? Assolutamente sbagliato!

Il momento in cui riuscirai ad accettare la perdita e la valuterai come un dettaglio del tuo percorso che in nessun modo influisce sull’opinione che hai di te stesso o che gli altri possono avere, sarà un grande successo.

Due tipi di perdite

Come avrai capito dalle precedenti righe ti capiterà spesso di perdere soldi, tuttavia esistono diverse tipologie di perdita e talvolta è possibile fare qualcosa per evitare che si verifichino.

Una perdita operativa è una perdita di percorso, frutto del fatto che stiamo facendo un investimento e stiamo mettendo a rischio il nostro capitale. Tutto sommato possiamo dire ‘è una perdita che ci sta’, per esempio, se fai trading devi già dare per scontato a inizio anno che un determinato numero di posizioni aperte ti porteranno a una perdita, si tratta però di chiusure negative che vengono attutite con un giusto money management, e ti peseranno quanto una spesa necessaria.

Se ti imponi un limite giornaliero, settimanale  o mensile, sai già quanto puoi perdere e non devi investire più di quanto sei disposto a perdere, altrimenti sei tu il problema!

Ovviamente un susseguirsi di perdite è fastidioso più della singola operazione in negativo, ma devi accettare tutto finché rimani all’interno dei paletti che ti sei piantato con il tuo money plan, hai già messo in preventivo che possa succedere.

Se non riesci a concepire una perdita economica come educativa vuol dire che probabilmente stai investendo più di quanto sei disposto a perdere, questo concetto vale per il trading, la finanza, l’immobiliare e qualsiasi altro settore.

Poi ci sono le perdite da stupidi, sono le perdite più dolorose, fanno male perché sono dei veri e propri incidenti e spesso sono veramente pericolose. Sono perdite che portano le persone a stare male, alla depressione, ansia, vomito e seri problemi con la famiglia alla quale bisogna rendere conto della perdita.

Questo tipo di perdita è dovuta a errori tecnici, non sono state seguite le regole correttamente o la strategia, talvolta sono dovute ad un accanimento da parte dell’investitore.

Ricorda bene, quando ti accorgi che perdere soldi ti fa stare male, inizi a rispondere maleducatamente, sei infastidito da ogni cosa, sei triste, allora devi fermarti. Non stai investendo in maniera analitica, stai sbagliando qualcosa e le conseguenze sono dolorose ma sei ancora in tempo a fermarti.

Accanirsi dopo una perdita per rimediare è il peggiore degli errori che si possa fare, è il risultato di un mindset completamente sbagliato e una persona che si comporta in questo modo non è un investitore.

Track record, uno strumento fondamentale

Il miglior modo per trasformare una perdita in qualcosa di educativo e formativo è monitorando ogni operazione con un track record.

Cos’è un track record?

È un foglio bianco, un file Excel, un blocco note, qualsiasi cosa che ti permetta di tenere traccia di ogni tua singola operazione. Settimanalmente o bi-settimanalmente aggiorna e analizza il tuo track record di movimenti.

Se non sai come prepararne uno, lo abbiamo creato noi per te, entra nella nostra community o scrivici per riceverlo.

Per farti capire l’importanza di un file di questo tipo sappi che tutti i nostri studenti del corso avanzato di Trading sono obbligati a compilare il loro track record segnando orario di apertura, asset, orario di chiusura, esito, regole di money management seguite. Rileggendo i dati del file potrai fare delle considerazioni e capire cosa hai sbagliato, senza un file di monitoraggio non potrai farlo e continuerai a perdere soldi.

Un consiglio: evidenzia in rosso tutte le perdite così che saltino all’occhio prima.

Accanto ad ogni negativo scrivi delle annotazioni, cerca di capire perché è successo: non hai seguito le regole? Hai seguito più la fiducia che la statistica? L’hai presa alla leggera?

L’insieme delle annotazioni vale oro, sono tutti insegnamenti fondamentali per il tuo percorso che ti consigliamo di rileggere periodicamente soprattutto se sei alle prime armi.

In questo modo ho potuto appurare quanti soldi abbia perso nel corso degli anni. Se diventeremo amici probabilmente te lo mostrerò, e nonostante la cifra enorme (con segno negativo di fronte) io ci rido sopra perché ho capito dove sono stati i miei errori.

Se non hai un file per monitorare e tenere traccia di tutta la movimentazione non puoi concentrarti e perdite continue ti sembreranno eventi isolati, analizzando il periodo invece ti accorgerai di quanto effettivamente pesino i negativi e potrai capire dove sta l’errore.

La regola del track record è applicata anche nella vita quotidiana e spesso gli psicologi consigliano alle persone che hanno avuto una perdita, di creare un diario in cui segnare gli eventi di ogni giorno, i pensieri, le emozioni, per poter poi analizzare il tutto e valutare i comportamenti migliori ma soprattutto quelli sbagliati.

La regola dei 30 giorni

Quando ti accorgi di aver avuto una perdita che ti ha fatto stare male oppure ti sei esposto troppo è il momento di fermarsi. In questo istante entra in gioco la regola dei 30 giorni: per trenta giorni stacca la spina, smetti di investire, smetti di studiare, interrompi qualsiasi attività legata alla tua perdita. Riequilibrati e ricalibra il tuo mindset.

Una perdita non accettata porta molti investitori inesperti a provare nuovamente, ad accanirsi per recuperare i soldi persi. In questo modo rischi soltanto di peggiorare la tua situazione, un pò come se anziché curare una ferita provassi ad estrarre la lama, un pò macabra come similitudine ma spero tu capisca.

Se vivi molto negativamente una perdita allora c’è stato un errore di pianificazione, non hai settato correttamente il tuo planning che dovrebbe prevedere sempre dei paletti che limitino le perdite.

La regola dei 30 giorni, sebbene ridotta, vale anche nel caso di un investimento andato bene: se un’operazione è andata bene, soprattutto nel trading, e una vocina nella testa ti dice di spingere e aumentare il budget investito, fermati perchè non stai investendo con strategia.

I nostri consigli per affrontare ed evitare una perdita

Ti abbiamo già parlato del track record e della regola dei 30 giorni, un altro trucco che ti può aiutare ad operare correttamente è avere una check list delle cose da fare. Per esempio nell’immobiliare, prima di partecipare ad un’asta, noi abbiamo una check-list precisa di elementi da controllare, se qualcosa va male perchè non abbiamo seguito tutti i punti della check list la colpa è esclusivamente nostra.

Ogni volta che partecipo a un’asta devo fare queste x cose…le ho fatte? Una check list denota un modus operandi corretto.

Un’altra tecnica che puoi sfruttare e che anche noi abbiamo attuato è quella di circondarsi di controllori, una o due persone fidate alle quali rendiamo conto delle nostre regole e delle nostre operazioni, in modo che se sgarri qualcuno possa rimproverarti. Se continui a sbagliare allora sei tu che hai qualche problema.

Con il tempo inizierai a rispettare rigorosamente le regole che ti sei imposto per dimostrarlo al tuo controllore, creerai un’abitudine e solo allora inizierai ad avere profitto.

Ripetere sempre gli stessi passaggi può diventare noioso, ma l’abitudine ti rende un investitore professionista.

Infine, un ultimo consiglio ma forse il più importante per sviluppare un mindset corretto ed eliminare le cattive abitudini: entra nella community Facebook di Invest Hero.

 

Investire in attività online, i modi migliori per guadagnare online

Investire in attività online: i modi per guadagnare sul web

Investire in aziende fisiche come negozi, ristoranti, edicole è un’attività molto impegnativa che richiede tempo e anche molto denaro, l’apertura di un’attività in franchising infatti, richiede solitamente un investimento minimo di 10.000 euro, per attività molto semplici e che non richiedono attrezzature particolari.

Una valida alternativa alle classiche attività local sono gli investimenti in aziende online, esistono molti modi per guadagnare online e in questo articolo cercheremo di capire quali sono i metodi più validi e profittevoli per investire nel web.

Innanzitutto sappi che il web offre opportunità di guadagno anche partendo da zero e senza capitale, solitamente è richiesto un piccolo investimento iniziale per acquistare un dominio e un hosting (circa 50 euro all’anno) , dopodiché avrai gli strumenti utili per avviare il tuo business.

Laddove il tuo investimento non sia prevalentemente economico, se sei quindi alla ricerca di investimenti a costo zero, è abbastanza ovvio che la bilancia del lavoro penderà sull’asset del tempo, alcune attività online infatti non necessitano budget iniziale tuttavia richiederanno molto tempo e molto lavoro prima di trasformarsi in business profittevoli. Noi di investhero consideriamo queste attività investimenti a tutti gli effetti, seppur non richiedono investimenti in denaro.

Come tutti gli investimenti anche quelli online sono suddivisibili in investimenti che creano una rendita automatica nel tempo (cashflow) e investimenti speculativi che puntano a fare capital gain.

Investire online con il Dropshipping

Cos’è il dropshipping?

Il dropshipping è la vendita di prodotti online che non si possiedono, il prodotto viene spedito dal fornitore all’acquirente, in mezzo nel processo di vendita sono presenti altre figure o piattaforme oltre a te, una piattaforma o sito per la vendita e una piattaforma di intermediazione tra te e il fornitore.

I vantaggi del dropshipping sono innumerevoli, tu dovrai occuparti soltanto della pubblicazione del prodotto ed eviterai incombenze come la gestione di un magazzino di prodotti con l’annessa logistica e spedizioni, inoltre sei tu a decidere il prezzo di vendita.

Vendere prodotti in dropshipping richiede l’apertura di un sito e-commerce, è questo l’unico investimento iniziale necessario, successivamente dovrai produrre contenuti per cercare di posizionare il tuo sito web sui motori di ricerca e ottenere traffico organico.

In alternativa, se hai a disposizione del budget, puoi creare campagne pubblicitarie sui social e su google per vendere i tuoi prodotti.

Trovare i fornitori e i prodotti è uno step fondamentale del dropshipping, puoi farlo risparmiando tempo e affidandoti a piattaforme specializzate che costano dai 30 ai 50 euro al mese oppure puoi impiegare tempo nella ricerca di venditori affidabili che spediscano i prodotti in tempi rapidi. Molto spesso chi fa dropshipping acquista e vende prodotti provenienti dalla Cina e altri paesi orientali, è fondamentale trovare venditori che spediscano i pacchi entro 48-72 ore, per evitare reclami e insoddisfazione dei propri clienti.

Un ecommerce in dropshipping è un’attività scalabile che permette di creare una rendita automatica nel tempo, è fondamentale fidelizzare i propri clienti attraverso strategie di email marketing, advertising e un’ottima customer care.

L’aumento del budget a disposizione permette un aumento dell’investimento e di conseguenza un aumento del ritorno economico.

Per avviare un ecommerce in dropshipping è necessaria una spesa iniziale per l’acquisto del dominio e dell’hosting e il budget per l’advertising. Affidandosi a piattaforme intermedie, come detto prima, ridurrai notevolmente i tempi di implementazione del tuo business, tuttavia questo comporterà dei costi aggiuntivi.

Investire in Amazon FBA

Cos’è Amazon FBA? Come funziona Amazon FBA?

FBA indica Fulfillment by Amazon che significa realizzato da Amazon.

Amazon FBA è un servizio offerto ai venditori per aiutarli a gestire i prodotti aumentando le vendite attraverso la piattaforma di Amazon. I prodotti e la logistica di questi viene completamente gestita nei magazzini Amazon che provvederà ad imballarli e spedirli al momento di un acquisto.

FBA funziona così:

  • Tu spedisci il prodotto al centro logistico di distribuzione di Amazon
  • Amazon distribuisce i prodotti nei magazzini, li registra, li controlla e li monitora attraverso un codice tracking
  • L’acquirente effettua l’acquisto su Amazon che si occupa dell’imballaggio e della spedizione
  • Amazon si occupa anche della gestione clienti e dell’eventuale reso

Tra i vantaggi di Amazon FBA c’è sicuramente quello di potersi appoggiare al più grande negozio online, responsabile di quasi il 50% degli acquisti online, questo vuol dire “sfruttare” l’authority del suo brand e il traffico della piattaforma, non è da sottovalutare questo aspetto infatti, alcune ricerche mostrano come la percentuale di persone che cerca un prodotto direttamente su amazon prima che su google stia lievitando negli anni.

Come nel dropshipping sarai te a decidere il prezzo di vendita all’interno del quale sarà compresa la fee di Amazon.

Amazon FBA però è un’opportunità anche per chi non ha un’attività o un’azienda già avviata, anche tu puoi vendere prodotti che credi abbiano mercato o che sono assenti su amazon acquistandoli da dei fornitori.

Vendere con Amazon FBA è simile alla vendita in dropshipping prevede però un investimento iniziale più consistente, infatti dovrai acquistare un lotto di prodotti da spedire al centro di distribuzione di Amazon.

Si tratta di un’attività scalabile in termini di prodotti venduti ma anche in termini di mercati, ricordati che Amazon vende e spedisce in tutto il mondo.

I consigli che possiamo darti, se hai intenzione di investire in FBA sono di sfruttare il trend più che puoi perchè con il tempo Amazon potenzierà la linea Amazon Basics e i margini di vendita diminuiranno, il secondo consiglio è di brandizzare e creare un’azienda attorno alla tua attività, in modo da creare un cashflow costante nel tempo similmente a quanto detto per il dropshipping.

Investire e guadagnare con un money blog

Cos’è un money blog? Come si guadagna con un blog?

Un Money Blog è un sito web creato con il solo obiettivo di generare profitto.

Guadagnare con un sito web è possibile attraverso la vendita di prodotti in dropshipping o in affiliazione, attraverso i banner pubblicitari display, attraverso la vendita di guest post oppure attraverso la vendita di consulenze.

I money blog solitamente sono realizzati e sviluppati attorno a una nicchia di prodotti specifici, in modo da apparire e posizionarsi come leader di quel settore. L’obiettivo di un money blog è quello di scalare la serp, posizionarsi in prima pagina e vendere prodotti in affiliazione con una commissione che varia tra il 3 e il 40%

Esistono anche money blog che contengono contenuti di bassa qualità e che guadagnano attraverso i click ricevuti sui banner pubblicitari grazie al traffico che ricevono dai social.

Sebbene un money blog può essere sviluppato per creare un cashflow costante, richiedendo quindi un’intensa attività di posizionamento, può essere anche pensato per fare capital gain attraverso la vendita di un prodotto stagionale o una tantum ad esempio.

Un money blog può essere considerato un investimento a costo zero (fatta esclusione per dominio e hosting), tuttavia, scrivere contenuti e posizionare un sito web richiede molto tempo.

Un altro esempio per accumulare capitale è la rivendita del money blog. Per vendere un sito web bisogna fornire screen e analisi con report che mostrino il traffico del sito web, le entrate e il trend del sito. Solitamente il prezzo di vendita varia tra il x10 e il x20 delle entrate mensili del blog.

Social Marketplace

Tra i modi per guadagnare sul web, questo è sicuramente uno dei meno conosciuti, soprattutto in Italia. Così come per i siti, esistono anche marketplace per la compravendita di account e pagine social. I prezzi variano in base al numero di follower e all’attività di queste pagine.

Si tratta di un’attività che ha visto una forte crescita con l’avvio dei bot per la crescita di profili Instagram, molte persone non hanno perso tempo per creare e rivendere centinaia e centinaia di account cresciuti attraverso l’attività di follow e unfollow.

Abbiamo visto in questo articolo alcuni metodi per investire in attività online, più nello specifico abbiamo capito cos’è il dropshipping, come funziona Amazon FBA e quali opportunità offre, perchè creare un money blog e infine perché si può guadagnare con i Social, non dimenticare che puoi trovare video e altri approfondimenti sugli investimenti nella community Facebook di Invest Hero.

 

Come ottimizzare il tempo

Come ottimizzare il tempo: alcuni consigli per non perdere tempo

Non ho tempo!

Quante volte ti è capitato di dirlo?

Non ti preoccupare, è probabilmente una delle scuse più utilizzate. L’abbiamo sentita dire da chiunque, dall’impiegato all’imprenditore di successo, dal freelance al pensionato.

E vuoi sapere cosa accomuna tutte le persone che utilizzano questa scusa?

Non una mancanza di tempo bensì una mancata organizzazione del tempo (oltre che di voglia, sei pigro, c’è poco da fare). Per questo voglio spiegarti alcuni trucchetti che possono tornarti utili per ottimizzare il tempo, prova ad applicarli e riuscirai a ricavare del tempo libero da utilizzare in altro modo.

Innanzitutto devi sapere che ogni persona che vuole realizzare un progetto imprenditoriale deve affrontare tre fasi: preparazione, azione e riposo.

Sono tre fasi che si ripetono in loop nella vita di un imprenditore, il cui lavoro si basa sulla creazione continua di nuovi business, mentre possono ripetersi anche una volta sola nella tua vita se hai un’altra attività lavorativa.

Preparazione: è la fase iniziale di un progetto, normalmente la più lunga, precede l’azione ed è costituita da tutte le operazioni di analisi e ricerca utili per la fase successiva. Analisi di mercato, analisi dei competitor, studio delle strategie, creazione di un business plan, fanno tutte parte della fase di preparazione.

L’obiettivo di questa fase è mettere nero su bianco il progetto, capirne la fattibilità e gli scenari di mercato possibili. Serve inoltre per comprendere chi deve fare cosa nella fase di azione.

Azione: è la fase di implementazione del progetto, è necessario seguire gli step stabiliti nella fase di pianificazione. Se tutto viene pianificato bene questa fase sarà breve ma intensa. Mi capita infatti di fare sessioni continue di 7/10 giorni dove porto a termine un progetto che ho pianificato in mesi, è normale.

In ogni momento devi avere il controllo del tuo progetto, conoscere lo stato di avanzamento, le modifiche apportate, gli scenari futuri e prevedere eventuali variazioni rispetto al piano iniziale.

Le varie figure coinvolte rendono conto dello stato di avanzamento durante le riunioni di stato avanzamento lavori, fai in modo di seguire sempre la linea di lavoro prestabilita, ogni fuoriuscita comporta un’inevitabile perdita di tempo.

Riposo: è la fase più importante nella vita di un imprenditore e forse, proprio per questo, è la più difficile da ricavare. Un imprenditore o un investitore è sempre in azione, non si ferma mai, non si concede mai una fase di riposo, relax, nella quale staccare la mente da tutto e da tutti.

Eppure questa fase è fondamentale, sono i momenti in cui la mente riposa e vengono nuove idee. In questi momenti di relax, di osservazione di se stessi,  le onde cerebrali diventano più profonde, più lente e si riesce a recepire nuove opportunità, questo è possibile quando ci si stacca dalla realtà quotidiana.

La meditazione è uno “strumento” fondamentale per ottenere questo risultato. Un modo per concedersi del riposo anche quando si è troppo impegnati nella fase di azione.

Alcuni consigli per ottimizzare il tempo

Forse non te ne accorgi, ma nell’operatività di ogni giorno perdi un sacco di tempo, tantissimo. Per ridurre le perdite di tempo dovresti raggiungere il massimo della concentrazione e non avere distrazioni.

Con il tempo e l’esperienza, si impara a pianificare ogni singolo processo all’interno di ogni fase.

Telefono, una distrazione continua

Non c’è dubbio che tenere il telefono vicino mentre si lavora, non in modalità silenziosa, sia un’estrema fonte di distrazione: chiamate, messaggi whatsapp, notifiche di ogni genere.

Forse non sai però, che anche mettendo lo smartphone in modalità silenziosa con lo schermo rivolto verso il basso, il tuo cervello è parzialmente distratto, la semplice vista del telefono ti porta a pensare ad eventuali messaggi che hai ricevuto, inizia a domandarti “e se mi hanno scritto?” e “se mi stanno chiamando?”.

Quando lavori, cerca di lasciare il telefono il più lontano possibile da te, in un’altra stanza per esempio, in modo che non sia visibile.

Ovviamente lo stesso discorso vale per le notifiche sul computer, chiudi whatsapp web e disabilita le notifiche delle email.

Ti consigliamo Cold Turkey, una web app che, impostata correttamente, ti impedisce di aprire determinate pagine in determinati orari (es. Facebook, Instagram, Whatsapp).

Anche se chi mi conosce lo sa, quando sono in focus operativo NON ESISTO PER NESSUNO!
Telefono in modalità aereo lasciato in un’altra stanza e musica post-rock strumentale sul pc. Addio!

La tecnica del pomodoro

La tecnica del pomodoro fu inventata negli anni 80 da un programmatore italiano, basandosi sui timer a forma di pomodoro utilizzati in cucina per misurare i tempi di cottura.

Questa tecnica prevede un’alternanza precisa di fasi di lavoro da 25 minuti con fasi di riposo da 5 minuti. Ogni quattro fasi di lavoro ci si può concedere una pausa più lunga da 15-20 minuti.

Durante le pause si puoi fare qualsiasi cosa, bere o mangiare, andare in bagno o controllare le notifiche, l’importante è che tu sia rigoroso nel rispettare i tempi.

Pianifica gli orari per ogni azione

Nel libro “4 ore alla settimana” di Tim Ferris, l’autore descrive una tecnica che utilizzava per gestire la sua casella email: ogni giorno, sceglieva una precisa fascia oraria, ad esempio dalle 12 alle 13, per rispondere a tutte le email ricevute, dopodiché chiudeva la posta fino al giorno successivo.

Lo step successivo è stato quello di inserire un autorisponditore che avvisava i mittenti di questa sua tecnica, in modo che sapessero che avrebbero ricevuto risposta ma solamente in quella finestra di tempo della giornata.

Se anche te, tra un’operazione e l’altra controlli la casella email, probabilmente stai perdendo molto tempo durante la giornata.

Soprattutto devi sapere che il tempo perso non è tanto quello che trascorri a controllare le email e rispondere, bensì quello che utilizzi per rientrare in focus sul lavoro principale che stavi svolgendo.

Ammettendo pure che tu sia veloce a raggiungere la concentrazione, spostare il pensiero da una finestra all’altra, da un lavoro all’altro, perderesti comunque un 5% del tempo che avresti continuato a dedicare al lavoro principale, moltiplicato per tutte le volte che effettui lo switch durante la giornata, costituisce non poco tempo.

Impara a sfruttare il tempo morto

Il tempo morto è quello in cui sei apatico, inattivo, in questi momenti non apporti benefici né a te né alla tua azienda.

Sono un esempio di tempi morti i momenti passati sui mezzi pubblici o chiusi in macchina nel traffico, durante i voli in aereo e in parte anche il tempo trascorso in palestra.

Come sfruttare questi momenti morti?

Ascolta dei podcast anziché perdere tempo sui social, sfrutta questi attimi per una continua formazione, leggi dei libri (non mentre guidi ovviamente).

Organizzando anche i tempi morti, andrai a svolgere operazioni che prima effettuavi in altri momenti, di conseguenza ti si libererà del tempo che puoi utilizzare in altro modo. Un investitore o imprenditore utilizzerebbe questo tempo per creare nuovi progetti, diventa un vero circolo vizioso.

Ricorda infine che ” più cresci, più diventano piccoli i problemi “, questo vuol dire che con l’esperienza e la conoscenza si riduce il tempo da dedicare ai problemi.

Questi sono alcuni semplici trucchetti che ci hanno aiutato sicuramente ad aumentare la nostra produttività, se ne conosci altri puoi insegnarceli scrivendo un post nel nostro gruppo Facebook.

 

Chi siamo, la storia di invest hero

La storia di Invest Hero

“Come è nato Invest Hero?”

Questa è la classica domanda che in molti ci fanno… ora scoprirai tutto quello che sta dietro alla nascita di questo progetto!

Devi sapere che la community di Invest Hero, se ancora non sei iscritto puoi entrare gratuitamente da qui, nasce da due fattori essenziali:

In primis il piacere. Parliamo di argomenti come gli investimenti e l’imprenditoria che ci piacciono, argomenti che vanno di pari passo e di cui parliamo quotidianamente o quasi anche con gli amici al bar, quindi ci siamo chiesti: “Perché non iniziamo a registrarci?
Creiamo dei podcast e carichiamoli sul web“, in poche parole è nata così l’idea Invest Hero, con l’intenzione di condividere con altre persone i nostri interessi e le nostre conoscenze, sperando di incontrare persone simili a noi.

Prima di questo gruppo, caro Hero, quando ancora ci occupavamo esclusivamente di trading online, avevamo un gruppo privato con oltre 3000 membri, forse uno dei più grandi in Italia nel settore. All’interno del gruppo parlavamo di operazioni finanziarie, rispondevamo alle domande e dispensavamo informazione, un po’ quello che succede oggi in Invest Hero, però focalizzato su un solo asset finanziario.

Poi però…

Poi però la nostra vita è cambiata, non abbiamo abbandonato il trading ma ci siamo affacciati su altri mercati, abbiamo continuato a operare sul forex ma abbiamo aggiunto al portafoglio finanziario altri mercati speculativi. Oltre a questa evoluzione ci siamo avvicinati anche ad altri settori quali: operazioni immobiliari, studio di startup e creazione di progetti imprenditoriali.

Non potevamo parlare di tutti questi argomenti all’interno del nostro vecchio gruppo. I membri di quella community non erano in target ed a molti di loro non interessava questa nostra evoluzione, erano focalizzati solo sul trading online.

In un certo senso quindi, avevamo la necessità di aprire un gruppo di vedute più ampie che spaziasse nel mondo degli investimenti e dell’imprenditoria.
In fondo in quel periodo abbiamo capito l’importanza della diversificazione, con questo principio è nato Invest Hero!

Inoltre venivano contattati in privato da amici e conoscenti che ci facevano sempre le stesse domande. Piacevole sicuramente, ma alla lunga è molto dispendioso in termini di tempo, quindi perché non creare un gruppo e dei podcast per aiutare le persone sviscerando le varie domande che ricevevamo?

Era l’estate del 2018, eravamo con degli amici in Croazia ed io e Ale stavamo giocando a ping-pong in giardino mentre abbiamo avuto questa idea e questa discussione.
Finita la partita abbiamo preso il microfono, ci siamo chiusi in una stanza ed abbiamo registrato il primo episodio.

Così è nato Invest Hero!

Cos’è successo fino ai giorni d’oggi?

È successo che piano piano la community è cresciuta, nel gruppo sono entrate tantissime persone competenti e questo è stato un vero boost per noi, perchè grazie a queste persone abbiamo scoperto e continuiamo a scoprire nicchie di mercato, delle quali siamo poco esperti e soltanto grazie a collaborazioni interessanti che sono nate all’interno del gruppo, abbiamo potuto fare determinati tipi di investimento.
La conoscenza di questi micro settori ci ha permesso di ampliare la nostra conoscenza ma soprattutto di diversificare ulteriormente il nostro portafoglio.

L’unione fa la forza e la diversificazione è lo strumento essenziale per ogni investitore ed imprenditore! 

Ricorda una cosa importante hero, alcuni investimenti molto grandi non si possono sostenere individualmente, per questo una community può aiutare.

Seconda cosa, non esistono investimenti non raggiungibili per il solo capitale, esistono anche investimenti irraggiungibili per mancate conoscenze, per questo è utile conoscere altre persone del settore che abbiano quelle abilità tecniche negli ambiti in cui sei carente. Questo è il concetto di team, è il concetto di impresa.

Invest hero è un boost per chiunque operi nel settore degli investimenti e dell’imprenditoria.

Vuoi sapere di più su di noi? Vuoi sapere chi c’è dietro Invest Hero?

Se ancora non ci conosci, scopri chi siamo nella pagina del nostro sito e leggi le nostre storie.

Ti aspettiamo nella community

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