I 5 migliori libri sulla crescita personale e mindset

Cambiare il proprio mindset è fondamentale per riuscire a realizzare gli obiettivi desiderati, soprattutto quando ci si trova in quel frangente della vita in cui tutto sembra fermo ed irraggiungibile. L’approccio mentale pone le basi per spianare la strada verso un successo sia in ambito professionale che personale.

Ma cos’è il mindset?

Attraverso l’espressione mindset ci si riferisce all’insieme dei nostri “settaggi mentali”, tutte quelle strutture, credenze, condizionamenti e convinzioni che fanno parte del nostro modo di ragionare. Il mindset è un atteggiamento mentale abituale in grado di modificare le nostre scelte ed il modo in cui agiamo e reagiamo alle circostanze della vita.

Atteggiamenti e convinzioni che condizionano la mente determinando una generale insicurezza che, se non combattuta ed affrontata con successo, continuerà a radicarsi sempre più dentro la mente, determinando una crescente paura di commettere errori ed una propensione alla rinuncia e alla resa.

I migliori libri di crescita personale: lo sviluppo del mindset

I libri sulla crescita personale sono uno strumento indispensabile per “crescere” in questo campo e prendere maggiore consapevolezza riguardo la propria mente.

Esistono moltissimi libri di crescita personale e sviluppo del mindset, oggi vogliamo proporti cinque titoli che noi consideriamo tra i migliori, la loro lettura può aiutarti ad affrontare con consapevolezza ogni sfaccettatura della tua mente, riuscirai a riconoscere i condizionamenti che la società e le tue esperienze ti hanno causato e se questi influenzano negativamente o positivamente la tua vita. Riconoscendoli sarai in grado di combatterli con maggiore efficacia.

Il cigno nero – Taleb

Nassim Nicholas Taleb è un importante filosofo e matematico che insegna alla Tandon School of Engineering di New York. Nel 2009 ha scritto Il cigno nero, che è da subito diventato un best seller internazionale, inserito dal Sunday Times tra i libri che hanno cambiato il mondo.

Il cigno nero si propone di farti ragionare su tutte quelle convinzioni che fanno parte spesso della stessa condizione umana. In particolare, all’interno del libro si affrontano tutti quegli aspetti legati al futuro.

Sentiamo dire ogni giorno che possiamo controllare il futuro ed i rischi. La realtà ci dice altro, dimostrandoci ogni giorno il contrario. Ti saranno sicuramente capitati, infatti, alcuni eventi inaspettati che hanno demolito ogni certezza e schema che avevi consolidato nella tua testa. Quando questi capitano li subiamo in modo molto negativo, quasi come se il mondo sia andato contro di noi. Ma perché ci accorgiamo di questi eventi solo quando sono avvenuti?

Taleb risponde a questa domanda insegnandoci che, come esseri umani, siamo naturalmente predisposti ad imparare dall’esperienza e dalle ripetizioni, concentrandoci unicamente su ciò che già conosciamo, poiché ci fa vivere in una situazione di confort. Di conseguenza, ognuno di noi si allontana costantemente e sistematicamente da ciò che non conosce, esponendosi agli imprevisti della vita.

Il cigno nero mostra quanto siamo indifesi di fronte all’imprevisto, sia che si verifichi all’interno della realtà lavorativa, sia che riguardi la vita personale e quotidiana. Provocando il lettore, Taleb spiega perché è importante svuotare la mente, liberandola da tutto ciò che è stato imparato fino ad ora, così da sfruttare a pieno tutte le circostanze che si possono verificare nella vita, dovute ad eventi improbabili ed imprevisti: solo in questo modo se ne potrà godere a pieno.

Puoi trovare Il cigno nero –> QUI

Pensa e arricchisci te stesso – Napoleone Hill

La maggior parte dei lettori di Pensa e arricchisci te stesso di Napoleone Hill ha dichiarato che questo libro contiene la formula magica per raggiungere un successo personale ed economico.
Sicuramente questo libro è fondamentale per riuscire ad accrescere la propria autodisciplina ed il proprio controllo, eliminando le costrizioni e le condizioni che non ci permettono di andare avanti.

All’interno di questo libro, l’obiettivo è far capire al lettore come influire sulla propria vita in modo sano. Con Pensa e arricchisci te stesso lavorerai sul fronte dell’autorealizzazione personale, da intendersi sia negli aspetti di un’indipendenza finanziaria, ma soprattutto come ricchezza mentale e spirituale che, se raggiunta realmente, è in grado di far vivere ogni momento della vita in modo rilassato e spontaneo.

La formula che propone Napoleon Hill, prende ispirazione dal successo di Andrew Carnegie, che nella sua vita non si limitò a diventare multimilionario, ma lavorò per aiutare migliaia di altre persone a raggiungere il suo stesso risultato economico. Questo libro si pone l’obiettivo di divulgare la corretta formula per migliorare il mindset, riuscire a guadagnare di più e ottenere una pace interiore che possa rendere la vita più felice e appagante.

Puoi trovare Pensa e arricchisci te stesso –> QUI

Le vostre zone erronee – Dyer

Le vostre zone erronee di Dyer è un libro datato, ma sempre attuale, soprattutto nel mondo in cui viviamo oggi, dove i social network hanno amplificato le nevrosi, rendendole più visibili ed estese.
Lo psicologo Dyer, tramite questo volume spiega come disinnescare tutti quei meccanismi deleteri ed errati che si attivano incondizionatamente nella nostra mente quando ci troviamo di fronte ad una situazione.

Il volume Le vostre zone erronee è il primo di una trilogia (Prendi la vita nelle tue mani e Te stesso al 100%), e si pone come il primo passo per raggiungere una maggiore consapevolezza mentale e crescita personale.
Con Le vostre zone erronee, Dyer si pone l’obiettivo di riuscire a delineare il ritratto di una persona generica, che si considera “normale” all’interno di una società occidentale, mentre invece, secondo l’autore, si tratta di una persona affetta da nevrosi e malata. Secondo Dyer tutti siamo malati, anche tu, l’intera società lo è. Chi può dire il contrario?

Questo libro non mira alla ricerca della perfezione, perché secondo l’autore non esiste, ma vuole riuscire a mostrarti tutti gli errori, chiamate “zone erronee”, così da poterli affrontare per aumentare l’auto-accettazione e stimolare un’immersione completa atta a scoprire il tuo “Io” autentico.

Puoi trovare Le vostre zone erronee –> QUI

I segreti della mente milionaria – Harv Eker

Sono tanti i libri che puntano a migliorare la propria vita professionale, incentrandosi sul tema del denaro, con l’obiettivo di ampliare gli orizzonti e le prospettive di successo. I segreti della mente milionaria è un libro che spicca all’interno di questo mondo, poiché diverso dagli altri.

Harv Eker, all’interno di questo libro, offre un punto di vista che difficilmente viene utilizzato da altri autori nel campo. Non offre le classiche ricette facili o qualche formula magica per fare soldi, perché non esiste niente di facile!

Attraverso questo libro scoprirai come trasformare te stesso tramite un approccio onesto, trasparente e realistico. Il focus del libro è caratterizzato dall’aspetto della crescita personale, per conseguire un successo economico. Lo scopo è quello di mostrarti come bisogna rapportarsi al denaro e al mondo professionale, spaziando tra mentalità e gestione dei capitali.

Puoi trovare I segreti della mente milionaria –> QUI

Prevedibilmente irrazionale – Dan Ariely

Questo libro è un viaggio verso l’irrazionalità umana: l’autore affronta il tema commentando in modo esaustivo e convincente una serie di esperimenti che dimostrano come ogni giorno ci si trova inconsapevolmente all’interno di trappole cognitive in cui veniamo catturati. In questi casi non è mai semplice prendere una decisione.

L’autore si pone una serie di domande, interrogandosi sul perché di alcuni aspetti e comportamenti umani, che a primo acchito sembrerebbero inspiegabili. Si chiede per esempio perché pensiamo che un farmaco costoso sia migliore di uno generico e meno costoso, o ancora, perché siamo così ingenui da comprare dei prodotti che non ci servono solo per ricevere un omaggio in regalo. Sembrano sciocchezze, ma questi, e tanti altri atteggiamenti, influenzano costantemente la vita di tutti noi, sia in termini mentali che economici.

Prevedibilmente irrazionale mette in luce tutte quelle forze irrazionali che condizionano ogni giorno le nostre scelte e quei comportamenti irragionevoli. Partendo da questi riuscirai a lavorare su delle strategie che miglioreranno il tuo approccio mentale e il tuo mindset, acquisendo metodi che ti permetteranno di prendere decisioni migliori ed ottenere ciò che realmente stai cercando.

Puoi trovare Prevedibilmente irrazionale –> QUI

Se desideri ricevere altri consigli per la tua formazione, entra nella community di Investhero e confrontati con altri imprenditori e investitori.

 

Iniziare a investire: i 4 migliori libri sugli investimenti

La letteratura che ruota intorno al concetto più generico di libertà finanziaria e più specifico di investimenti è assai ampia e, negli ultimi dieci anni, è stata oggetto di parecchie rivisitazioni, vediamo allora quali possono essere considerati i migliori libri sugli investimenti.

Sicuramente, un ottimo contributo per la tua formazione nell’ambito degli investimenti è fornito da due grandi maestri: Anthony Robbins e Warren Buffett.

Il primo è un esperto di sviluppo personale, coaching e formazione finanziaria indipendente: il pilastro dei suoi insegnamenti è quello di cercare di raggiungere i propri obiettivi, al di sopra delle paure che bloccano ogni essere umano, quando viene a contatto con determinate situazioni. Inoltre, Robbins riconosce e indica nei bisogni umani fondamentali una piattaforma comune da cui partire, per arrivare allo stato finanziario ed esistenziale auspicato. Anthony Robbins invita a considerare il proprio essere e la propria vita come un insieme unitario di esperienze e aspirazioni, da realizzare appieno tramite un’adeguata educazione motivazionale e finanziaria.

Warren Edward Buffet è considerato il guru degli investimenti a livello globale: imprenditore, filantropo e stimato investitore, da decenni è ritenuto una sorta di oracolo per ciò che riguarda il mercato finanziario e il mondo degli investimenti, tanto che i suoi libri sono costantemente in cima alla lista dei bestsellers nell’ambito dei saggi di economia e finanza.

I migliori libri sugli investimenti

I libri che ogni investitore, qualunque sia il suo livello di esperienza, deve leggere almeno una volta nella vita sono: Soldi, domina il gioco, di A. Robbins, L’uomo più ricco di Babilonia, scritto da G. Clason nel 1926 e sempre attuale, Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom, e L’investitore intelligente, opera di Benjamin Graham.

Soldi, domina il gioco, A. Robbins

I passaggi per raggiungere la libertà finanziaria sono pochi e semplici, ma è importante metterli in pratica, con dedizione e obiettività: è questo il messaggio fondamentale di Soldi, domina il gioco, scritto da Robbins per spiegare a milioni di persone come districarsi nella giungla degli investimenti, abbattendo i falsi miti e conquistare finalmente i propri sogni.

Senza propinare al lettore concetti di alta finanza difficili da digerire, Robbins esorta a prendere il controllo del proprio denaro e, di conseguenza, anche della propria vita. Solo prendendo coscienza che siamo noi a prendere le decisioni fondamentali in tema di finanza, denaro e investimenti, Robbins illustra, un passo alla volta, come districarsi nella giungla dei mercati, sfatando i falsi miti che dall’alto vengono costantemente elargiti ai piccoli imprenditori, con il risultato che è sempre il denaro a dominare, e non il contrario.

Ma non sono solo le bugie che provengono dall’esterno a determinare questo circolo vizioso, ma anche quelle che le persone si raccontano da sole. Per questo motivo, Robbins analizza nel profondo le esigenze che accomunano tutti gli esseri umani, con un cambio di prospettiva che fa riflettere: per essere totalmente padroni delle scelte personali e del proprio destino economico, è necessario essere trasparenti e sinceri con se stessi, seguendo un metodo improntato al reinvestimento ricorrente dei propri guadagni, risparmiando sulle commissioni dei broker, che non saranno mai interessati ai personali profitti quanto il diretto interessato.

Soldi, domina il gioco di Robbins è un’energica ed efficace esortazione a darsi una mossa, come spiega in un intero capitolo, per dar la concreta possibilità a se stessi di raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissi.

Puoi trovare Soldi, domina il gioco –> QUI

L’uomo più ricco di Babilonia, G. Clason

Risale al 1926 la pubblicazione di un saggio ritenuto, ancora oggi, una delle pietre miliari dell’educazione finanziaria e del raggiungimento dei propri obiettivi di ricchezza.

Il libro contiene una serie di regole che tutti, nessuno escluso, devono applicare per conseguire, passo dopo passo, la ricchezza.

Il concetto di ricchezza non è assoluto e nemmeno legato alla professione prestigiosa che un individuo svolge, né alla quantità di beni, denaro e titoli in suo possesso. La ricchezza è la capacità di creare rendite automatiche, al di fuori e al di là della propria opera diretta.

Tra le regole fondamentali che Clason espone ai suoi lettori, la prima è quella del risparmio: se hai 10 monete, mettine sempre da parte una, e il tuo portafoglio sarà pieno.

Alla base del principio vi è il lavoro, cui ognuno di noi deve prestare la massima attenzione e a cui deve dedicare cura e dedizione. Non privarti di nulla, ma risparmia costantemente, e investi, soprattutto nella tua formazione, oltre che in immobili e altre attività profittevoli.

Inoltre, tra i capisaldi del saggio vi è l’importanza di controllare le spese e di proteggere il proprio patrimonio dalle perdite. Si tratta di concetti semplici ed esposti in modo altrettanto semplice: la differenza sta nell’applicazione sistematica, intelligente e di buon senso di tutte queste regole, proprio come ha fatto l’uomo più ricco di Babilonia di cui si narra nel libro.

Puoi trovare L’uomo più ricco di Babilonia –> QUI

Il metodo Warren Buffett, R. G. Hagstrom

Con oltre un milione di copie vendute in tutto il mondo, Il metodo Warren Buffett espone in modo chiaro e senza fronzoli le regole applicate dall’investitore più lungimirante e di successo del Pianeta.

Il primo capitolo racconta al lettore le informazioni più importanti riguardo alla formazione personale e finanziaria di Buffett, un vero e proprio genio della finanza in grado di massimizzare i profitti a medio e lungo termine e, al tempo stesso, minimizzando i rischi.
Uno degli elementi distintivi del metodo di investimento di Buffett è la rigorosa selezione dei titoli azionari oggetto dei suoi investimenti e in particolare di quelle aziende con un altissimo potenziale di espansione.

Il criterio improntato alla razionalità seguito da Buffett è associato a una costante ricerca delle situazioni qualitativamente più allettanti, che siano in grado cioè di evolversi nel medio e lungo periodo grazie alle performance aziendali considerate nella loro globalità e in uno spettro temporale piuttosto ampio. Ne deriva che un investimento in una realtà di impresa ancora agli inizi ma promettente consente di impiegare parte del proprio denaro in titoli che, al momento dell’acquisto, hanno un costo di emissione molto contenuto e che, in un futuro non troppo lontano, garantiranno rendimenti esponenziali.
Tuttavia principi che guidano la modalità di investimento di Buffett non sono sempre semplici da mettere in pratica, sia perché necessitano di grande intuito di base, ma soprattutto perché presuppongono uno studio attento e costante dei mercati, considerati in un’ottica sia micro che macroeconomica.

Il metodo Warren Buffett è un pilastro della formazione finanziaria, da cui trarre spunto e ispirazione per l’approccio da seguire nel proprio percorso.

Puoi trovare Il metodo Warren Buffett –> QUI

L’investitore intelligente, B. Graham

Il saggio di Graham illustra le tecniche di investimento finanziario, con particolare riferimento ai settori azionario e obbligazionario.

Anche questo libro, scritto negli Anni Trenta dal professore universitario di finanza alla Columbia University Benjamin Graham, si rivela tuttora estremamente attuale ed efficace.

Innanzitutto, l’autore spazia in diverse materie dello scibile umano, dalla psicologia all’economia. L’importantissima differenza tra investimento e speculazione è l’argomento con cui si apre il saggio, che illustra differenti identikit di investitore, cui ognuno potrebbe riconoscersi.
Come l’enterprising, un soggetto dedito allo studio e all’analisi dei mercati finanziari e disposto ad assumersi rischi per lui affrontabili, senza cadere nell’incoscienza. Viene poi descritto il ritratto del conservative, l’esatto opposto del primo e che non può, non vuole o non riesce a staccarsi dalle proprie convinzioni e ad aggiornarsi costantemente sulla situazione dei mercati.

Il saggio espone il contesto finanziario in cui l’autore vive, quello degli Anni Trenta, uno dei periodi più difficili per l’economia statunitense. In un trattato che spiega con efficacia e razionalità come funziona il cervello dell’essere umano, specialmente in determinate situazioni di rischio e investimento, Graham illustra i principi di base che ogni investitore dovrebbe seguire per intraprendere con soddisfazione e profitto la via, mai semplice e ricca anzi di inganni mentali e insidie, della prosperità finanziaria.

Puoi trovare L’investitore intelligente –> QUI

Per altri consigli utili sul mondo degli investimenti e business, visita la community Investhero.

Avrai la possibilità di conoscere e confrontarti con altri investitori come te.

 

Trasferirsi all’estero: la tassazione alle Canarie

Le Isole Canarie costituiscono un’attrazione non solo per i turisti ma anche per gli imprenditori europei, molti dei quali sono già stati a Tenerife, Gran Canaria o Fuerteventura per una vacanza che ha fatto scoprire loro le risorse naturali di queste isole. Ma ciò che attrae di più è sicuramente il regime fiscale delle isole Canarie.

Le isole Canarie vengono scelte dagli investitori che hanno deciso di impiegare denaro in immobili, invogliati dalle diverse forme di fiscalità agevolata, riservata in particolare alle proprietà immobiliari e ai loro proventi, come gli affitti a breve termine.

Ma non solo. Avrai sicuramente sentito parlare delle Canarie come meta prediletta per la terza età, persone che al termine della loro carriera lavorativa, hanno trovato la propria dimensione di vita trasferendosi alle Isole Canarie, beneficiando di un maggiore potere di acquisto derivante dalla tassazione largamente inferiore delle pensioni, oltre che di un clima molto piacevole.

Qualunque sia la motivazione che ti spinge ad approfondire il tema del regime fiscale alle Canarie, soprattutto se vuoi conoscere più da vicino questa realtà economica, troverai utili le righe che seguono.

La forma di governo delle Isole Canarie: la Comunità Indipendente

Le Isole Canarie sono rappresentate da un arcipelago che si affaccia sull’Oceano Atlantico e che, benché più vicine all’Africa, si configurano come ascrivibili al territorio spagnolo e rispetto a cui sono identificate come Comunità Indipendenti.

Ciò si riflette su una serie di elementi che riguardano, in primis, il sistema fiscale delle Islas Canarias, di fatto differente da quello spagnolo e molto più leggero dal punto di vista della tassazione su stipendi, immobili e guadagni finanziari.

La principale motivazione che sottende al regime fiscale più vantaggioso delle Isole Canarie rispetto ai Paesi dell’Unione Europea riguarda l’attribuzione alle Isole della qualifica di zona europea ubicata in estrema periferia, questo determina una maggiore difficoltà di approvvigionamento, trasporti e, in generale, raggiungimento fisico delle Isole.

Per facilitare i residenti a condurre una buona qualità della vita, come pure per incentivare gli investitori a impiegare risorse in attività e immobili alle Isole Canarie, il sistema fiscale autoctono, sia per i singoli che per le imprese, risulta molto vantaggioso.

La pressione fiscale sulle persone fisiche alle Isole Canarie

Per quanto riguarda le persone fisiche residenti alle Isole Canarie, nel caso in cui percepiscano un reddito che non superi i 28.000 euro netti all’anno e vivano in un appartamento in affitto, risparmiano fino a 800 euro annui sul totale delle imposte da versare allo Stato.

Sempre in merito ai benefici sulle imposte riservati ai singoli cittadini delle Canarie, per ogni figlio di età superiore ai 15 anni di età il sistema riconosce al nucleo familiare uno sgravio fiscale pari a 1.500 euro per ogni figlio che ha compiuto 15 anni e che aumenta se la prole ne comprende più di 3.

Inoltre, gli ultrasessantacinquenni beneficiano di condizioni particolarmente vantaggiose con riferimento alla tassazione di stipendi e pensioni, nella misura in cui questi sono in larga misura esenti da imposte; ciò consente agli over 65 di aumentare il loro potere di acquisto e condurre una vecchiaia serena e maggiormente incentrata sul benessere e la cura della propria persona.

Per quanto riguarda l’imposta principale sui redditi delle persone fisiche in Italia, l’IRPEF alle Isole Canarie è denominata IRPF; il sistema di tassazione è proporzionale, con aliquota del 19% per redditi inferiori a 12.450 euro, del 24% fino a 20.200 euro, 30% sugli importi che non superano i 34.000 euro, fino ad arrivare al 45% per i redditi oltre i 60.000 euro.

Considerando le aliquote di imposta e comparandole con quelle vigenti nel nostro Paese, la situazione ti potrebbe sembrare analoga, sia per quanto riguarda gli scaglioni di reddito che per le percentuali applicate.

Ciò che cambia, alle Isole Canarie, nel senso di una maggiore convenienza, è la misura e il numero delle detrazioni fiscali spettante a ogni cittadino residente, in virtù di condizioni soggettive che riguardano il semplice status di residente Canario e che aumentano con l’esistenza di un coniuge, uno o più figli.

Quello che rende le Isole Canarie più appetibili, dal punto di vista del costo della vita per i singoli cittadini (e vedremo anche per le imprese) e per le famiglie, è inoltre la combinazione di elementi quali sgravi fiscali, minore costo dei beni e servizi grazie all’assenza di IVA e condizioni climatiche favorevoli durante tutto il corso dell’anno e che consentono di risparmiare sul costo di riscaldamento.

Non deve sorprenderti questo ultimo dato, poiché alle Isole Canarie la temperatura si attesta in un range compreso tra i 22 e i 24 gradi, durante tutte le stagioni, ossia il clima che corrisponde alla primavera in una regione italiana del centro nord. Ne deriva che le abitazioni delle Isole Canarie non necessitano, in larga misura, di sistemi di riscaldamento, con un sostanziale risparmio di una media di 2.000 euro annui sul bilancio familiare.

Ti starai domandando se tali benefici siano riservati unicamente ai cittadini residenti e se sia possibile, in qualche modo, fare parte di una comunità che, a conti fatti, gode di una situazione fiscale privilegiata rispetto a tutti i Paesi dell’Unione Europea, di cui le Isole Canarie fanno parte a tutti gli effetti.

Lo status di residente, come negli altri Stati dell’UE, si acquista con la permanenza nel territorio per più di 183 giorni, considerati in un anno solare e che equivalgono a poco più di 6 mesi. Tale condizione è riservata, tuttavia, anche a coloro che possano dimostrare una presenza abituale del proprio coniuge e/o dei figli in territorio spagnolo, ad esempio per motivi di studio, oppure che conducano un’attività economica prevalentemente alle Isole Canarie.

Le persone fisiche che non risiedono nelle Islas Canarias sono soggette al pagamento di una tassa, denominata IRNR, che grava sul reddito percepito dai soggetti nel territorio isolano ed estero. L’aliquota che si applica al totale dei redditi è del 19%, con la facoltà di un nucleo familiare di eseguire il pagamento in misura congiunta o separata.

Per quanto riguarda i redditi degli immobili derivanti dalle locazioni, l’aliquota ammonta al 19%, indipendentemente dall’importo riportato nel contratto di affitto.

Non ti stupirà, quindi, il motivo per cui moltissimi italiani, dei tessuti sociali più diversi, hanno deciso di trasferirsi alle Isole Canarie, oppure di spostare una buona parte della loro attività professionale in una delle isole.

Il sistema fiscale per le imprese nelle Isole Canarie

Il principale elemento che rende il sistema fiscale vigente nelle Isole Canarie appetibile per gli investitori è l’assenza dell’IVA, l’Imposta sul Valore Aggiunto che, in Italia, è attualmente del 22%.

Il sistema fiscale delle Isole Canarie non prevede l’applicazione dell’IVA per una larga parte di beni primari.
La percentuale è del 7% per i prodotti di consumo generale, come il vestiario o i generi non alimentari, per toccare un massimo del 13,5% (confrontala sempre con il 22% dell’IVA italiana) per i beni di lusso e voluttuari (come barche, gioielli).

La tassazione ordinaria applicata alle aziende prevede per i primi due anni di attività è pari al 15%. Al termine di tale periodo la tassazione salirà al 25%. Questa riduzione è stata introdotta per incentivare l’imprenditoria e la crescita economica del territorio.

Una tassazione differente, pari al 4% è prevista per le aziende che rientrano nel ZEC, il piano fiscale operante nelle Isole Canarie e confermato fino al 31 dicembre 2026; tale normativa comprende la fiscalità agevolata per le imprese neo-costituite, con specifici requisiti, entro il termine di fine dicembre 2020.

Il sistema fiscale delle Isole Canarie e gli incentivi a favore delle imprese

Abbiamo accennato al minor costo di beni e servizi gravanti sulla totalità delle persone e delle imprese; queste ultime beneficiano inoltre di un regime fiscale privilegiato, rispetto a quello degli altri Paesi europei, che si concretizza in un’aliquota molto bassa gravante sui redditi da impresa.

Oltre a questo, le nuove aziende nel territorio isolano che sono ricomprese nel sistema di autorizzazioni della Spagna e, più in generale, dell’Unione Europea, godono di sgravi fiscali, che si concretizzano nell’assenza di tasse sui trasferimenti di denaro, eventualità che si realizza ogniqualvolta si avvia un’impresa, e sugli atti notarili riguardanti transazioni all’interno delle Isole Canarie.

Ne deriva che, se vuoi avviare un’impresa a Tenerife, a titolo di esempio, dovrai pagare solo l’onorario al Notaio ma non le imposte sull’atto costitutivo. In Italia è il professionista che provvede a versarle per conto dell’impresario, che gliele anticipa con il pagamento della parcella.

Altre agevolazioni fiscali a favore delle aziende che operano in territorio isolano riguardano la riduzione dell’imponibile, per gli utili non distribuiti che talune imprese potrebbero destinare all’acquisto di immobili situati alle Isole Canarie.

Per la vendita dei prodotti realizzati nell’ambito del territorio isolano, sono previsti sgravi fiscali sull’Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche (IRPEG), nella misura del 50%.

I benefici a favore delle imprese non finiscono qui, poiché in alcuni casi di acquisto di beni strumentali o di investimento, il sistema non prevede l’applicazione dell’IVA: considerando che in questa sede ti vengono spiegate le linee generali del regime fiscale vigente alle Canarie, è in ogni caso opportuno che tu approfondisca la tematica con un commercialista o un professionista esperto, anche e soprattutto in base al tipo di attività verso cui sei orientato.

Le zone franche istituite nelle Isole Canarie

Oltre a un sistema fiscale vantaggioso per le aziende, le Isole Canarie sono note per due zone franche, Tenerife e Gran Canaria, ideali per l’implementazione di realtà aziendali compresi nei territori di queste due bellissime isole di origine vulcanica.

Il concetto di zona franca è molto importante, poiché riguarda aree in cui non sono applicate imposte, dirette o indirette, che ricadono sui beni, dalle materie prime ai prodotti finiti, passando per i semilavorati.

Grazie alle due zone franche di Gran Canaria e Tenerife, le attività imprenditoriali e manifatturiere, sia per il commercio con l’estero che interno, sono largamente incentivate, in virtù della maggiore competitività determinata dall’assenza di imposte sui prodotti.

In questo modo, è facile comprendere come sia possibile l’innesco di un circolo virtuoso volto a generare ricchezza, a favore sia degli imprenditori che della comunità locale, considerata nel suo complesso.

Conclusioni: gli effetti positivi del sistema fiscale delle Isole Canarie

Infine, qualche utile cenno di economia politica applicato all’investimento nelle Isole Canarie.
Dal punto di vista di un investitore risultano molto importanti fattori oggettivi quali la pressoché totale assenza di criminalità, l’elevata qualità della vita e, naturalmente, la tassazione favorevole.

Tutti questi elementi determinano una generale propensione di chi desidera far fruttare il proprio denaro mediante la costituzione di un’impresa, l’acquisto di immobili o titoli mobiliari nelle Isole Canarie, a causa di una generale tendenza degli investitori a privilegiare fattori interni ed esterni che incrementano sia i profitti che la tranquillità relativa all’investimento scelto.

Se vuoi approfondire questo argomento o se cerchi risposte ai tuoi dubbi, entra nel nostro gruppo privato e scrivi un post, in passato abbiamo vissuto e avuto azienda alle Canarie, quindi sappiamo aiutarti.

 

Amazon FBA: cos’è, come funziona, costi, vantaggi e corsi di formazione

Quali sono i metodi per guadagnare online?

Creare un business online è possibile, ne abbiamo ampiamente parlato nei nostri podcast e nel nostro gruppo privato, anzi, se non sei ancora entrato, è il momento giusto per farlo.

Oggi parliamo di un business online che si è sviluppato molto negli ultimi anni, una via di mezzo tra la creazione di un ecommerce e l’affiliate marketing, stiamo parlando di Amazon FBA, un’opportunità di guadagno online che sfrutta la fama e l’autorevolezza del Marketplace n.1 al mondo.

Cos’è Amazon FBA? Come funziona Amazon FBA? Quanto costa Amazon FBA? Sono queste alcune delle domande a cui risponderemo.

Amazon FBA , Fulfilment By Amazon, è un programma che consente ai venditori di tutto il mondo di commercializzare prodotti online servendosi dell’eccellente servizio di stoccaggio e spedizione del più grande colosso dell’e-commerce. Il presupposto principale del programma Amazon FBA è la commercializzazione di prodotti online, con la prospettiva di creare una rete di vendita nel territorio di riferimento e ottenere guadagni continuativi e automatici nel corso del tempo.

Le regole del funzionamento di Amazon FBA sono semplici da comprendere e da eseguire, inoltre, poiché sarà Amazon ad occuparsi di aspetti complessi e dispendiosi in termine di risorse umane, logistiche e finanziarie quali lo stoccaggio, l’imballaggio, la spedizione della merce e i rapporti con la clientela, potrai dedicarti con successo al consolidamento della tua attività di vendita online, alla creazione di un brand e alla ricerca dei prodotti migliori.

Come funziona Amazon FBA

Il nome è tutto un programma: l’espressione fulfilled by Amazon indica un’operazione che è portata a termine, nel senso che tu dovrai focalizzarti unicamente sulla ricerca dei prodotti da vendere nel marketplace, dopodichè a tutto il resto ci penserà Amazon.

Si occuperanno della gestione dell’inventario, del deposito della merce in magazzino, degli imballaggi e della spedizione, oltre che dell’assistenza ai clienti pre e post vendita.

Le operazioni che ruotano intorno al processo di vendita richiedono personale dedicato, tempo e risorse specifiche: se dovessi occuparti direttamente di tali aspetti, probabilmente non avresti nemmeno il tempo di mangiare o dormire. Inoltre, potresti non avere le competenze sufficienti per svolgere un servizio di qualità, a cui ormai i clienti globali sono abituati e che costituisce la discriminante di preferenza in un mercato soggetto a una spietata concorrenza.

Amazon FBA funziona proprio per questo motivo, perchè libera il venditore da incombenze e inconvenienti burocratici e logistici: la velocità ed efficienza che contraddistingue la spedizione targata Amazon è, inoltre, un ottimo biglietto da visita per i potenziali clienti che sono maggiormente invogliati ad acquistare dal marketplace più esteso al mondo.

Amazon FBA: cosa dovrai fare tu

Dopo aver visto come funziona Amazon FBA, vediamo quali sono i compiti che spettano al venditore.

Innanzitutto dovrai registrarti su Amazon come venditore e selezionare l’opzione di Logistica di Amazon nel momento in cui pubblichi gli articoli che desideri vendere.

La procedura è totalmente guidata e non ti devi preoccupare se non sei un esperto, perché le istruzioni sono semplici e alla portata di tutti: dovrai solamente seguire le indicazioni a video; in ogni caso, le FAQ pubblicate sul sito e il servizio di assistenza dedicata ai venditori è uno strumento utile ed efficiente in caso di necessità.

Un aspetto importantissimo è quello legato alla scelta dei prodotti da commercializzare online, poiché dovrai focalizzarti su una nicchia di mercato che vorrai promuovere tramite il marketplace di Amazon. Puoi rivolgerti a uno specifico settore che conosci bene e in cui sai che la richiesta del mercato è molto alta: in tutti i casi, sappi che sarà fondamentale offrire ai clienti un negozio virtuale di qualità e guadagnare la propria fiducia.

Un consiglio che è bene seguire è quello di eseguire una ricerca inerente i prodotti che puoi vendere su Amazon, focalizzandoti su una determinata categoria merceologica.

La conoscenza del mercato è una delle principali prerogative dei businessman.

Una volta identificati i prodotti da vendere su Amazon, ti occuperai di stilare un elenco che comprenda la merce selezionata; in questa fase, i clienti non avranno ancora la possibilità di acquistare i prodotti, che saranno disponibili solo in un momento successivo.

Una volta ricevuta la merce, il personale di Amazon provvederà a rimuovere l’imballaggio e depositare i prodotti presso il magazzino: solo a questo punto, gli articoli saranno inseriti da Amazon sul marketplace, con tutti i servizi correlati.

La descrizione e le immagini: la scheda prodotto

In particolare, dovrai curare al massimo e nel dettaglio le descrizioni dei prodotti, selezionando le immagini da abbinare che dovranno essere ad alta risoluzione e rispettare precisi criteri strutturali.

Tutto ciò che riporterai sulla scheda prodotto sarà fondamentale per illustrare ai potenziali clienti le caratteristiche della merce che stai vendendo: se capisco nel dettaglio come funziona un elettrodomestico, potrò comprendere se fa al caso mio e lo acquisterò da te, se il prezzo è concorrenziale e le condizioni di spedizione sono rapide e senza costi aggiuntivi.

Quanto costa vendere con Amazon FBA

Per il servizio di vendita tramite Amazon FBA, pagherai una tariffa fissa mensile di 39 euro + IVA, oltre a una percentuale sulle vendite, che può variare in funzione della quantità e delle misure dell’imballaggio.

I vantaggi di Amazon FBA

Tra i numerosi vantaggi della vendita tramite Amazon FBA, quelli più evidenti riguardano il brand Amazon, il più conosciuto e affermato marketplace nel mondo.

Inoltre, occorre considerare che i clienti fidelizzati selezionano direttamente Amazon per i propri acquisti, senza passare per altri siti, poiché sanno che possono contare su condizioni vendita, spedizione e reso che non hanno paragone.

L’aspetto centrale che rende Amazon FBA così interessante è che non ti dovrai occupare di imballaggio, spedizione e servizio clienti, con la possibilità di concentrarti al 100% sul tuo business, controllare l’andamento delle vendite e selezionare i prodotti ai prezzi più concorrenziali: si tratta di aspetti che possono fare la differenza tra un’attività che prospera e una che fallisce.

L’importanza di trovare prodotti a un prezzo concorrenziale

Se è vero che Amazon si occupa degli aspetti logistici, tu dovrai focalizzarti sull’acquisto dei prodotti ai prezzi più favorevoli, che ti garantiranno margini di guadagno più elevati. In questo modo, la tua rete commerciale potrà continuare a espandersi e prosperare.

Inoltre, intorno a te avrai una nutrita schiera di concorrenti, la scelta dei prodotti giusti (migliore qualità o minore competizione) può rivelarsi fondamentale per il successo del tuo business.

Iniziare con Amazon FBA – Corsi di formazione

Per avviare con successo il tuo business online tramite Amazon FBA è fondamentale apprendere il know how e le informazioni indispensabili per razionalizzare tempo, capitale e risorse.

Esistono online diversi corsi di formazione su Amazon FBA che, attraverso numerose video-lezioni, insegnano come creare un business scalabile e di successo.

Gli argomenti principali trattati nei corsi riguardano la ricerca e la selezione dei prodotti da vendere con Amazon FBA, i metodi avanzati di selezione della merce, le regole per importare i prodotti dalla Cina in totale sicurezza, la creazione della scheda prodotto e gestione delle attività di marketing.

Per avviare il tuo business con Amazon FBA è fondamentale affiancarsi dell’esperienza di qualcuno che conosce bene questo mercato.

Se stai cercando ulteriori informazioni su Amazon FBA o vuoi sapere qual è il miglior corso su Amazon FBA, ti invitiamo ad entrare nel nostro gruppo privato, completamente gratuito, per confrontarti con altri imprenditori e investitori. Scrivici un messaggio o un post e ti daremo le informazioni che stai cercando.

 

Dropshipping: cos’è e come funziona, pro e contro di avviare un ecommerce in dropshipping

Quando si parla di business online uno dei temi più affrontati è quello degli ecommerce, in particolare aprire un ecommerce in dropshipping è uno dei metodi più flessibili soprattutto per chi è agli inizi e non può permettersi la gestione di un magazzino con tutte le spese ad esso collegate.

Prima di avviare un business con questo modello però devi aver ben chiaro cos’è il dropshipping, come funziona e quali sono i costi del dropshipping.

In seguito, vedremo vantaggi e svantaggi di questa tipologia di business, i passi da seguire per implementare la tua attività attraverso la selezione della tua nicchia di mercato, come trovare i fornitori e quali strategie di marketing utilizzare.

Cos’è il dropshipping? 

Il dropshipping è un modello di business in cui il venditore, in questo caso tu, organizza la vendita di una serie di prodotti, senza occuparsi personalmente degli aspetti legati alla produzione, gestione del magazzino e spedizione ai clienti.

Il presupposto di base è che esista una piattaforma, e-commerce o marketplace, un negozio virtuale in cui gli utenti possono trovare i tuoi articoli e acquistarli.

Una volta che il cliente ha eseguito l’ordine, questo sarà trasferito al fornitore della merce, denominato dropshipping partner. Sarà questo soggetto a occuparsi della spedizione del bene al cliente finale.

I soggetti coinvolti nel dropshipping sono tre: il venditore, che gestisce la piattaforma di e-commerce, gli ordini con il fornitore e riceve i pagamenti; il dropshipping partner, che evade materialmente gli ordinativi e li spedisce al cliente, il cliente, il quale acquista la merce online e la riceve al proprio domicilio.

I tuoi compiti per vendere in dropshipping

Tra i compiti del venditore rientra quello strategico di definire politiche di marketing a breve e medio-lungo termine, mediante la predisposizione di un e-commerce di qualità e ottimizzato in ottica SEO. Definire una strategia editoriale e migliorare il posizionamento di un sito web in ottica SEO (Search Engine Optimization) permetterà al tuo ecommerce di posizionarsi nei risultati di Google e ricevere con il tempo, traffico organico e non a pagamento. Questo conferirà maggiore autorità al tuo sito e al tuo brand.

All’inizio sarà impossibile ricevere traffico organico gratuito, questo perchè il tuo sito è appena stato creato e ci sono centinaia se non migliaia di competitor, a seconda della nicchia che sceglierai. Dovrai quindi acquistare traffico a pagamento attraverso campagne pubblicitarie sui social o su Google.

I vantaggi del dropshipping

Gli elementi positivi del dropshipping si rivolgono in particolare al venditore e all’acquirente.

Se ti approcci per la prima volta all’universo dell’e-commerce, troverai allettante la possibilità di sperimentare il tuo business nella fase iniziale, senza bisogno di disporre di un magazzino per la merce, riducendo al minimo indispensabile l’impiego di capitale.

Gli elementi fondamentali della tua attività sono un computer o un tablet con una connessione a internet stabile, da cui gestire ordini, monitorare le vendite e le campagne pubblicitarie.

Quanto si guadagna con il dropshipping?

Per ogni prodotto sarai te a decidere il prezzo di vendita, il guadagno sarà calcolato sottraendo dal prezzo finale il costo del prodotto, le spese di spedizione e il costo pubblicitario. I margini di profitto indicativamente si attestano intorno al 30%. In alcune situazioni, le percentuali salgono vertiginosamente, ma si tratta di settori di nicchia che vanno individuati caso per caso.

Vendere in dropshipping ti permette di risparmiare denaro, evitando i costi per lo stoccaggio delle merci, e tempo, infatti la gestione degli aspetti riguardanti il magazzino, l’imballaggio e la spedizione richiedono ingenti risorse, spazio adeguato e tempo per essere svolte alla perfezione.

Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità che il dropshipping fornisce ai venditori online, ossia quella di testare costantemente nuovi prodotti, proprio perché non vi sono giacenze di magazzino e problematiche connesse alla scarsità di spazio e alle merci invendute.

Gli svantaggi del dropshipping

Fin qui abbiamo analizzati gli indiscutibili vantaggi del dropshipping, legati soprattutto alla flessibilità di gestione e all’impiego di capitali e risorse piuttosto limitate, rispetto a un’attività di commercio tradizionale.

Ma quali sono gli svantaggi di aprire un ecommerce in dropshipping?
In primis dovrai imparare a non fidarti ciecamente dei numeri che potresti leggere facilmente in rete e a selezionare con attenzione i fornitori, che spesso sono ubicati dall’altra parte del mondo.

Per quanto riguarda il primo punto come avrai notato, in rete, si moltiplicano ogni giorno video informativi riguardanti casi studio di neoimprenditori che, in pochi giorni o settimane, hanno realizzato numeri da capogiro e sono disposti a insegnarti tutto attraverso un videocorso. Diffida. Esistono tantissime risorse gratuite sul web, guide e video che ti guidano dal primo passo.

Premesso che sono tantissime le persone che decidono di sperimentare il dropshipping, vista la totale assenza di barriere logistiche o di capitale, è quasi indispensabile trovare una nicchia di mercato con bassa concorrenza e curare al massimo i dettagli qualitativi.

La selezione dei fornitori è uno delle note dolenti del dropshipping, fondamentale per il successo del tuo ecommerce. La selezione dei fornitori richiede parecchio tempo ed energie, e non dovrai trascurarne l’importanza. La stragrande maggioranza dei fornitori proviene dall’oriente e, il fatto che la merce venga spedita da luoghi così remoti si traduce in tempi di consegna anche piuttosto lunghi: i sistemi di tracciabilità non sempre sono efficaci o disponibili e nel caso di ritardi nella consegna il cliente insoddisfatto potrebbe esprimere la sua disapprovazione con recensioni negative, oppure sporgendo un reclamo.

Un altro aspetto legato al trasporto di merce proveniente da aree geografiche così lontane riguarda il possibile danneggiamento degli articoli, considerando il lungo tragitto.

Per quanto riguarda il metodo di pagamento inoltre, non è possibile il pagamento in contrassegno e questo, in particolar modo in Italia dove ancora siamo ancora indietro rispetto ai pagamenti online, può risultare limitante.

Come iniziare a fare dropshipping

Il primo passo è quello di selezionare con cura il settore di mercato in cui inserire la tua attività, è molto importante che il cliente associ la tua azienda a un prodotto o a una categoria di prodotti. Il consiglio è quello di focalizzarsi su una nicchia caratterizzata da un’elevata domanda e un tasso di competitività piuttosto ristretto.

In questa ottica, dovrai estendere la tua visione anche a un periodo medio-lungo, per evitare che il tuo business duri solo una stagione. Uno strumento di ricerca che può rivelarsi davvero utile è Google Trends, si tratta di un tool che individua e monitora le ricerche eseguite dagli utenti con riferimento a un bene o un servizio, in funzione dinamica. Sarai quindi in grado di verificare se un prodotto specifico o una categoria di prodotti hanno subito un incremento o una diminuzione di interesse da parte degli utenti in rete.

Una volta definita la tua strategia a lungo termine, è necessario lavorare sul posizionamento del sito di e-commerce, attraverso un’elaborazione precisa e di qualità dei contenuti, ma anche in base a strategie di marketing mirate a una determinata categoria di clienti.

L’utilizzo dei social media è, ad oggi, lo strumento principale in grado di assicurare traffico a pagamento o organico ai siti di e-commerce: il potenziale cliente scoprirà il tuo negozio come rispondente ai suoi bisogni, e chi ha già acquistato da te ha la possibilità di rimanere aggiornato e ricevere offerte esclusive.

Una volta individuata la nicchia di mercato all’interno del quale muovere i tuoi passi, sarà necessario ricercare uno o più dropshipping partner che collaborino con la tua attività.
Questa fase è molto delicata, poiché richiede capacità di negoziazione e lucidità, per interfacciarsi nel modo più proficuo con i partners.

Se vuoi risparmiare tempo, sappi che esistono piattaforme a pagamento specializzate in dropshipping, le quali forniscono elenchi di prodotti che puoi commercializzare e, in aggiunta, eseguono un’attività di intermediazione tra venditore e fornitore, occupandosi della spedizione al cliente finale.

Una volta creato il tuo store puoi iniziare a occuparti delle strategie di marketing per iniziare a vendere.

Questa era un’introduzione al mondo del dropshipping e degli e-commerce, uno degli innumerevoli metodi per guadagnare online. Per qualsiasi dubbio o curiosità, entra nel nostro gruppo privato su Facebook.

 

Trasferirsi all’estero: la tassazione in Bulgaria

Sei hai sentito parlare del sistema fiscale della Bulgaria e della possibilità di usufruire di normative fiscali vantaggiose, rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, sei nel posto giusto per approfondire.

La Bulgaria ha affrontato profonde trasformazioni economico-finanziarie, a seguito della sua entrata nell’Unione Europea nel 2007.
A partire da quel momento, le leggi nazionali che disciplinano le imposte sui redditi di persone fisiche e giuridiche sono state oggetto di modifiche radicali.

In un’ottica volta al miglioramento delle condizioni della vita degli abitanti del Paese, il Governo ha implementato una serie di normative che avevano l’obiettivo a lungo termine di ridurre la tassazione sui redditi delle persone, delle società e favorire la produzione di beni e servizi.

Proprio grazie alle aliquote di imposta particolarmente basse, la Bulgaria si presenta come uno dei Paesi dell’UE particolarmente convenienti dal punto di vista della tassazione, un elemento che favorisce le prospettive di guadagno delle imprese e di tutti coloro che desiderano avviare un’attività professionale con sede in Bulgaria.

Per capire meglio in quali settori della vita, individuale e di impresa, il sistema fiscale bulgaro determina una minore pressione tributaria, con il conseguente aumento del potere di acquisto dei soggetti, inizieremo con il delineare le regole della tassazione in capo alle persone fisiche in Bulgaria.

Il sistema fiscale bulgaro e la tassazione delle persone fisiche

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che in Italia è costituita dall’IRPEF, in Bulgaria essa si concretizza in un’imposta dall’aliquota unica, pari al 10%.

Un accenno storico è doveroso, poiché fino al 2011 in questo Paese era in vigore un sistema di tassazione molto diverso e più sfavorevole ai cittadini, con aliquote progressive del 20%, 22% e 24%, calcolate sulla base imponibile, rappresentata dai redditi percepiti nell’anno solare.

Ad oggi, grazie a un’imposta del 10% sui redditi delle persone fisiche, è possibile abbattere sensibilmente il carico fiscale, sia per i cittadini residenti in Bulgaria che per i non residenti, che abbiano conseguito dei redditi continuativi in questo Paese.

Ai fini dell’individuazione dei requisiti richiesti per essere considerati residenti in Bulgaria, i soggetti devono avervi stabilito il proprio domicilio in modalità permanente, oppure essere presenti sul territorio per un periodo superiore a 183 giorni in un anno solare, o dimostrare di possedere i propri interessi economici prevalenti in questo Stato, anche per conto di società residenti.

Per approfondire la tematica riguardante i redditi oggetto della tassazione in Bulgaria, le categorie che ricadono nell’aliquota flat del 10% sono i redditi da lavoro dipendente, quelli derivanti da un’attività economica svolta nell’ambito territoriale bulgaro e, in generale, tutti i redditi contemplati dalla legge.

Un elemento molto interessante riguarda l’esenzione totale di alcuni beni oggetto di trasferimento, come le automobili e gli interessi attivi derivanti dalla compravendita di beni immobiliari, proventi ricavati da eredità, a qualunque titolo.

La Bulgaria è inserita in un contesto economico in via di sviluppo, in cui i salari e gli stipendi non raggiungono ancora quelli degli altri Paesi, come l’Italia o la Spagna; parallelamente, il costo della vita, dei beni e servizi in generale è notevolmente inferiore rispetto alla media dei Paesi UE.

Per questo motivo, se stai riflettendo sull’opportunità di intraprendere una determinata scelta, professionale o di vita, puoi approfondire il discorso relativo al sistema fiscale bulgaro, anche in relazione al trattamento riservato alle aziende.

La tassazione dei redditi di impresa in Bulgaria

Per quel che attiene ai redditi conseguiti da un’azienda nel corso della propria attività, il sistema fiscale bulgaro prevede l’applicazione dell’Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche, contenuta nel più ampio schema normativo del Corporate Income Tax Act del 2007.

La pressione fiscale sui redditi di impresa in Bulgaria è considerata tra le più basse in Europa, considerando l’aliquota del 10% vigente, da calcolare sul reddito imponibile e che vale per la quasi totalità delle categorie merceologiche delle aziende, escluse le società di gioco d’azzardo, le imprese assicurative e poche altre.

Le ritenute sui proventi degli investimenti finanziari e sulle plusvalenze determinate dalla vendita di beni immobili sono pari al 10%; la percentuale diminuisce e si attesta al 5% per interessi e dividenti percepiti da aziende consociate con sede nell’ambito UE.

Il sistema fiscale in Bulgaria: l’IVA

Un discorso analogo va effettuato per la pressione fiscale che ricade sulle aziende costituite in territorio bulgaro e di cui devono seguire la giurisdizione.

Il primo aspetto da mettere in luce riguarda l’Imposta sul Valore Aggiunto, ossia l’IVA: in Bulgaria, l’aliquota cosiddetta ordinaria è del 20%, in ottemperanza alla Direttiva 2006/112/CE.

Le categorie di beni e servizi cui l’IVA si applica fanno riferimento a tutti quelli prodotti in ambito nazionale, nonché alle importazioni e agli acquisti intraeuropei.

Le operazioni che riguardano il settore alberghiero, però, sono soggette a una tassazione agevolata del 9%; ciò fa comprendere come le strutture ricettive in generale siano avvantaggiate da una percentuale ridotta rispetto a quella standard, a beneficio dello sviluppo turistico della Bulgaria e, di conseguenza, delle attività economico-finanziarie che vi gravitano intorno.

Le imposte sugli immobili in Bulgaria

Uno degli ambiti preferiti degli investitori, sia privati che aziende, riguarda gli immobili.
In Bulgaria, la misura delle imposte varia in base alla destinazione d’uso del bene, che può essere soprattutto residenziale o commerciale, e anche in misura dell’ubicazione dell’immobile, oggetto di maggiore tassazione nelle aree urbane e minore in quelle decentrate.

Le aliquote degli immobili situati in Bulgaria sono comprese in un range che varia dallo 0,15% allo 0,30% del valore dichiarato sull’atto di compravendita.

Ne consegue che molte persone sono allettate dalla prospettiva di acquistare un appartamento in città a un prezzo di mercato considerato molto conveniente in partenza, poiché i prezzi degli immobili in Bulgaria sono tra i più bassi in Europa.

In più, grazie alla bassa imposizione fiscale sul trasferimento degli immobili, ne risulta un ulteriore risparmio di risorse e che possono essere impiegate per una ristrutturazione edilizia o altri scopi.

Per questo motivo, il settore degli acquisti di immobili per investimento in Bulgaria sta conoscendo un progressivo incremento, proprio grazie alla positiva confluenza dei bassi prezzi di acquisto e della convenienza delle imposte.

Sono molti i casi di soggetti italiani o, in generale, europei, che decidono di impiegare una parte dei propri capitali nell’acquisto di beni immobili nelle principali sedi universitarie bulgare, per affittarli a studenti provenienti da tutta Europa.

La creazione di società in Bulgaria

Un numero sempre maggiore di imprenditori decidono di trasferirsi e aprire azienda in Bulgaria, la cui politica tende a incentivare fortemente l’afflusso di capitali, anche dall’estero, in virtù di una bassa pressione fiscale.

Molti sono anche i consulenti professionisti che aiutano gli imprenditori a orientarsi nel percorso da compiere per aprire un’azienda in Bulgaria, in quando spinti dalla reale prospettiva di crescita, sia in termini finanziari che di qualità.

A questo punto, i nodi da sciogliere sono più di uno, e in particolare quello legato all’esterovestizione, individuato dai legislatori italiani come il fenomeno secondo cui un’azienda che si costituisce all’estero, per godere del sistema fiscale più vantaggioso, risulta essere in realtà operante in Italia.

Per evitare di incorrere in multe salate è importante che tu abbia bene in mente elementi di fondamentale importanza per il trasferimento della tua attività, a tal proposito ti consigliamo di leggere il nostro articolo su cosa fare per trasferirsi all’estero e pagare le tasse in un altro paese.

Grazie alla consulenza di professionisti che operano da anni nel settore, potrai conoscere meglio il sistema fiscale bulgaro che, al pari di ogni altro quadro normativo, ha le sue regole.

Se vuoi altri consigli su come aprire azienda in Bulgaria o su cosa fare per trasferirsi in Bulgaria, entra nel nostro gruppo su Facebook, saremo contenti di aiutarti con le nostre conoscenze e la nostra esperienza.

 

Domande potenzianti: cosa bisogna chiedersi per vivere una vita felice

Quante volte ti è capitato di dire o pensare: “non ce la posso fare”? È normale ed almeno una volta è successo a tutti di trovarsi di fronte a difficoltà che possono sembrare insormontabili. Questi ostacoli sono distrazioni lungo il nostro cammino che depotenziano il nostro mindset e la nostra volontà.

Ma è possibile non “abbattersi”, anzi, trovare la forza e la capacità per ribaltare la situazione a proprio vantaggio? Assolutamente si, per farlo esistono delle buone abitudini da acquisire e degli atteggiamenti nocivi da allontanare.

Ancora più importanti sono le domande potenzianti, una serie di interrogativi che devi imparare a porti quando ti trovi in una situazione di stallo come quella sopra descritta.

Buone abitudini vs cattive abitudini

Prima di parlare di come superare le difficoltà devi sapere che esistono comportamenti potenzianti e comportamenti depotenzianti. Indovina quali devi evitare?

La prima cosa che devi fare è imparare a non lamentarti.

All’interno de I segreti della mente milionaria, Harv Eker sfida i suoi lettori a non lamentarsi per sette giorni. Tu ce la faresti? Se in questo momento stai pensando: “Va bene un giorno, ma sette mi sembra troppo”, ti stai già lamentando e stai partendo con il piede sbagliato.

Una regola della sfida è che ogni volta che ci si lamenta si ricomincia il conteggio dei giorni. Anche se stiamo parlando di soli 7 giorni ti assicuro che non è semplice, non puoi lamentarti del traffico, di un collega troppo lento o di una maglietta che va stretta.

Imparare a non lamentarsi cambia la vita in maniera radicale, ti insegna a vedere ogni episodio in maniera differente e ad analizzarlo in modo più critico, senza dover sempre addossare la colpa a qualcosa o qualcuno.

Secondo atteggiamento nocivo da allontanare è la superficialità. Superficialità con le persone, con le cose, nel lavoro o nello studio. È indifferente.

Negli investimenti e nel business non esiste nulla che possa esser tralasciato perché meno importante, devi sempre approfondire e andare fino in fondo, o i rischi sono elevatissimi. Un atteggiamento superficiale porta a una noncuranza, a una minore volontà nel fare le cose e ti allontana dai tuoi obiettivi.

Terzo atteggiamento da evitare è la procrastinazione. Questo è sicuramente uno dei problemi più diffusi. Non so te, ma a me capita di procrastinare soprattutto quando ho molto tempo libero, probabilmente quando mi ritrovo sovraccarico di lavoro la mia testa mi porta a pensare che non ho tempo da perdere e ogni minuto è prezioso. Quando invece ho meno lavoro e sono più rilassato mi viene più naturale posticipare gli impegni e i doveri.

Il rischio più comune è che poi tutti gli impegni si accavallino in prossimità delle scadenze.

Le domande potenzianti

La prima volta che ho sentito parlare di domande potenzianti ero alle elementari, ricordo ancora la lezione della maestra di inglese sulle Five W.

Queste 5 W sono:

Where? = Dove?

When? = Quando?

What? = Cosa?

Who? = Chi?

Why? = Perchè?

Si tratta di cinque domande che ogni giornalista utilizza per descrivere una notizia e che aiutano a comprendere dettagliatamente qualsiasi problema.

Queste domande si interpongono tra il tuo problema e la soluzione. Devi interrogarti, specialmente sul “perchè” e sul “cosa” per comprendere realmente il tuo problema e arrivare a una soluzione.

Quando ti trovi davanti ad un ostacolo inizia a domandarti che persona vuoi diventare, cosa devi imparare o cosa devi fare per superare quel problema, quali atteggiamenti possono aiutarti e quali sono nocivi per il raggiungimento del risultato.

Cambia punto di vista del problema

Un altro consiglio è quello di provare a guardare il problema sotto un altro punto di vista. Può non essere semplice e per questo puoi farti aiutare da un amico o un parente a cui provi a descrivere la tua situazione.

Osservare come una persona non coinvolta analizza la questione può aiutarti a vedere ogni dettaglio differentemente. Qualcosa che a te sembra impossibile e spaventoso potrebbe risultare facilmente superabile.

Se venisse da te un amico con lo stesso problema, cosa gli consiglieresti? Come lo aiuteresti? Questo “esercizio” è utile per imparare ad analizzare una situazione da un angle diverso.

Semplifica

La semplificazione, da non confondere con la superficialità.

Prova a suddividere il problema in più parti e cerca una soluzione per ognuno di questi microproblemi. Inoltre cerca di ridurre ai minimi termini ogni problema, non farlo più grande di quanto realmente è.

Definisci un obiettivo

Infine, anche se dovrebbe essere il primo punto, definisci uno o più obiettivi motivanti. Un obiettivo deve essere innanzitutto dettagliato e misurabile.

Obiettivi come “voglio diventare ricco”, “voglio vivere bene”, “voglio una casa grande” non vanno bene. Qual è la tua definizione di “essere ricco”, esprimi un valore. Es. Quanti metri quadri deve avere la casa dei tuoi sogni.

Nel momento in cui individui dei numeri e quindi degli obiettivi misurabili, puoi pianificare una strategia per raggiungerli, puoi avere una vision a lungo termine.

La maggior parte delle persone non è capace di imporsi degli obiettivi, motivo per cui finisce per arrendersi o a dire “non ce l’ho fatta”, “è impossibile”.

Se hai già un obiettivo da raggiungere oppure se non sei ancora riuscito a definirlo, il primo passo da fare è entrare nella community di Invest Hero , dove avrai l’opportunità di confrontarti con imprenditori e investitori.

 

Sistemi di tassazione: come si calcolano le tasse nel mondo

Se stai cercando di trasferire il tuo business in un altro paese per godere delle agevolazioni fiscali di quello stato ci sono alcune cose che devi sapere. Prima di commettere errori banali che potrebbero costringerti a pagare molto più di quanto tu stia risparmiando, ti consiglio di leggere il nostro articolo sulla fiscalità internazionale.

Il secondo punto da analizzare sono i diversi sistemi di tassazione. Non tutti i paesi sono uguali, anche se molti applicano lo stesso sistema fiscale.

Possiamo individuare tre tipologie di tassazione:

  • tassazione worldwide
  • tassazione territoriale
  • tassazione su base di cittadinanza

Tassazione Worldwide

La tassazione mondiale o tassazione worldwide è il sistema di imposte più diffuso, applicato dalla stragrande maggioranza dei paesi europei. Secondo questo sistema, tutti i residenti di un paese sono soggetti alla tassazione di tale paese, a prescindere dalla fonte di reddito e dalla collocazione geografica di tale fonte.

L’Italia ha adottato il sistema di tassazione Worldwide.

Gli articoli 1, 2 e 3 del D.Lgvo 917/86 definiscono, all’interno del diritto tributario, questo sistema di tassazione attuato a partire dagli anni settanta. Viene considerato contribuente residente una persona che, per la maggior parte del periodo di imposta, risulta iscritta all’anagrafe oppure ha domicilio o residenza civile sul territorio italiano.

Gli appena citati requisiti non sono in rapporto di concorrenzialità, è quindi sufficiente l’esistenza di uno dei tre perchè una persona venga considerata contribuente residente.

L’elemento temporale gioca un ruolo fondamentale nella definizione dei requisiti e dell’appartenenza di una persona a un determinato paese.

La definizione “per la maggior parte del tempo del periodo di imposta” corrisponde a 183 o 184 giorni di permanenza a seconda che sia un anno bisestile o meno. La durata diventa oggetto discriminante nella valutazione del singolo caso in quanto, in caso di trasferimento all’estero, non è possibile applicare una tassazione frazionata in base al periodo trascorso nel singolo paese.

Tassazione territoriale

Questo sistema di tassazione è alquanto particolare e meno diffuso, da una prima valutazione risulta evidente come le aziende beneficiano molto più dello stato di residenza di questa tipologia di imposte.

Tra i paesi che attuano una tassazione territoriale o tassazione nello stato della fonte possiamo citare: Malta, Regno Unito, Irlanda, Hong Kong, Georgia, Libano e Malesia.

La tassazione territoriale prevede che un individuo fiscalmente residente in un paese sia sottoposto alla tassazione locale solamente per i redditi prodotti all’interno dei confini territoriali.

Facciamo un esempio. Un consulente trasferisce residenza e domicilio della persona fisica a Malta e la sede legale del suo business è alle Canarie. Siccome produce reddito con la società canaria e da questa riceve gli utili, questi non saranno tassati a Malta in quanto provenienti da paese estero. Chiaramente questo è un esempio, non pensare di applicare la stessa soluzione, senti un fiscalista prima di agire.

Come puoi ben intuire non è un sistema che avvantaggia lo stato tuttavia l’obiettivo di questo sistema di tassazione è attrarre nuovi contribuenti. In questo modo lo stato guadagna attraverso le spese di gestione, attraverso la tassazione del reddito generato sul suo territorio e infine dall’indotto generato dal costo della vita di chi decide di trasferirsi.

Ogni paese aderente al sistema di tassazione territoriale ha regole differenti, pertanto non tutte le tipologie di aziende possono beneficiare delle stesse agevolazioni. La tassazione territoriale è un’ottima soluzione per le aziende che operano su scala internazionale.

Tassazione per cittadinanza

Questo è il sistema di tassazione applicato dagli Stati Uniti e l’Eritrea. Di fronte a questa tipologia di imposizione fiscale vengono a cadere i concetti di residenza e domicilio fiscale di cui abbiamo precedentemente parlato. Infatti ogni individuo con cittadinanza USA o eritrea è soggetto alla tassazione di tale paese, a prescindere dalla sua residenza e dal luogo in cui viene generato il reddito.

Sei un cittadino americano ma abiti in Italia? Paghi le tasse in Italia e anche in America.

Proprio per questo motivo gli americani ambiscono fortemente a ottenere la doppia cittadinanza con un secondo passaporto, per svincolarsi da questo sistema che li costringe a rimanere nel proprio paese per evitare una doppia tassazione.

Se hai dei dubbi, se vuoi approfondire le tue conoscenze o hai voglia di confrontarti con altri “colleghi” investitori e imprenditori, il posto giusto per farlo è il gruppo privato di Invest Hero su Facebook! Ti aspettiamo!

 

Fiscalità internazionale: cosa bisogna fare per pagare le tasse all’estero

“In italia si pagano troppe tasse”

Quante volte ti è capitato di sentirlo dire? O magari sei tu il primo a sostenerlo?

Ok, lasciamo un attimo da parte la veridicità di questa affermazione e soffermiamoci su un dettaglio non trascurabile: ti sei trovato nella situazione di guadagnare cifre importanti e doverne pagare le imposte? Oppure parli per sentito dire perché è quello che dicono tutti?

Sarà un caso, ma molto spesso chi afferma che la tassazione italiana ha un peso notevole è un dipendente, il quale basa la sua teoria sull’osservazione degli importi trattenuti in busta paga, che in realtà gravano sul suo responsabile.

Ogni volta che qualcuno mi chiede dove trasferirsi per pagare meno tasse, la mia risposta è: stai guadagnando a tal punto da porti questo problema? Perché se così non fosse, il tuo dubbio non ha fondamenta. Prima di preoccuparti di trovare un paese con una tassazione migliore, pensa a come far crescere il tuo business.

Tre cose da fare quando ti trasferisci in un altro paese

Fatta questa premessa, è corretto guardare con interesse fuori dall’Italia alla ricerca di un regime fiscale più agevolato, insieme a questa ricerca ci sono alcuni punti e operazioni da seguire per eseguire il trasferimento correttamente.

Si parla di trasferimento perché per godere delle agevolazioni fiscali e della tassazione di uno stato è necessario trasferirsi o quanto meno non trascorrere in Italia un periodo di tempo superiore ai 183 giorni, limite di tempo oltre il quale si diventa soggetti a doppia tassazione.

Una volta deciso di procedere al trasferimento è necessario:

Trasferire la residenza: per residenza si intende l’indirizzo in cui una persona ha la dimora. Non è strettamente necessario trasferire immediatamente la residenza anche se è necessario farlo entro il 28 giugno, questo in quanto, come detto precedentemente, per aderire ad un altro regime fiscale e non essere costretto a pagare le tasse anche in Italia, è necessario risiedere fuori dal territorio italiano da almeno 183 giorni. Qualora tu proceda al trasferimento nel mese di Luglio sarai soggetto alla tassazione italiana per l’anno fiscale in corso.

Trasferire il domicilio: per domicilio si intende il luogo in cui una persona effettua, realizza i propri interessi in ambito economico e sentimentale. Residenza e domicilio non necessariamente devono coincidere. Il domicilio non richiede la presenza fisica della persona, per  questo motivo, pur spostando la residenza altrove, se la sede degli affari e degli affetti rimane il territorio italiano, l’Italia resta la sede del domicilio fiscale.

Iscriversi all AIRE: l’iscrizione all’ Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero e la cancellazione dall’anagrafe italiana è ulteriore requisito formale e fondamentale per pagare le tasse all’estero.

Ma attenzione, di per sè non è una condizione sufficiente affinché si possa godere di un’agevolazione fiscale, infatti se la residenza e il domicilio fiscale rimangono in Italia, si è ancora soggetti imponibili alla tassazione italiana.

Queste “conditio sine qua non” sono prerequisiti burocratici per poter avvalersi della tassazione di un altro paese. L’inadempienza di uno solo di questi tre aspetti può costare molto caro, in quanto a livello legale si è ancora “domiciliati” nel paese di origine e in quanto tali si può essere soggetti a una doppia tassazione.

Ogni paese infatti, Italia compresa, è favorevole all’accoglimento di nuovi contribuenti (immagina il perchè), al punto tale da creare particolari agevolazioni per coloro i quali possono dimostrare di non aver versato tasse in quel paese nei dieci anni precedenti. Si tratta molto spesso di un flat tax sull’utile, indifferentemente dal fatturato.

Se ci pensi, questa condizione agevolata, è stata una delle leve favorevoli al trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Il giocatore, trasferendo la sua residenza e domicilio in Italia, ha visto imporsi sul suo reddito milionario una flat tax, un importo decisamente inferiore a quanto stava pagando fino all’anno prima in Spagna.

Viceversa ogni paese è contrario alla “fuga dei contribuenti” e cerca ogni cavillo possibile, tra cui l’inadempienza dei tre punti sopra detti, per applicare le proprie imposte. Per questo motivo ho detto che qualsiasi errore può costare molto caro.

Tutte queste informazioni sono frutto della nostra esperienza diretta, ma anche te attraverso un buon fiscalista puoi e dovresti informarti sulle pratiche da seguire per il corretto trasferimento del tuo business.

Sebbene molti considerino il fiscalista come un costo, su questo non c’è alcun dubbio, c’è da tener conto di come la disinformazione possa costare molto di più. Dimentica il “chi fa da sè fa per tre” e rivolgiti a specialisti che possano aiutarti a trovare la migliore soluzione e a non commettere errori.

Se hai dei dubbi o sei in cerca di maggiori informazioni al riguardo, entra nel nostro gruppo privato.

 

Imparare a delegare: come scegliere le attività da delegare

Quante volte ti è capitato di avere un’idea che reputavi vincente ma di accantonarla pensando che fosse impossibile da gestire perchè avevi già troppi business/affari attivi?

Quante volte ti è capitato di conoscere persone in grado di tenere “le mani in pasta” in svariati business e riuscire a portarli contemporaneamente avanti? Magari ti sei chiesto come ci riuscissero, se avessero dei super poteri?

Ecco, ho una notizia brutta e una bella per te, la prima è che i super poteri non esistono ma forse questo già lo sapevi, la seconda è che il segreto di questi supereroi si chiama delega. Per portare avanti più business devi imparare a delegare.

Ma quali attività delegare? Innanzitutto, proviamo a classificare le attività che probabilmente svogli quotidianamente, in base alle tue competenze:

  • Attività che sai fare e che ti piace fare
  • Attività per cui hai conoscenze limitate e non ti piace fare
  • Attività per cui hai conoscenze limitate e non sai fare
  • Attività per cui non hai conoscenze ma ti piace fare

Le prime sono le attività che preferisci fare, quelle in cui hai i migliori risultati ed è un bene che sia tu in prima persona ad occupartene.

Le seconde e terze sono le attività per le quali potresti trovare un collaboratore a cui delegare il controllo e l’operatività per aumentare il giro d’affari, tuttavia le tue limitate conoscenze che con il tempo dovresti aumentare, ti permettono di avere una supervisione del lavoro.

Infine ci sono le attività che ti piace fare ma per le quali non hai conoscenze, queste le devi assolutamente abbandonare. Smetti di fare qualsiasi cosa per cui non hai conoscenze approfondite e se proprio vuoi immischiarti in questi business delega a terze persone.

Come trovare i collaboratori? Come delegare un lavoro?

Trovare un collaboratore vuol dire trovare una persona che ha un modo di lavorare compatibile o addirittura identico al tuo, solo in questo modo puoi fidarti di tutto ciò che fa e lasciargli la piena operatività. Tuttavia anche una persona meno formata, meno competente e con una mentalità differente può diventare un potenziale collaboratore. Come?

Se realizzassi un video in cui spieghi ogni punto della procedura che segui quando lavori, ogni ragionamento che fai, per far comprendere il tuo mindset e la tua visione, creeresti un corso di formazione che può essere utilizzato “potenzialmente da chiunque”.

Alcuni formatori realizzano info-prodotti, non tanto per guadagnarci dalla vendita, bensì per formare un gruppo di persone in cui trovare potenziali collaboratori.

Creando un video corso, stai creando una procedura standardizzata che ti permette di replicare e scalare la tua attività, qualunque essa sia. Abbiamo discusso dell’importanza e dei vantaggi di creare una procedura replicabile parlando di come far crescere un’attività fisica.

Se riuscissi ad avere collaboratori che operano “come se fossi te” potresti permetterti di delegare i diversi compiti, risparmiando tempo.

Quando delegare?

L’aspetto monetario che molti considerano prioritario in realtà non è così fondamentale, sicuramente una delega deve portare a un profitto, la cosa importante però è che la delega serve per velocizzare. Deleghi un lavoro perchè hai bisogno di tempo.

Per decidere se delegare o meno un’attività puoi utilizzare lo schemino iniziale.

Prima di delegare una mansione devi in ogni caso padroneggiare l’argomento, devi essere un professionista, solo in questo modo puoi formare una persona completamente. Puoi automatizzare un processo solo se lo conosci alla perfezione.

Per automatizzare e scalare un’attività o una nicchia di mercato hai due possibilità: affidi il tuo capitale a terzi, ad esempio agenzie specializzate oppure crei la tua squadra.

Sia in ambito investimenti che imprenditoriale il team ricopre un ruolo fondamentale, spesso però trovare determinate figure per creare un proprio team può essere complesso. Ecco perché a volte tra imprenditori capita di “prestarsi” delle figure chiave.

Come lavoriamo noi di Invest Hero?

Prima di delegare un lavoro vogliamo conoscerlo alla perfezione. Per questo solitamente entriamo in un settore, lo studiamo, lo analizziamo, lo monetizziamo in più modi possibili e solo a quel punto lo automatizziamo.

Quando entri in un determinato settore e vedi il punto di arrivo, quello a cui aspiri, non devi pensare all’obiettivo fine a se stesso ma concentrarti su ogni step, studiare e approfondire il mercato, solo in questo modo gli ostacoli diventeranno più facili da superare.

Un altro fattore importante è l’esperienza. Il primo progetto è quello che presenterà più problemi, più difficoltà, la conoscenza e l’esperienza poi ti aiuteranno a superare gli stessi problemi con maggiore facilità, ogni qualvolta si ripresentino.

Per concludere, è giusto essere ispirati dai “supereroi”, da coloro che riescono a portare avanti più business contemporaneamente, il consiglio però è quello di capire come funziona realmente qualcosa prima di pensare a lavorare in grande scala, lavora step by step.

Se hai incontrato delle difficoltà nella creazione del tuo team, se vorresti delegare ma non riesci a fidarti o a trovare le persone giuste, il primo step da fare è entrare nella community di Invest Hero, dove potrai confrontarti e sentire il parere e i consigli di persone con più esperienza.