Interesse composto: definizione, tipologie e formula per il calcolo

Prima di capire come sia possibile usare il tasso di interesse composto a proprio vantaggio, è necessario comprendere bene cos’è, come si calcola e come può essere applicato a qualsiasi settore anche al di fuori del mondo finanziario.

L’interesse composto (in inglese “compounding interest“) può essere considerato come un premio calcolato sul capitale investito e gli interessi maturati nel periodo precedente.

Facciamo un rapido esempio per comprendere come funziona l’interesse composto. Ipotizziamo che investi una somma x e dopo un certo periodo ricevi gli interessi sul capitale investito (y). A questo punto il denaro a tua disposizione sarà x+y. Dopo un determinato periodo di tempo riceverai nuovamente gli interessi sul totale investito, ovvero x+y. Così facendo accumuli interessi sugli interessi precedentemente accumulati.

Ora che hai le idee più chiare vediamo la formula dell’interesse composto e le differenti tipologie di interesse composto.

Interesse composto

L’ interesse composto è definito anche “capitalizzazione degli interessi” poichè gli interessi ottenuti nel tempo vengono accumulati al capitale iniziale investito. Questo effetto ha un duplice vantaggio, in primis vi è un aumento del capitale a disposizione, in secondo luogo investendo nuovamente il proprio capitale si possono maturare interessi sugli interessi dell’anno precedente. 

In poche parole, dopo aver effettuato un investimento, gli interessi percepiti allo scadere di un determinato periodo di tempo vengono aggiunti al capitale iniziale e sono nuovamente investibili.

Facciamo un esempio pratico per capire come funziona l’interesse composto. Ipotizziamo che tu voglia investire 1000 euro con un tasso di interesse composto del 5%.

Dopo un anno: 1000 € + (1000×0,05) = 1050 €

Dopo due anni: 1050 € + (1050×0,05) = 1102,50 €

Dopo tre anni: 1102,50 € + (1102,50×0,05) = 1157,62 €

E così via… Come puoi vedere, l’interesse maturato ogni singolo anno si aggiunge al capitale investito nell’anno successivo, di conseguenza verranno maturati nuovi interessi sui precedenti interessi.

Se tale operazione viene eseguita correttamente, permette di raggiungere somme di denaro decisamente maggiori nel lungo periodo a fronte di un investimento più ridotto.

Calcolo interesse composto

Per calcolare l’interesse composto non è possibile utilizzare la formula dell’interesse semplice, questa può fornire una stima approssimativa ma il risultato sarebbe errato.

Occorre tenere a mente che stiamo parlando di interessi composti, i quali, una volta maturati si sommano automaticamente al capitale iniziale, e il totale accumulato sarà investito nuovamente nella stessa operazione finanziaria. (non è obbligatorio) 

Appare evidente quindi che, man mano che il tempo passa, la somma di denaro investita aumenta sempre più e, insieme al capitale, aumentano anche gli interessi, e quindi i rendimenti ottenuti. Tutto ciò avviene in modo del tutto automatico, e i guadagni possono essere notevoli.

La formula dell’interesse composto corretta da utilizzare, per calcolare con precisione il tasso d’interesse composto, è la seguente:

i=(M/C)^(1/t) – 1

“C” rappresenta il capitale iniziale, “i” il tasso d’interesse (che viene espresso in forma %), mentre “t” sta a rappresentare il tempo.

Per calcolare il montante di un interesse composto, ovvero il capitale generato, bisogna utilizzare la formula inversa:

M = C (1+i)^t;

Tipologie di interesse composto

Esistono tre differenti tipologie di interesse composto: interesse composto discontinuo convertibile, interesse composto discontinuo annuo e interesse composto continuo (chiamato anche interesse composto matematico).

Se ci troviamo di fronte ad un interesse composto discontinuo annuo, vuol dire che i vari interessi che sono maturati sul capitale investito, sono sommati una volta all’anno alla somma di denaro dalla quale sono stati generati.

Contrariamente, se abbiamo a che fare con un interesse composto discontinuo convertibile, vuol dire che gli interessi non maturano unicamente una volta all’anno. Vi è la maturazione di interessi più volte, in determinati periodi di tempo prestabiliti, che verranno poi sommati ogni volta al capitale inizialmente investito.

C’è poi l’interesse composto continuo che, come detto poc’anzi, è chiamato anche matematico; questo, perché trova applicazione soprattutto nell’ambito della matematica finanziaria e, più nello specifico, si parla di applicazioni teoriche.

In questo ultimo caso, non occorre attendere determinati periodi di tempo affinché gli interessi vengano convertiti in capitale; ciò perché vi è la capitalizzazione degli interessi in ogni momento.

Raddoppiare il capitale con l’interesse composto

Quanto tempo serve per raddoppiare il capitale di partenza grazie all’investimento composto?

Il mondo finanziario ha a sua disposizione tre regole con le quali arrivare a stimare il periodo di tempo necessario per raddoppiare un investimento (arrivare quindi a raddoppiare il capitale di partenza).

I nomi delle tre regole sono: regola del 70, regola del 69,3 e regola del 72, la più conosciuta e utilizzata è l’ultima.

Ricorrendo alla regola del 72, potrai stimare in modo facile, e soprattutto veloce, sia il periodo di tempo necessario per raddoppiare la somma che hai investito, sia il tasso di rendimento che otterrai.

In definitiva, se si è a conoscenza del dato relativo al periodo di tempo, si può procedere con il calcolo del tasso di rendimento; lo stesso vale per il caso inverso, e cioè si parte dal tasso di rendimento per ricavare il tempo.

Per ricavare il dato relativo al periodo di tempo necessario per raddoppiare il capitale con la regola del 72, bisogna dividere il numero 72 per il tasso di rendimento (preso come numero intero e non percentuale).

Un esempio pratico per capire la regola del 72.

Partiamo da un investimento di 1000 € con un tasso di interesse composto del 8% annuo. Il tuo capitale sarà raddoppiato, ovvero sarà di 2000 euro, dopo 72/8= 9 anni. Provare per credere!

Se invece sai in quanto tempo vorresti raddoppiare il tuo capitale e vorresti calcolare il tasso di interesse necessario, devi dividere 72 

Viceversa, se lo scopo è quello di ricavare il tasso di rendimento, mentre si conosce già il periodo di tempo, occorre dividere il numero 72 per il totale degli anni.

Utilità dell’interesse composto

Se hai capito come funziona l’interesse composto ti sarà chiaro perchè Einstein l’ha definita l’ottava meraviglia del mondo e in merito ha anche detto “Chi lo capisce guadagna, chi non capisce paga”

Ma come anticipato all’inizio, abbiamo già parlato in un altro articolo di come l’interesse composto possa essere applicato alla vita quotidiana, dallo studio al lavoro, dallo sport alle relazioni.

Il primo investimento da fare, per avere un ritorno nel minor tempo possibile, è entrare nella community di Invest Hero e sfruttare tutti i consigli e le guide di esperti e colleghi.

 

carbon credit fabbriche

Carbon Credit: cosa sono e perchè sono importanti per valutare un’azienda

Cosa sono i Carbon Credit?

I Carbon Credit sono uno degli strumenti utilizzati a livello mondiale per sensibilizzare le aziende all’attuazione di un modello economico green. Più precisamente i Carbon Credit o Crediti di Carbonio sono crediti verdi che compensano le emissioni di CO2 delle industrie.

Solo attraverso l’implementazione di strategie ecologiche è possibile tutelare l’ambiente e mitigare i cambiamenti climatici.

Già nel 1992 con gli Accordi di Rio ma soprattutto nel 1997 con il protocollo di Kyoto è stato riconosciuto il peso delle emissioni di anidride carbonica sull’ambiente. A tal proposito viene imposto un limite, espresso in tonnellate, di gas serra che possono essere emessi da ogni singolo paese. Tale limite varia da paese a paese e viene determinato in base a diversi fattori tra cui la superficie, la concentrazione industriale etc..

I limiti di emissione di gas serra

Come si comportano stati e aziende di fronte ai limiti imposti a livello internazionale?

Ogni stato è tenuto a controllare le proprie aziende e imporre delle linee guida affinché i valori di emissioni imposti vengano rispettati. Le aziende a loro volta si impegnano a modificare il proprio modello economico al fine di rispettare i valori indicati. Come possono farlo?

Un primo metodo consiste nella creazione di dipartimenti interni all’azienda che si occupano dello sviluppo di progetti a forte impatto ambientale, in questo modo “compensano” l’attività inquinante della fabbrica.

Un altro metodo consiste nell’aiutare paesi in via di sviluppo realizzando progetti green che favoriscano la crescita del paese, in questo modo, avendo favorito lo sviluppo di un paese, si ottengono dei crediti green ognuno dei quali corrisponde a una quantità di tonnellate di gas.

Ogni anno i limiti di emissione vengono rivalutati ed abbassati con lo scopo di uno sviluppo eco sostenibile del nostro pianeta, il problema principale è che molto spesso, le aziende con maggiori emissioni di gas serra sono quelle che si occupano della produzione di prodotti che a loro volta aumentano le emissioni di CO2, ad esempio le aziende di autovetture.

Quando i limiti imposti dagli accordi internazionali non vengono rispettati, il paese viene multato e la multa si ripercuote sulle aziende che non si sono comportate correttamente.

Cosa possono fare le aziende che non riescono in alcun modo a rientrare nei limiti ambientali imposti? Acquistare Carbon Credit.

carbon credit cosa sono

Carbon Market, la borsa dei Carbon Credit

Definito annualmente il CAP (tetto massimo) di emissioni di CO2 a livello mondiale, tale valore viene suddiviso tra i vari stati, ognuno dei quali si impegna nel rispetto di tale vincolo.

Le aziende che non rispettano i limiti imposti dallo stato sono costrette ad acquistare crediti green che compensino i debiti provocati dalle loro emissioni. Per farlo si rivolgono ad aziende più virtuose che hanno saputo accumulare carbon credit.

Si sviluppa così il Carbon Market o mercato di Crediti di Carbonio. Si tratta di veri Exchange nei quali vengono venduti e acquistati Carbon Credits ovvero tonnellate di anidride carbonica.

Equivalentemente alle azioni del mercato finanziario i Carbon Credit vengono scambiati all’interno di una borsa internazionale o privatamente tra aziende attraverso accordi di partenariato. Le aziende che durante l’anno si dimostrano più virtuose ed ecologiche, accumulano carbon credit che possono vendere in questo mercato alle aziende meno rispettose.

In questo modo si cerca di creare un equilibrio e una compensazione per rispettare i valori limite e passare gradualmente alla carbon neutrality, ovvero una situazione di equilibrio in cui le emissioni di CO2 siano compensate da progetti che riducono tali emissioni e che generino energia green.

Ogni qualvolta viene acquistato un carbon credit si sta supportando un’azienda che opera nel rispetto dell’ecologia e dell’ambiente.

Uno dei casi più famosi di compravendita di carbon credit è sicuramente quello di Tesla e Fiat Chrysler. Sebbene sul territorio americano Fiat Chrysler abbia introdotto una linea di SUV ibridi contribuendo allo sviluppo eco-sostenibile, sul territorio europeo non è riuscita ancora a “pulire” la propria attività. Per compensare il debito accumulato si è rivolta all’azienda di Elon Musk che, incentrando il suo modello economico sulla produzione di auto elettriche, accumula naturalmente e senza sforzo carbon credit. Attraverso questa spesa di centinaia di milioni di dollari, Fiat Chrysler ha potuto compensare le emissioni delle proprie vetture.

Valutare le aziende con un occhio al mercato dei Carbon Credit

Perchè ti abbiamo parlato dei carbon credit?

Conoscendo le dinamiche di questi accordi eco-ambientali puoi ragionare in maniera più critica quando analizzi determinate aziende. Ancora non hai capito?

Come scritto sopra, ogni anno il cap di emissioni viene ridotto, questo vuol dire che le aziende devono “aggiornarsi” modificando il proprio business model o sviluppando altri progetti per non essere multate. Grazie a questa analisi puoi individuare quali sono le aziende che possono avere una crescita maggiore.

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Schema Ponzi: storia, origine e funzionamento della grande truffa

Ponzi, ponzi po po po….

Non suonava proprio così la musichetta di una pubblicità di qualche anno, ma associata al claim “Ti piace vincere facile?” (forse ora te la ricordi) il collegamento a quella che probabilmente è la truffa più conosciuta nel mondo degli investimenti è stato abbastanza immediato.

Quante volte hai sentito parlare di schema Ponzi, truffa Ponzi o sistema Ponzi? Tanti nomi per definire lo stesso metodo di investimento truffaldino.

Da quando è nato, agli inizi del 1900, lo schema Ponzi ha subito tantissime mutazioni, sono state create aziende da miliardi di dollari basate su questo sistema piramidale, tuttavia, ci sono delle caratteristiche ben definite che ti permettono di riconoscere uno schema Ponzi ed evitarlo.

Cos’è uno schema ponzi?

Lo schema Ponzi può essere definito un modello economico/aziendale pianificato dettagliatamente, alla cui base non c’è alcuna tipologia di prodotto o servizio capace di garantire profitto e valore.

Lo schema Ponzi è l’antenato della più conosciuta catena di Sant’Antonio, il cui unico obiettivo è il profitto personale e il totale disinteresse per gli investitori.

Ma perchè il sistema Ponzi funziona?

Ogni giorno migliaia di persone cercano online opportunità di guadagno, investimenti sicuri per arrotondare le proprie entrate e molto spesso si imbattono in siti poco non autorevoli o vengono contattate da persone poco raccomandabili. Per questo, se ancora non l’hai fatto, entra nella nostra community su Facebook, dove troverai investitori e imprenditori professionisti oltre a tanta formazione gratuita.

I potenziali investitori sono attratti dalla promessa di guadagni strabilianti e dalla facilità di accessibilità, stiamo parlando infatti di pacchetti di accesso differenti che spesso partono da poche centinaia di euro.

Perchè è accessibile a tutti?

Il guadagno di ogni persona all’interno del sistema è determinato dagli investimenti della sua sotto-rete, ovvero gli affiliati di primo e secondo livello. Senza i sottoscrittori lo schema non avrebbe più senso e sarebbe destinato a crollare nell’arco di poco tempo.

Come funziona lo Schema Ponzi?

Cerchiamo di capire come funziona lo Schema Ponzi.

Immagina una piramide, ogni persona partendo da quella al vertice ha sotto altre persone e il suo guadagno deriva dall’investimento di questi, ovvero dal pacchetto di accesso che hanno acquistato.

Ogni pacchetto di accesso viene suddiviso tra le persone sovrastanti e l’azienda all’interno di questo sistema piramidale.

Per far si che questo modello economico funzioni ogni persona viene invogliata a coinvolgere altre persone e il successo di questa truffa è dovuta al fatto che quasi sempre i reclutatori parlano di questa opportunità ad amici e parenti. La fiducia e la conoscenza della persona che ne parla facilita la propagazione del business.

Lo schema per reclutare membri è sempre lo stesso, promessa di ingenti guadagni, investimento accessibile e talvolta offerta a tempo limitato.

Ovviamente alla base di questa piramide ci sono gli ultimi arrivati che spesso, soprattutto quando questi sistemi vengono scoperti e denunciati, restano senza guadagni e perdono l’investimento iniziale.

La storia dello schema Ponzi e della prima truffa

Chi è Charles Ponzi?

Lo schema Ponzi trova il suo precursore in Carlo Ponzi. Questo “truffatore” (su Wikipedia è classificato come tale) sbarcò negli Stati Uniti agli inizi del 1900, e ben presto la sua fame di guadagno iniziò ad emergere portandolo spesso in alcuni guai. Durante un’attività di cameriere in un ristorante in Canada, ad esempio, viene sorpreso a compiere piccoli furti e falsificare il resto alle persone.

Nel 1907 diventa consulente del Banco Zarossi, un banco di risparmio per immigranti italiani, qui Charles capisce che il tasso di interesse sui depositi promesso, molto più alto del tasso delle altre banche, veniva pagato grazie ai soldi depositati dai nuovi correntisti e che la banca in realtà era in crisi.

Fallita la banca, Charles Ponzi viene arrestato per essersi intestato con firma falsa un assegno di uno dei clienti dell’istituto bancario. Una volta uscito torna negli Stati Uniti.

La prima truffa

A quei tempi, le lettere che venivano spedite includevano un buono per l’acquisto del francobollo di risposta. Ogni buono aveva lo stesso controvalore in francobollo in tutto il mondo ma il costo di acquisto variava a seconda del paese. In particolare in Italia e Spagna i buoni costavano meno che in America.

Ponzi capisce che questa sarebbe potuta essere una buona opportunità di guadagno e così invia soldi in Italia per l’acquisto di coupon per francobolli, una volta arrivati e scambiati con i francobolli americani di valore superiore, avrebbe potuto guadagnare dalla rivendita dei francobolli. Per fare un esempio, se il buono in Italia costa 10 centesimi, il francobollo che viene dato in cambio, uguale in tutto il mondo, ha un valore di 15 centesimi. Ogni buono garantisce un ritorno del 50-100% a seconda del prezzo di acquisto.

Con i primi guadagni, Ponzi apre una società coinvolgendo amici e colleghi e invitandoli a fidarsi dello schema che aveva ideato. La promessa di tassi di rendimenti del 50% in 3 mesi trova terreno fertile nel desiderio di guadagno delle persone. Saputa la notizia e conosciuti i margini di guadagno, la voce inizia a circolare e sempre più persone decidono di affidarsi a questo schema, c’è chi arriva ad ipotecare la propria abitazione. Lo schema ideato da Charles Ponzi si diffonde a macchia d’olio.

I guadagni di Ponzi crescono esponenzialmente tanto che nel 1920 ha un patrimonio tra i più alti di quell’epoca. Charles gestisce l’intera banca in cui sono depositati i suoi guadagni.

Tuttavia la sua attività non era solida come l’inventore sosteneva e i rendimenti promessi venivano concessi grazie al denaro raccolto dai nuovi investitori(ti ricorda qualcosa?). Si inizia così a intravedere la funzione e lo scopo di questo schema piramidale.

Analizzato lo schema e individuata la frode, Clarence Barronce, analista finanziario che a quei tempi lavora come editore a Wall Street, capisce che Ponzi avrebbe dovuto vendere circa 160 milioni di coupon per accumulare il denaro necessario a remunerare i guadagni promessi agli investitori. Nulla di strano se non fosse che nel mondo c’erano solo 27.000 coupon postali, garantire il denaro promesso era impossibile.

Clarence Barron denuncia anche il fatto che Charles Ponzi, anziché investire nello schema da lui stesso ideato, preferisce sistemi più tradizionali come investimenti immobiliari, obbligazioni e azioni.

Ma se lo schema Ponzi era così profittevole e sicuro, perché il suo ideatore avrebbe dovuto preferire altri canali di investimento meno remunerativi?

Inizialmente nessuno crede a Clarence Barronce e Ponzi continua a guadagnare con il suo business fino a quando viene fatta un’ispezione nella sua società che smaschera la verità: Ponzi non possiede tutti i coupon necessari a remunerare gli investitori. Charles Ponzi viene accusato di frode e di moltissimi altri reati e condannato a 5 anni di reclusione.

Dopo poco più di tre anni esce su cauzione e si reca in Florida dove sotto falso nome, acquista terreni e li fraziona per rivenderli a prezzi maggiori. Viene scoperto e arrestato nuovamente per frode.

Esce di nuovo su cauzione e viene scoperto mentre prova a tornare in Italia, sebbene si fosse rasato i capelli e fatto crescere i baffi.

Finalmente dopo qualche anno e un matrimonio fallito riesce a tornare in Italia dove lavora come traduttore e gestisce i rapporti di una compagnia aerea con il Brasile. Nel frattempo prova nuovamente a replicare il suo sistema ma questa volta senza successo.

Trascorre gli ultimi anni di vita a Rio, dove muore in povertà nel 1949.

Charles lascia in eredità il metodo Ponzi che seppur illegale, è stato replicato migliaia di volte negli anni e ha trovato l’appoggio di altri esponenti del mondo economico, come Bernie Madoff. Quest’ultimo infatti nel 2008, a circa 100 anni dall’invenzione dello schema Ponzi, fu accusato di frode e di aver volatilizzato oltre 65 miliardi di dollari. Anche Madoff, così come Charles, prometteva rendimenti che non poteva restituire a tutti.

La formazione prima di tutto

Ora che hai capito l’origine di questo termine e compreso le dinamiche di questo sistema illegale quello che ti resta da fare è entrare nella community di Invest Hero, per formarti e confrontarti con altri investitori.

 

Speculazione immobiliare: gli strumenti per fare investimenti immobiliari

Comprese le dinamiche della messa a reddito di un immobile, non è necessario diventare professionisti del settore e conoscere i tecnicismi per poter fare un investimento in prima persona nel settore immobiliare.

È infatti possibile affidarsi al lavoro di professionisti e società specializzate che ti proporranno diverse tipologie di operazioni a seconda di quello che è il tuo capitale.

In ogni caso, conoscere le dinamiche del mercato e saper analizzare l’operazione proposta sono skills che devi assolutamente sviluppare.

I tecnici specializzati si occupano di studiare nel dettaglio un investimento, l’investitore investe nei professionisti che analizzano e seguono l’affare, tuttavia conosce le basi del mercato immobiliare ed è in grado di valutarne la bontà.

Come nel mercato azionario però, anche il mercato immobiliare offre diversi strumenti per fare speculazione immobiliare, conoscerli permette all’investitore di selezionare la migliore opportunità.

Gli strumenti dell’investitore per fare speculazione immobiliare

Esistono principalmente quattro strumenti per fare speculazione immobiliare, alcuni dei quali collegati tra loro:

Asta immobiliare

Un immobile sotto pignoramento finisce all’asta quando il proprietario ha un debito, solitamente con la banca (mutuo), che non riesce a pagare.

Prima che un immobile venga venduto all’asta ad un prezzo inferiore del suo reale valore di mercato, possono passare alcuni anni.

Qualora la prima asta “vada deserta”, l’immobile verrà riproposto con il prezzo di partenza decurtato del 25% ad una seconda asta.

Se non hai mai partecipato ad un’asta ti consigliamo di affidarti a società specializzate., Il lavoro di professionisti può costare ma, affiancandoti nel pre-asta ti possono aiutare nell’analisi di mercato e nella verifica di eventuali inadempienze o problematiche legali, che in una seconda fase potrebbero comportare spese ingenti.

Sui vari siti immobiliari e sul sito del tribunale di competenza puoi consultare le aste attive e analizzare gli immobili disponibili, proprio come fanno le società specializzate.

Sviluppo immobiliare

Rientrano in questo scenario molto interessante le nuove costruzioni, i cambi di destinazione d’uso e i frazionamenti immobiliari.

Attraverso il cambio di destinazione d’uso è possibile “trasformare” un laboratorio, un ufficio o un magazzino in un’abitazione. Molto spesso questa tipologia di lavori viene fatta in ex contesti industriali all’interno dei quali vengono ricavati splendidi loft e open space.

Un’altro tipo di operazione frequente nelle città con molta richiesta è il frazionamento di un’abitazione. In questo modo si trasforma uno spazio abitativo molto ampio in appartamenti più piccoli. La vendita delle singole abitazioni garantisce un ritorno sull’investimento maggiore della vendita del singolo appartamento/Loft.

Per esempio un trilocale può essere suddiviso in due bilocali o in un bilocale e un monolocale. In alcune zone di Milano, le abitazioni non vengono valutate e vendute per prezzo/mq bensì vengono valutate come abitazioni in una determinata zona, di conseguenza il valore effettivo al mq è molto più alto. Grazie a questa “plusvalenza” è possibile guadagnare attraverso lo sviluppo immobiliare.

Saldo e stralcio

Si tratta di un upgrade dell’asta immobiliare. Alcuni operatori analizzano le perizie per capire quali immobili andranno all’asta, una volta individuati contattano privatamente i proprietari debitori e chiedono una delega per contrattare con il creditore un prezzo per il saldo del debito anticipato.

In questo modo il creditore riceve i soldi prima che la casa vada all’asta, questo è conveniente per il creditore in quanto i tempi possono essere molto lunghi, al tempo stesso il debitore viene cancellato dagli elenchi di cattivi pagatori.

Inoltre, il creditore può in questo modo assicurarsi una cifra che all’asta potrebbe non essere raggiunta, devi sapere infatti che l’asta è piuttosto incerta, si conosce la base d’asta ma è difficile prevedere il prezzo finale.

Il saldo e stralcio è uno strumento molto forte, non totalmente inflazionato e molto prolifico soprattutto su immobili interessanti, in quanto permette di agire prima di arrivare all’asta.

NPL

Non performing loans. Sono i crediti deteriorati che una banca (o un altro ente creditore) possiede nel momento in cui il mutuo, o un altro debito, non viene onorato. I crediti deteriorati diventano procedure esecutive.

Talvolta il proprietario di un immobile non concede la delega per effettuare un saldo e stralcio e la casa finisce all’asta. Il prezzo finale derivato dalla vendita forzosa dell’immobile, una volta pagate le spese di procedura, viene suddiviso tra creditori di primo grado, creditori di secondo grado ed eventuali altri creditori. Se non ci sono altri creditori anche l’esecutato (ex proprietario) può rientrare nella suddivisione del capitale.

Può succedere però che un creditore, interessato a ricevere denaro liquido prima che si arrivi all’asta, venda il proprio credito ad un prezzo stipulato in sede privata.

Una volta terminata l’asta, l’importo di vendita viene suddiviso secondo le percentuali di privilegio, così, il nuovo proprietario del credito dell’immobile riesce a fare una speculazione immobiliare, sempre che la percentuale che gli spetta sia di un valore superiore al prezzo di acquisto del credito.

Questo è possibile soprattutto quando all’asta partecipano molte persone e il prezzo di vendita sale. In alcuni casi, quando il credito supera il valore dell’immobile è anche possibile per il creditore richiedere l’assegnazione del bene.

Gli Npl sono uno strumento raffinato, ancora conosciuto da poche persone e società, per questo offrono al momento opportunità molto profittevoli e interessati, che possono superare anche il 100% di roi per operazione.

Lo scenario della speculazione immobiliare

Fatta questa panoramica del mercato degli investimenti immobiliari, devi immaginare davanti a te una struttura piramidale: nella parte bassa si trovano le aste immobiliari a cui partecipano sempre più persone, molte provenienti da corsi di formazione. Il livello successivo è costituito dal saldo e stralcio, anche questo è un mercato piuttosto saturo ma sicuramente meno affollato delle aste.

Il piano superiore è riservato alle società che operano con npl, si tratta di un’elite di investitori.

Come abbiamo detto anche parlando di metodi per non perdere soldi con gli investimenti, il consiglio principale resta quello di formarsi per investire solamente in settori conosciuti. Partecipare a corsi di formazione offre l’opportunità di conoscere persone con cui confrontarsi e potenziali soci in affari.

Investi tempo ora per formarti e risparmierai tempo e soldi quando investirai.

Non perdere altre opportunità di formazione, cerca Invest Hero su Facebook ed entra nel nostro gruppo!

 

Vivere di rendita: quanto serve per vivere di investimenti?

Quanto serve per vivere di rendita grazie agli investimenti?

Probabilmente siamo di fronte alla domanda delle domande, la regina delle questioni spesso al centro di discussioni tra investitori. Tempo fa abbiamo proposto tale questione all’interno della nostra community su Facebook e le risposte che ci sono arrivate, alcune delle quali molto interessanti e argomentate, sono state molto varie. Questo ci ha portato a capire che ognuno di noi ha una risposta strettamente relazionata al proprio stile di vita e al significato attribuito a “vivere di investimenti“.

Il segmento degli investitori: che tipo di investitore sei?

Vogliamo provare a darti una risposta secondo quella che è la nostra esperienza e per farlo utilizzeremo un pò di geometria, nello specifico un segmento.

Da una parte si trova il capitale a disposizione, sull’altro estremo del segmento il fattore tempo e le competenze. Vediamo di capire meglio.

Le persone che si trovano più vicine all’estremo con il capitale sono investitori puri che affidano il proprio capitale a terzi.

Le persone sul lato opposto mostrano più un’attitudine alla professione di freelance in ambito investimenti per sopperire alla mancanza di capitale.

Per rispondere alla domanda “quanto serve per vivere di investimenti?” bisogna prima individuare la propria posizione lungo questo segmento.

Se hai delle competenze tecniche, il tempo e la voglia di metterti in gioco sei predisposto all’attività da freelance e puoi investire anche meno capitale, se invece hai a tua disposizione il denaro e non hai né il tempo né approfondite competenze puoi delegare altre persone a gestire il tuo denaro. In questo secondo caso sei più improntato verso i risultati.

Ma facciamo un esempio nel campo immobiliare.

Un freelance può iniziare ad investire anche con 20/30k euro a disposizione. Ci sono diversi ragazzi che hanno ottenuto risultati importanti con capitali simili utilizzandoli come caparra in alcune operazioni ritenute potenzialmente profittevoli. Ovviamente servono competenze tecniche per l’analisi e la ricerca delle migliori opportunità. Investendo una caparra ci si impegna e si ha l’obbligo a versare il resto del valore dell’immobile entro i tempi stabiliti nel contratto.

Versando la caparra si ottiene l’opzione per fare l’investimento su un immobile reputato interessante in quanto la sua ristrutturazione e rivendita può portare ad un’importante plusvalenza sul valore. Cosa fare a questo punto?

Si confeziona l’investimento, si prepara il business plan e attraverso la cessione del compromesso lo si propone ai potenziali investitori. Il guadagno effettivo deriverà dalla vendita dell’opzione di investimento.

Un’altra modalità per fare operazioni con capitale ridotto prevede comunque un’analisi e ricerca di immobili interessanti da proporre a investitori, i quali si occuperanno dell’eventuale ristrutturazione e rivendita assicurandoti una fee per il tuo lavoro o per il tuo investimento.

Come puoi capire questo tipo di operazioni richiedono molto tempo e affinate competenze tecniche.

Dall’altra parte del segmento, sempre in ambito immobiliare, troviamo l’investitore. Il suo compito è quello di valutare gli investimenti proposti, può avere delle conoscenze che gli permettono di fare un’analisi dell’immobile oppure può affidarsi ai consigli dei professionisti (che comunque deve essere in grado di valutare), investe il proprio capitale e monitora le varie operazioni.

A metà del segmento si trova l’imprenditore investitore che bilancia i due modelli: analizza e ricerca operazioni interessanti come un freelance ma al tempo stesso ha più capitale di quest’ultimo e può quindi permettersi di acquistare il tempo e le competenze di professionisti che porteranno a termine le operazioni per proprio conto.

Fatta questa panoramica devi capire in che punto del segmento ti trovi e soprattutto che vision hai, sei più improntato verso un estremo o verso l’altro

Vivere di rendita grazie agli investimenti: quanto capitale serve?

Quindi, per tornare alla questione iniziale, quanto serve per vivere di investimenti? È il momento di darti una risposta.

Si tratta essenzialmente di una proiezione matematica, non esiste una regola d’oro valida per tutti, per calcolarlo bisogna innanzitutto conoscere il proprio stile di vita e definirne un costo.

Calcolando che mediamente un investitore professionista con un buon portafoglio diversificato riesce a generare un buon 15% annuo, quello che bisogna fare è una proporzione. Ti faccio un esempio.

Se per vivere hai bisogno di 50.000 euro all’anno, per far si che questi corrispondano al 15% “teoricamente” generato in un anno, che ti permetterebbe di vivere “senza far nulla” con i soldi derivanti dai tuoi investimenti, dovresti avere un capitale iniziale di 335.000 euro circa.

La proporzione è abbastanza semplice.

15:100 = costo vita:capitale necessario

Perchè abbiamo scelto il 15%? Dalla nostra esperienza abbiamo visto che un ottimo investitore mediamente negli anni genera tra il 10% e il 20%.
Abbiamo parlato più volte dell’importanza di un portafoglio diversificato, in questo modo ci saranno anni in cui gli investimenti ad alto rischio forniranno una spinta importante al nostro capitale, viceversa anni in cui questi andranno male e gli investimenti a basso rischio, che tendenzialmente dovrebbero andare bene ma generare poco profitto, recupereranno la perdita e genereranno un piccolo positivo (5-8%).

Per questo motivo una buona media è attorno al 15% annuo.

All’interno dell’esempio abbiamo volutamente tralasciato il calcolo delle imposte in quanto dipende da molteplici fattori, che approfondiremo nei prossimi articoli.

Tutto il ragionamento appena fatto ovviamente è valido per un approccio totalmente da investitore, tuttavia come ti ho detto esiste una via di mezzo e anche gli investitori ogni anno accantonano una parte di capitale per il piacere di fare operazioni in prima persona.

Se ti occuperai personalmente di alcune operazioni abbasserai il rischio, aumenterai il controllo e in caso di esito positivo il roi sarà più alto. In questo modo stai compensando la mancanza di capitale con il tuo tempo e la tua operatività.

Prima di fare operazioni in prima persona ricorda sempre di fare tutti i calcoli in negativo, valutando quanto sei disposto a perdere. L’attività di un investitore non è lineare durante l’anno, ha alti e bassi, ma con la giusta attenzione e bravura riuscirai a chiudere in positivo.

Se questa spiegazione ti ha aiutato a capire quale è la tua propensione e in quale punto del segmento ti trovi oppure se ancora non ne sei così sicuro, ti invito a entrare nella nostra community su Facebook dove potrai chiedere consigli a persone esperte.

 

Strategie di trading azionario

Trading azionario: le migliori strategie per fare trading in azioni

Ti sei appena avvicinato ai mercati finanziari e al mondo del trading, hai letto il nostro articolo sul trading a breve termine e lungo termine ma ancora non hai una strategia, non sai come scegliere le migliori società su cui investire.

Vogliamo elencarti ora alcune buone pratiche che noi stessi abbiamo utilizzato e utilizziamo per investire nel mercato azionario.

1- Analisi tecnica dei dati

Effettuare un’analisi tecnica dei dati vuol dire studiare l’andamento grafico del prezzo, questo per riconoscere determinati pattern grafici. Una volta individuati questi modelli si analizza statisticamente quali sono stati gli esiti passati che hanno fatto seguito a questi pattern per ipotizzare un andamento futuro.

Con un’attenta e molto lunga osservazione delle candele del grafico è possibile individuare un preciso comportamento del mercato (pattern grafico).

Questa tattica è utilizzata soprattutto per operazioni nel breve periodo in quanto tutti i mercati sono sensibili alle notizie macro-economiche.

Se non sai leggere un grafico hai 2 opzioni: o prendi il libro di Murphy “Analisi tecnica dei mercati finanziari” oppure puoi sfruttare il nostro Corso Base di Trading.

2- Analisi dell’azienda

La seconda tecnica è un’analisi o studio dell’azienda, dovrai guardare i bilanci e gli utili, gli andamenti, valutare le campagne di marketing che vengono fatte e i lanci di nuovi prodotti che ci saranno per comprendere se investire nelle azioni di quell’azienda.

Controlla con attenzione tutte le spese e i piani di espansione e determina se si tratta di un’azienda sottovalutata che a tuo parere ha margine di crescita.

Posso farti un esempio molto preciso e piuttosto recente con il caso Netflix in occasione del lancio della nuova stagione di Thirteen, è stato un investimento che ha portato ottimi risultati, vediamo insieme come ho ragionato.

Ovviamente parlando di Netflix, stiamo parlando di una grande azienda, il prodotto in questione era molto atteso dai fan della serie inoltre l’azienda ha saputo aumentare l’interesse attraverso campagne di marketing molto intense sui social e non solo, generando molto hype anche tra chi ancora non conosceva la serie.

Mi sono mosso in anticipo sul mercato prevedendo questo andamento e questo mi ha permesso di ottenere discreti risultati.

3- Analisi dei macro trend

Questo è un approccio macroeconomico e diversificato, analizzare i macro trend sostanzialmente vuol dire capire quali sono i trend del mercato, le macro categorie che potranno subire dei cambiamenti nel prossimo futuro, vuoi per innovazioni, vuoi per lancio di nuovi prodotti, vuoi per cambio di normative e investire nelle aziende che lavorano in quei settori.

Uno degli esempi più classici della storia recente che ti possiamo fare è quello delle energie rinnovabili, un trend partito una decina di anni fa o, ancora più recentemente, il mercato della marijuana legalizzata che ha portato all’apertura di aziende specializzate, negozi fisici, e-commerce e altre attività legate, tutto questo è andato di pari passo con un’enorme crescita del settore e per tale motivo avrebbe avuto senso investire nelle aziende produttrici.

Ti abbiamo mostrato tre possibili punti di partenza per l’analisi dello stesso asset finanziario, ora vogliamo farti capire come e perché questi tre approcci dovrebbero essere uniti per un’analisi più precisa.

Parti da un’analisi del mercato, individua un trend, questo ti permette di definire un settore di interesse e quindi fare un’analisi delle macro aree, a questo punto stila una lista della aziende operanti in questo settore, procedi ad un’analisi microscopica delle singole aziende, bilanci, piani di marketing e considera quali sono le migliori su cui poter investire, infine procedi ad un’analisi tecnica dei grafici per capire il punto migliore per entrare sul mercato.

Per approfondire tutti gli aspetti del trading azionario, ma anche per confrontarti con altri traders, puoi entrare nella nostra community privata su Facebbok.

 

investimento garantito

Investimento garantito: come valutare un investimento sicuro

L’investimento garantito non esiste! L’investimento sicuro non esiste!

Forse siamo partiti un pò aggressivi ma se stai leggendo questo articolo probabilmente anche te, come molte altre persone che conosciamo o che ci scrivono, ti starai domandando: “esiste un investimento garantito?” oppure “esiste un investimento sicuro?“.

La risposta a queste domande te l’abbiamo già data, ma vogliamo farti capire perchè non esiste un investimento garantito e soprattutto perchè siamo così attratti da questa tipologia di affare, inoltre vedremo come rendere un investimento meno rischioso, aggettivo che sicuramente ci piace di più.

Questo investimento è sicuro?

Facciamo un piccola mea culpa, tutti ci siamo fatti questa domanda, ma non c’è nulla di male sia chiaro, l’importante per un investitore è capire fino in fondo cosa significa investimento sicuro e soprattutto cosa intende chi ce lo propone dicendo che si tratta di un investimento garantito.

Devi sapere che ognuno di noi è attratto dall’investimento garantito per un motivo molto semplice: il nostro cervello ci porta a essere attratti da questa certezza di guadagno. Queste parole (investimento, garantito, sicuro) vanno a toccare tre aree del nostro cervello: in primis il cervello è stimolato da tali termini che evocano una sensazione di sicurezza e garanzia, una sensazione che fa stare bene chi le ascolta.

Il cervello limbico, responsabile delle emozioni, è stimolato dalla parola “investimento” che fa pensare al futuro, fa immaginare e sognare. Infine il cervello neo-corticale, sede del pensiero razionale, compara le due cose e viene appagato dai numeri e dalle dimostrazioni che ci vengono apportate.

Sentire parlare di investimento garantito appaga tutte le aree del nostro cervello, forse per questo siamo così attratti oltre che per la mera convinzione di un possibile guadagno facile.

Valutare un investimento garantito

Quando si parla di investimento garantito, sia che questo termine venga utilizzato all’inizio del discorso sia che venga ripetuto più volte, le persone ignoranti smettono di ascoltare, come se le loro orecchie fossero tappate dalla garanzia offerta. Il termine ignorante è appositamente utilizzato per indicare persone che ignorano tutto ciò che viene detto e soprattutto ciò che si nasconde dietro un investimento sicuro, non ha una connotazione negativa.

Ogni volta che ti viene proposto un investimento garantito, la tua risposta dovrebbe essere: “da cosa è garantito?

In questi anni ne abbiamo viste parecchie: investimenti garantiti da assicurazioni inesistenti, investimenti garantiti da fideiussioni senza valore o addirittura investimenti garantiti da un’assicurazione di proprietà della stessa società che proponeva l’investimento. Fa ridere questa cosa ma serve per farti capire cosa realmente si nasconde dietro al possibile investimento che ti viene proposto.

Ogni volta che ti viene offerto un investimento garantito, attivati, indaga, vai più a fondo, fai domande e cerca di mettere in difficoltà chi ti sta parlando. Il 99,9% delle volte scoprirai che quello che hai davanti è uno specchietto per allodole e tu non lo sei.

La parola “garantito” probabilmente dovrebbe essere proprio abolita, nella vita non c’è nulla di garantito, tuttavia questo tipo di investimenti vanno spesso a colpire le persone poco inclini agli investimenti, persone inesperte che si fidano di chi parla. Se sei qui non sei un investitore inesperto o non vuoi esserlo, magari stai cercando un corso per formarti e sviluppare le tue abilità. Prova a dare un’occhiata ai nostri corsi.

Ridurre il rischio di un investimento

Abbiamo già parlato di come ridurre il rischio di un investimento, in queste righe però, voglio farti un esempio estremamente pratico che ti aiuterà a comprendere l’importanza di entrare nel proprio investimento, ovvero essere parte attiva dell’operazione in cui hai investito. Lo farò attraverso il mercato immobiliare.

Ipotizziamo che ci sia un investimento sullo stesso immobile, nella stessa area geografica, con lo stesso rendimento atteso, seguito da te oppure da terzi e vediamo le differenze (ovviamente si tratta di un caso irreale). Supponiamo che questo investimento vada male, hai comprato l’immobile ad un prezzo troppo alto, hai speso troppo per il restauro oppure la zona viene svalutata. Ti sei esposto, hai utilizzato i tuoi soldi e sei consapevole che l’investimento che hai fatto potrebbe non avere il ritorno che avevi previsto, a questo punto hai varie opzioni: Puoi svendere la casa sperando di perdere meno soldi di quanto pensassi o guadagnarne meno del previsto, puoi modificare il target di vendita riorganizzando nuovamente gli spazi, oppure ancora, puoi metterla in affitto e nel frattempo chiedere un mutuo ad una banca, che ripagherai con i soldi dell’affitto stesso, attendendo che quella zona venga si rivaluti nuovamente.

Qualunque sia la tua scelta hai saputo gestire il tuo investimento, hai saputo risolvere la situazione e hai saputo minimizzare il rischio avendo il controllo.

Ora pensa cosa sarebbe successo se lo stesso investimento fosse stato gestito da qualcun altro, magari qualcuno senza troppa esperienza e case histories.

Tutto ha un rischio tuttavia se sarai tu a gestire un investimento, il rischio sarà minore.

L’unico investimento sicuro

Se sei alla ricerca di un investimento sicuro che ti permetta un guadagno allora sei nel posto giusto, il miglior investimento che puoi fare è: l’investimento in te stesso!

Ogni corso che segui, ogni libro che leggi, ogni video che guardi ha un ritorno nel lungo termine. Studio e formazione sono l’unico investimento garantito, anche un corso che può sembrare inutile può fornirti uno spunto di riflessione, una nuova teoria che può tornarti utile nel tempo.

Quindi non smettere mai di studiare e di formarti. Accedi ora alla community di Invest Hero su Facebook!

 

investimenti immobili a reddito

Immobili a reddito: affitto a breve termine o lungo termine? Sublocazione affitto: come funziona?

Dopo una prima introduzione su come guadagnare con gli immobili entriamo più nello specifico e vediamo alcune modalità per generare cashflow (flusso di cassa continuativo) e cerchiamo di capire i criteri di valutazione da utilizzare nella scelta di una strategia piuttosto che un’altra.

Sicuramente il metodo più conosciuto per mettere gli immobili a reddito è l’affitto classico, oggi però esistono altre opportunità, più performanti e più garantite, per generare rendite con gli immobili.

Definiamo però i criteri da valutare per la scelta di un’immobile.

Ipotizzando che tu non disponga di una proprietà, i tre punti da valutare per la scelta di un possibile affare sono:

  • liquidità: a seconda della disponibilità economica cambia il numero di possibilità, devi capire se intendi utilizzare tutto il tuo capitale o sfruttare la leva bancaria (mutuo) per acquistare la proprietà
  • zona geografica: esistono paesi che permettono di acquistare a prezzi vantaggiosi e trarre profitto dopo qualche anno in seguito ad eventi quali crescita del paese/stato, rivalutazione della zona, eventi di ogni genere che incentivano il turismo in quell’area
  • strumento di guadagno: affitto breve o affitto a lungo termine? Gestione in prima persona o attraverso agenzie terze?

Immobili a reddito: affitto breve o affitto a lungo termine?

Negli ultimi anni il mercato immobiliare ha visto un’esponenziale crescita degli affitti a breve termine, soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche.

L’affitto a breve termine, talvolta chiamato affitto turistico nelle località meta di vacanze, è la locazione di proprietà in affitto per periodi di tempo limitati che variano dal singolo giorno alla settimana, a discrezione del proprietario.

Nota bene che entrambe le forme per mettere un immobile a reddito hanno pro e contro, vediamone alcuni.

Vantaggi affitto breve termine

Affittare un immobile per alcuni periodi solamente permette una maggiore flessibilità, è possibile affittare la proprietà nei periodi in cui non se ne vuole usufruire personalmente. Un affitto a breve termine garantisce un ROI maggiore in quanto è possibile personalizzare le tariffe sulla base del periodo (bassa/alta stagione).

Un affitto a breve termine prevede il pagamento anticipato, questo evita il rischio di morosità. Talvolta inoltre, chi affitta per brevi periodi gode di agevolazioni fiscali o deduzioni sulle spese legate alla proprietà a seconda della normativa locale.

Svantaggi affitti a breve termine

Gestire un immobile in affitto per brevi periodi è una vera e propria attività lavorativa che prevede:

  • gestione della proprietà: gestione prenotazioni, gestione check-in (accoglienza ospiti), gestione check-out, gestione personale di pulizia della casa, gestione eventuali danni
  • incertezza delle entrate: potrebbero esserci periodi con meno prenotazioni o svalutazioni dell’area che comportano un abbassamento delle tariffe
  • manutenzione: per avere maggiori prenotazioni è necessario che la tua casa sia curata nei minimi dettagli, evitare che ci siano malfunzionamenti o danni che vengano segnalati nelle recensioni sui portali e che abbassino le tue valutazioni.

Agenzia per affitti a breve termine

Per far fronte a tutti questi problemi di gestione, negli ultimi anni sono nate alcune agenzie, professionisti del settore, che permettono ai proprietari di mettere un immobile a reddito senza doversi occupare personalmente della gestione.

Attraverso un contratto tra te e l’agenzia, sarà quest’ultima ad occuparsi dell’intera gestione dell’immobile (prenotazioni, manutenzione, pulizie). Mensilmente riceverai il bonifico con un importo pari a un forfait deciso anticipatamente in sede di contratto o equivalente all’importo incassato decurtato della commissione dell’agenzia.

Vantaggi affitto lungo termine

Affittare una proprietà per un periodo lungo ti assicura una maggiore tranquillità dettata dalla sicurezza di un’entrata costante mensile. Trattandosi di contratti di locazione medi o lunghi non c’è il rischio che l’immobile resti non abitato e tu non percepisca denaro. Attraverso una caparra iniziale (solitamente equivalente a tre mensilità) ti tuteli da eventuali danni e ti garantisci la permanenza del coinquilino.

Un affitto a lungo termine comporta sicuramente anche meno lavoro e meno preoccupazioni dal punto di vista amministrativo.

Prima di sottoscrivere un contratto a lungo termine è consigliabile, laddove il futuro inquilino soddisfi determinate caratteristiche, stipulare dei contratti assicurativi che tutelano il proprietario in caso di mancati pagamenti o problemi di altro genere.

Svantaggi affitto lungo termine

Per godere della sicurezza e della stabilità di cui abbiamo parlato sopra è necessario trovare un affittuario fidato, lascio a te i criteri di giudizio, sicuramente una buona posizione lavorativa può essere un fattore di garanzia.

I guadagni derivanti da un affitto a lungo termine sono minori, l’importo mensile viene definito a priori e non può variare a seconda del periodo (alta/bassa stagione) o della presenza di eventi importanti (fiere/concerti/settimana della moda).

Nel momento in cui affitti un immobile, non puoi più usufruirne, questo penso sia abbastanza intuibile.

Sublocazione affittuaria

Se non possiedi un immobile e non hai la liquidità per acquistarne uno, una valida alternativa per iniziare ad investire in immobili e generare profitto è la sublocazione affittuaria.

Se non sai cos’è e come funziona, il subaffitto si verifica quando il sublocatore, ovvero chi affitta la casa, stipula un contratto con il proprietario che gli permette di affittare a sua volta la casa a una terza persona, chiamata subconduttore. In questo caso tu saresti il sublocatore e puoi scegliere se affittare l’intera casa (sublocazione totale) o una parte dell’appartamento (sublocazione parziale).

La possibilità di subaffittare termina quando finisce il contratto di affitto con il proprietario.

Definire una strategia per mettere immobili a reddito

Come in ogni investimento anche quelli immobiliari richiedono una strategia definita.

Innanzitutto devi capire la tua liquidità e l’eventuale leva bancaria su cui faresti affidamento, questo permette una prima scrematura importante delle opportunità. Il secondo punto, altrettanto importante, è individuare le zone che permettono investimenti interessanti, ovvero quelle aree che pensi subiranno una crescita nei prossimi anni. Questo secondo fattore può determinare notevolmente il successo della tua operazione.

Infine devi scegliere lo strumento che vuoi utilizzare per mettere i tuoi immobili a reddito. Affitto breve o a lungo termine? Gestione personale o con agenzia? A te la scelta.

Se ancora hai dei dubbi su quale tipologia di affitto sia più adatta al tuo immobile o non sei sicuro di un’operazione che stai facendo, non esitare a fare le domande all’interno della nostra community su Facebook, sicuramente troverai esperti disposti ad aiutarti e chiarire le tue perplessità.

 

Introduzione agli investimenti immobiliari

Investimenti immobiliari: introduzione agli strumenti del mercato immobiliare

Da molti è considerato l’investimento per eccellenza, stiamo parlando del mercato immobiliare che negli ultimi anni, grazie anche all’aumento di modalità di investimento più accessibili, ha subito una fortissima crescita, avvicinando molte persone al mondo degli investimenti.

Esattamente come per il trading per il quale esistono diversi mercati e numerosi strumenti finanziari per operare, anche nel mercato immobiliare le scelte per effettuare operazioni sono multiple e non devi pensare solamente alla compravendita di immobili o alla messa a reddito.

Il mercato immobiliare fa parte di quelli che sono investimenti a basso rischio e costituisce una parte essenziale all’interno di un portafoglio strategico di un investitore.

Vediamo ora quali sono i diversi strumenti per investire nel mercato immobiliare, partendo da quelli più accessibili, anche con piccoli capitali.

Crowdfunding immobiliare

Cos’è il Crowdfunding?

Come suggerisce la parola stessa, composta da crowd che significa folla e funding che significa finanziamento, il significato di crowdfunding è raccolta fondi da parte di un gruppo di persone che finanziano un’idea o un progetto.

Compreso il meccanismo di questa forma di finanziamento è possibile applicarlo anche al mercato immobiliare. Il crowdfunding immobiliare è a tutti gli effetti un investimento collettivo nel settore immobiliare che genera profitti in periodi medio lunghi, solitamente dai 10 ai 24 mesi.

Diventare sostenitori in un progetto di crowdfunding immobiliare significa prestare i propri soldi a società specializzate che si occupano dell’acquisizione e rivendita di immobili post ristrutturazione, le quali suddividono i guadagni della vendita con i propri sostenitori.

Uno dei vantaggi del crowdfunding immobiliare è sicuramente l’accessibilità, infatti alcune piattaforme permettono investimenti a partire da 50 euro quindi alla portata anche di investitori con basso capitale.

Il Crowdfunding immobiliare si suddivide tra equity crowdfunding e lending crowdfunding.

Quali sono le differenze tra equity crowdfunding e lending crowdfunding?

Nel caso del social lending crowdfunding gli investitori non diventano proprietari dell’immobile, si tratta bensì di un prestito tra la persona fisica e una società, la piattaforma di crowdfunding solitamente fa da garante in questa contrattazione tramite un’attenta due diligence dell’operazione e della società promotrice.

Nell’equity crowdfunding invece, si acquista una parte del capitale sociale della società, diventando a tutti gli effetti soci di questa in percentuale e come tali si partecipa alla suddivisione degli utili. Una società di questo tipo può essere creata appositamente ed effettuare anche più di un’operazione, non necessariamente di tipo residenziale.

Strumenti del mercato degli investimenti immobiliari

Società di investimenti immobiliari

Solitamente sono società di medie o grandi dimensioni che richiedono capitali di ingresso superiori al crowdfunding e operano una volta raggiunta la cifra totale richiesta attraverso le partecipazioni degli investitori.

Una volta terminata l’operazione, solitamente dopo un anno o due, si ha una compartecipazione degli utili.

Si entra in compartecipazione grazie a contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza, in alcuni casi è possibile diventare soci della stessa società tramite la creazione di una società di scopo.

Mentre per il social lending crowdfunding gli investimenti partono da 50 euro e non hanno limitazioni secondo quanto stabilito dalla normativa italiana sul social lending, entrata in vigore il 1 gennaio 2017 e approvata dalla Banca d’Italia, per entrare in una società di investimenti immobiliari solitamente il gettone di ingresso è di almeno 10.000 euro, tuttavia anche il ritorno sull’investimento può essere più alto.

Fondi per investimenti immobiliari

Un fondo immobiliare è un fondo che investe almeno 2/3 del portafoglio in beni immobili, diritti reali immobiliari o partecipazioni in società immobiliari.

Accedere ad un fondo immobiliare non è semplice e richiede un capitale di ingresso molto alto, oltre a questo, spesso serve avere conoscenze all’interno di un fondo.

Solitamente un fondo nasce con un obiettivo di patrimonio prestabilito, questo viene suddiviso in un numero preciso di quote e il fondo viene sottoscritto al momento del raggiungimento dell’ammontare deciso presso i suoi sottoscrittori. Tale denaro sarà utilizzato in futuro per la gestione degli investimenti.

Una volta raggiunto l’ammontare deciso, le sottoscrizioni vengono bloccate e per tale motivo è difficile entrare in un fondo anche se alcuni fondi sono quotati in borsa ed è quindi possibile acquistare la partecipazione prima della scadenza delle quote.

I fondi possono essere privati o pubblici, questi ultimi rilasciano obbligazioni e offrono la possibilità di acquistare le quote ai finanziatori che incassano utili mensilmente, o come concordato, attraverso una cedola.

Lo svantaggio principale di un fondo immobiliare è l’impossibilità di recuperare il capitale investito prima della data di scadenza, che può arrivare anche fino a 30 anni.

come fare investimenti immobiliari

Investimenti immobiliari in prima persona

Infine, lo step successivo a cui ogni investitore dovrebbe ambire in quanto garantisce il più alto ritorno sull’investimento, è l’operazione effettuata in prima persona.

Per effettuare operazioni di questo genere è necessario molto lavoro ma ancora di più conoscenze, in ambito tecnico, legale e burocratico, in quanto partecipare ad un’asta, presentare un’offerta, concludere una trattativa saldo e stralcio, ricevere un mutuo, ecc.., sono procedure molto impegnative e delicate.

Molte persone inizialmente prendono una batosta quando provano a fare un’operazione simile, c’è da dire però, che a differenza del trading, dove bene o male tutti abbiamo perso dei soldi all’inizio, la perdita che si può avere nel settore immobiliare è sicuramente più limitata se ci si è mossi con le giuste accortezze.

Una volta acquistata e ristrutturata una casa, il ritorno lo si può avere vendendo l’immobile o mettendolo in affitto, a tal proposito esistono delle società che si occupano della gestione delle residenze garantendo per contratto un’entrata mensile.

L’ulteriore vantaggio di questo tipo di operazione è che, grazie alla leva del mutuo si un accesso al credito non ottenibile per altri tipi di investimenti.

Questa è una panoramica di quello che è il mercato degli investimenti immobiliari, per maggiori approfondimenti, confronti o consigli da persone più esperte, il posto giusto per fare domande è la community di Invest Hero!

 

Consigli per proteggere il capitale e minimizzare il rischio

Tre consigli per proteggere il tuo capitale e minimizzare il rischio di investimento

La prima regola: non perdere denaro. La seconda : non dimenticare mai la prima (Warren Buffet)

Se sei entrato nel mondo degli investimenti e hai mosso le tue prime operazioni o sei un investitore con anni di esperienza, sicuramente avrai compreso l’importanza di proteggere il tuo denaro e ridurre il rischio di investimento, per tale motivo apriamo questo articolo dedicato alla protezione del capitale con una celebre frase di Warren Buffet.

Il denaro per un investitore è come la benzina per una macchina, se viene a mancare non ci si può muovere, così forse rende meglio l’idea.

L’importanza del non perdere soldi è dimostrato anche dal grafico del profit loss all’interno del tuo broker di trading se ci fai caso, il risultato di un’operazione è verde se questa viene chiusa in positivo ma anche se viene chiusa a zero, mentre è rossa solamente quando viene chiusa in negativo.

Non perdere denaro rappresenta quindi, in un certo senso un’operazione positiva. (investimenti maggiori)

Vediamo ora tre pillole che ti serviranno nella tua vita da investitore per minimizzare i rischi dei tuoi investimenti e tutelare il tuo capitale.

Primo consiglio: INVESTI SOLO IN CIÒ CHE CONOSCI

Perché è importante investire solamente in settori conosciuti? Investire in qualcosa che ti appassiona è sicuramente più semplice, investi in qualcosa che conosci e farlo avrà un peso inferiore, sarà più facile per te informarti e studiare il settore e magari, lo fai già anche quotidianamente per passione.

Investire in un settore a te vicino ti permette di entrare in contatto con persone di quel settore, inoltre far parte di gruppi tematici ti permette di captare prima le notizie e le informazioni rilevanti.

Secondo consiglio: FAI PARTE DEL TUO INVESTIMENTO

Se possibile entra in contatto con il tuo investimento, seguilo molto da vicino, soprattutto quando si parla di investimenti in startup o in aziende di vario tipo.

Cerca di avere il controllo interno del tuo investimento, questo ti garantisce una maggiore probabilità di successo. Per esempio, se investi in una startup e sei esperto di marketing, prova a entrare nel loro team oppure offrigli consigli e dritte sulla strategia da seguire. Cerca di diventare cliente e ambassador della startup promuovendola nella tua cerchia di conoscenze e sul web.

Se hai delle competenze specifiche mettile al servizio della startup, non deve diventare un’attività a tempo pieno, l’ideale sarebbe dedicare qualche ora ogni settimana.

Terzo consiglio: DIVERSIFICA

Questo ultimo consiglio, che si lega ad altri due suggerimenti che in ogni nostro articolo e podcast ripetiamo come degli ossessi, ovvero studia e conosci persone di successo, deve essere il mantra di ogni investitore.

Studiare è uno step fondamentale prima di investire, è necessario conoscere alla perfezione il settore, per questo investire in un settore a te vicino (primo consiglio) rende ogni investimento più semplice.

Secondo punto importante è conoscere persone, partecipare a eventi, fare networking aiuta a consolidare le tue conoscenze e talvolta una chiacchierata di un’ora con altre persone vale più di un corso di 5/6 ore.

Infine diversifica. Diversificare significa inserire più asset nel proprio portafoglio, dove uno protegge l’altro in caso di perdita, cerca di ampliare ogni settore e diversifica gli investimenti anche all’interno dello stesso paniere di appartenenza.

Investire è un ciclo continuo e arriverai alla diversificazione completa solamente dopo aver compreso i vari asset di investimento singolarmente.

Per sintetizzare i tre consigli e la routine perfetta di un investitore:

  • parti da ciò che conosci e amplifica le tue conoscenze
  • conosci persone, fai networking e impara in maniera diretta sul campo
  • diventa esperto dello strumento e investi
  • diversifica

A questo punto riparti dal primo punto.

Utilizzando similitudine vista in un libro di marketing, devi pensare che piano piano stai costruendo un tempio, le colonne sono i vari settori che stai conoscendo e approfondendo, c’è la colonna del matched betting, la colonna del mercato azionario, la colonna delle criptovalute e così via.

Prima di costruire la casa al piano superiore del tempio, metafora del tuo capitale che cresce, devi costruire delle fondamenta stabili che la sorreggano. Per far crescere il tuo capitale devi avere più colonne possibili e almeno quattro macrocolonne rappresentanti le quattro macroaree che si “aiutano a vicenda” a sostenere il tuo capitale, ovvero la tua casa.

Per iniziare nel migliore dei modi, per costruire la prima colonna, forse la più solida e la più importante, entra nella community di Invest Hero.